Lunedì 8 giugno 2026
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Quotidiano 'El Pais' critica Zapatero sull'immigrazione

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il giornale spagnolo 'El Pais', generalmente molto vicino al governo di Jose' Luis Zapatero, ha assunto negli ultimi giorni una posizione fortemente critica nei confronti dell'esecutivo iberico in materia di immigrazione. Il principale obiettivo dell'attacco' dell'autorevole giornale di Madrid è la direttiva sul rimpatrio degli immigrati irregolari, che sarà discussa oggi pomeriggio a Bruxelles dagli ambasciatori dei Ventisette nel Consiglio Ue, e passerà poi all'Europarlamento all'inizio di giugno: una normativa che secondo El Pais potrebbe provocare l'espulsione di otto milioni di immigrati nel Vecchio continente, e alla cui approvazione, dice il quotidiano, il governo di Zapatero non dovrebbe partecipare.  "La direttiva europea sui 'sin papeles' dipende dal voto della Spagna", titola oggi il quotidiano, raramente cosí critico con l'esecutivo socialista, notando che per bloccarla servirebbero 80 'voti' nel Consiglio Ue, e che il rappresentante di Madrid ne ha 27. Secondo il giornale, il governo fino a ieri sarebbe stato ancora incerto su che posizione assumere, ma stando a fonti diplomatiche consultate dall'agenzia Europa Press, la maggioranza degli Stati dovrebbero approvare il testo, inclusa la Spagna.  Un fatto grave, secondo 'El Pais', perch, l'ultima versione della direttiva, che prevede la possibilità di prorogare fino a 18 mesi la detenzione anche solo amministrativa degli irregolari, sarebbe dovuta al desiderio di paesi come la Francia o l'Italia di dotarsi di un "bollino di rispettabilità" europea "che li assolva dalle derive populiste" (cosí in un editoriale pubblicato ieri). In Spagna attualmente il limite detentivo nei centri per irregolari è di soli 40 giorni. Il governo spagnolo, secondo El Pais, è invece tentato dalla direttiva per respingere l'offensiva dell'opposizione conservatrice del Partido polular (Pp) che in campagna elettorale lo ha incalzato sul tema, soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Oggi il neo-ministro del Lavoro e Immigrazione Celestino Corbacho, intervistato dalla radio 'Cadena Ser' (dello stesso gruppo 'Prisa' a cui appartiene 'El Pais') è stato elusivo sulla questione europea, ma ha sottolineato che l'immigrazione è "un fenomeno che va controllato e governato, perch, se no finisce per influenzare negativamente" gli spagnoli e gli stessi immigrati. Il ministro, che ha fama di essere un 'duro', ha anche detto che non intende "distogliere lo sguardo dall'immigrazione illegale e irregolare", e ha ribadito quanto già annunciato da Zapatero un mese fa, cioè che il governo preparerà "un programma che faciliti il ritorno degli stranieri nei loro paesi di origine, se lo desiderano".  In effetti, gli immigrati in Spagna sono ormai il 10% della popolazione, quasi 4 milioni: molti lavorano nell'edilizia, settore in piena crisi che secondo gli studi di consulenti internazionali come la Kpmg, potrebbe lasciare per strada un milione e 200.000 persone nei prossimi due anni. Anche per questo oggi molti si trovano davanti al "dilemma fra la disoccupazione e il ritorno", come spiega sempre 'El Pais' in un reportage pubblicato oggi proprio con questo titolo. Secondo l'articolo, ci sarebbero già mezzo milione di stranieri disoccupati, ma pochi pensano davvero a tornare: i programmi governativi sperimentati negli ultimi anni attraverso alcune Ong hanno facilitato il rientro a casa di appena 3.700 immigrati, una cifra molto bassa. Gli operatori del settore spettano ora che Zapatero attui le misure promesse per facilitare il ritorno, come "la capitalizzazione dei sussidi di disoccupazione già maturati o la concessione di microcrediti", ma con un certo scetticismo.  Molto piú decise ed efficaci sono state finora le politiche di rimpatrio forzoso alla frontiera: nella scorsa legislatura il governo di Zapatero ha respinto 370.000 immigrati irregolari, il 43% in piú rispetto al precedente governo di Jose' Maria Aznar. E i massicci flussi di migranti disperati che cercano di ragiungere le isole Canarie, che dopo gli accordi di collaborazione con Marocco e Senegal e i pattugliamenti comuni Ue si sono ridotti nel 2007 alla metà circa rispetto ai 31.000 del 2006, negli ultimi giorni sono ripresi con forza, con lo sbarco di 237 migranti africani fra le coste delle Canarie e dell'Andalusia.    
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