"La perfezionista" di Cesare Lanza
Il film di Cesare Lanza "La perfezionista" (a settembre nella sale, per la distribuzione di Movie Max) sara' proiettato in anteprima questa sera, a Ischia, nell'ambito del Global Film Fest. Nella trama del film, una romantica e disperata storia d'amore tra due giovani di oggi, e' evidente il sostegno che l'autore-regista intende dare a quanti si battono a favore dell'eutanasia.
"Spero -afferma Lanza- di poter dare un modesto contributo alla commovente battaglia del signor Englaro, che reclama il diritto a morire della figlia Eluana. Con il massimo rispetto per chi, animato o no da sentimenti religiosi e comunque diversi, la pensi diversamente. In una societa' libera, giusta e civile si deve avere il diritto di decidere il proprio destino, a mio parere sulla base di due sole condizioni: che la scelta di morire sia chiara e certa e sia stata espressa nel pieno delle proprie facolta' mentali; e che in prospettiva non esista alcuna possibilita' di guarigione, ma solo sofferenza e dolore, nel cosiddetto stato di vita vegetativa".
Lanza racconta anche quanto driferitogli da Beppino Englaro: "Mi ha detto: 'Mia figlia reclama il rispetto delle sue indicazioni di essere lasciata morire, vale a dire la sospensione del trattamento terapeutico -l'alimentazione e idratazione forzata- al quale e' sottoposta'".
Pensa che il film suscitera' polemiche e possa influire in qualche modo nella coscienza della gente? "Credo e temo di no. Sono argomenti tristi, che si preferisce evitare. Ma anche essenziali per una societa' liberale, che abbia rispetto dell'individuo. Per realizzare il film ho incontrato ostacoli di ogni genere, censure, problemi inaspettati. 'La perfezionista' e' la storia di due giovani che si amano e che si trovano di colpo di fronte a una scelta terribile, che potrebbe capitare a chiunque. Una scelta privata, un diritto individuale. Oggi sono smarrito e anche disgustato di fronte al chiasso che si e' sollevato sulla battaglia del signor Englaro, che non si e' ancora conclusa, nonostante una sentenza della magistratura. Spero che il martirio di Eluana finisca al piu' presto e che la fine sia onorata col silenzio, nel rispetto della sua volonta' e del dolore della sua famiglia", conclude il regista, gia' noto come autore e volto di molti programmi tv.
"Spero -afferma Lanza- di poter dare un modesto contributo alla commovente battaglia del signor Englaro, che reclama il diritto a morire della figlia Eluana. Con il massimo rispetto per chi, animato o no da sentimenti religiosi e comunque diversi, la pensi diversamente. In una societa' libera, giusta e civile si deve avere il diritto di decidere il proprio destino, a mio parere sulla base di due sole condizioni: che la scelta di morire sia chiara e certa e sia stata espressa nel pieno delle proprie facolta' mentali; e che in prospettiva non esista alcuna possibilita' di guarigione, ma solo sofferenza e dolore, nel cosiddetto stato di vita vegetativa".
Lanza racconta anche quanto driferitogli da Beppino Englaro: "Mi ha detto: 'Mia figlia reclama il rispetto delle sue indicazioni di essere lasciata morire, vale a dire la sospensione del trattamento terapeutico -l'alimentazione e idratazione forzata- al quale e' sottoposta'".
Pensa che il film suscitera' polemiche e possa influire in qualche modo nella coscienza della gente? "Credo e temo di no. Sono argomenti tristi, che si preferisce evitare. Ma anche essenziali per una societa' liberale, che abbia rispetto dell'individuo. Per realizzare il film ho incontrato ostacoli di ogni genere, censure, problemi inaspettati. 'La perfezionista' e' la storia di due giovani che si amano e che si trovano di colpo di fronte a una scelta terribile, che potrebbe capitare a chiunque. Una scelta privata, un diritto individuale. Oggi sono smarrito e anche disgustato di fronte al chiasso che si e' sollevato sulla battaglia del signor Englaro, che non si e' ancora conclusa, nonostante una sentenza della magistratura. Spero che il martirio di Eluana finisca al piu' presto e che la fine sia onorata col silenzio, nel rispetto della sua volonta' e del dolore della sua famiglia", conclude il regista, gia' noto come autore e volto di molti programmi tv.
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