Racz non sara' piu' chef, cameriere e facchini in rivolta contro il romeno vittima della mala giustizia
Racz Karol, il romeno arrestato nell'indagine dello stupro della Caffarella e poi scarcerato, non lavorera' nel ristorante di Filippo La Mantia che aprira' a maggio in un albergo nel centro di Roma. 'Faccia da pugile', come e' soprannominato il romeno, avrebbe dovuto cominciare oggi a lavorare 'ma - ha spiegato il suo avvocato Lorenzo La Marca - l'offerta e' stata ritirata e non da La Mantia'. Altro non ha voluto aggiungere.
Ma a spiegare cio' che e' accaduto e' stato lo chef, che ha parlato della contrarieta' espressa da alcuni lavoratori alla presenza di Racz nel suo ristorante. 'Parliamo di razzismo?
Posso dire di aver scoperto un altro mondo ed e' stata un'esperienza di vita forte - ha detto La Mantia - Forse sono stato troppo ingenuo ad offrire aiuto a un uomo bisognoso'.
'E' stata una lezione per tutti e soprattutto per me. Tre cameriere - ha raccontato lo chef - si sono licenziate appena hanno saputo che Racz avrebbe lavorato qui. Una ditta di facchinaggio ha protestato dicendo che c'erano colleghi italiani che avevano molti piu' diritti. Infine dall'estero un'agenzia turistica ha mandato un fax per dire che non avrebbero mandato clienti se Racz fosse stato assunto. Ieri per me e' stata una giornata incredibile, ad un certo punto ho anche rassegnato le mie dimissioni e alla fine, con l'avvocato di Racz - ha concluso lo chef - abbiamo deciso di lasciar perdere'.
Ma a spiegare cio' che e' accaduto e' stato lo chef, che ha parlato della contrarieta' espressa da alcuni lavoratori alla presenza di Racz nel suo ristorante. 'Parliamo di razzismo?
Posso dire di aver scoperto un altro mondo ed e' stata un'esperienza di vita forte - ha detto La Mantia - Forse sono stato troppo ingenuo ad offrire aiuto a un uomo bisognoso'.
'E' stata una lezione per tutti e soprattutto per me. Tre cameriere - ha raccontato lo chef - si sono licenziate appena hanno saputo che Racz avrebbe lavorato qui. Una ditta di facchinaggio ha protestato dicendo che c'erano colleghi italiani che avevano molti piu' diritti. Infine dall'estero un'agenzia turistica ha mandato un fax per dire che non avrebbero mandato clienti se Racz fosse stato assunto. Ieri per me e' stata una giornata incredibile, ad un certo punto ho anche rassegnato le mie dimissioni e alla fine, con l'avvocato di Racz - ha concluso lo chef - abbiamo deciso di lasciar perdere'.
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