Raddoppiati i ricercatori italiani sulle staminali embrionali. Marino: non possiamo ignorare embrioni sovrannumerari
Raddoppiano i cervelli italiani impegnati negli studi sulle staminali embrionali, fuori e dentro la Penisola. "Nel 2006 eravamo appena in cinque gruppi, oggi siamo in 11 a far parte dell'Ies (Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule embrionali staminali), che punta allo scambio di esperienze e protocolli sperimentali, al confronto dei risultati e al training. Perche' anche con poche decine di migliaia di euro di finanziamenti non vogliamo essere spettatori, ma dimostrare che possiamo dare un importante contributo alla ricerca in questo campo". E' cauta ma decisa Elena Cattaneo, responsabile del Laboratorio sulle cellule staminali dell'Universita' di Milano, in occasione del III Congresso nazionale dell'Ies, organizzato oggi a Roma con la collaborazione della Consulta di bioetica, di Estools, di Politeia e di Unistem. La crescita del gruppo testimonia, secondo la scienziata, l'interesse per questo tipo di ricerche. Un interesse rafforzato anche dalla scoperta della possibilita' di riprogrammare cellule somatiche adulte umane, rendendole simil-embrionali. Le cosiddette iPS, le pluripotenti indotte, 'riprogrammate' con un cocktail di geni 'ad hoc', consentirebbero infatti di aggirare i problemi etici che ostacolano, in Italia, la ricerca sulle embrionali.
Perche' allora continuare a lavorare su questo filone controverso? "Anche il nipponico Shinya Yamanaka, che ha ottenuto per primo le cellule iPS - spiega la Cattaneo all'Adnkronos Salute - di recente ha affermato che il suo lavoro non sarebbe mai stato possibile senza gli studi sulle staminali embrionali. E che occorre andare avanti su questa strada per poter confrontare i risultati ottenuti con embrionali e con iPS".
Certo, anche dopo la clamorosa vicenda che ha travolto lo scienziato coreano Woo Suk Hwang, la Cattaneo ammette che "in questo campo non sono mancate le batoste: alcuni risultati si sono dissolti come neve al sole. Ma proprio per questo occorre studiare, confrontare e verificare. Per capire se, nel caso delle iPS, siamo davanti a una rivoluzione che resistera' al vaglio del tempo".
Perche' in questo campo i bluff non reggono: tutti vogliono vedere se un risultato e' riproducibile. Per questo motivo la Cattaneo chiede, per se' e per i colleghi, "liberta' di ricerca anche in Italia. Siamo i primi a chiedere regole, ma vogliamo partecipare alla loro messa a punto".
No al silenzio sui cosiddetti embrioni 'orfani', gli embrioni in sovrannumero ottenuti negli interventi di fecondazione assistita e non riconosciuti dalle coppie: lo chiede il senatore Ignazio Marino (Pd). Parlando a margine del convegno organizzato a Roma dal Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali, Marino ha fatto riferimento al diffuso interesse per le nuove tecniche molecolari per riprogrammare le cellule adulte fino a renderle pluripotenti, attivando alcuni geni. 'Un approccio che potrebbe far superare tanti problemi etici, anche se restano problemi tecnici legati all'uso di retrovirus. E' comunque una tecnica alla quale si guarda con speranza. Ma d'altra parte credo che nel metodo sperimentale sia importante poter fare paragoni e confronti, capire come disegnare protocolli sperimentali'. Di conseguenza Marino ritiene opportuno 'interrogarci per capire che cosa si vuole fare in Italia degli embrioni congelati in sovrannumero'. Sono due, ha rilevato, i destini cui potrebbero andare incontro: 'o sono condannati a morire nel freddo, oppure ad essere usati per prelevare cellule e utilizzarle per la ricerca'. Su quale delle due vie debba essere seguita, Marino ha detto: 'non so rispondere, ma so con certezza che il Paese non puo' non occuparsi del problema. Mi rifiuto di credere che la risposta sia non occuparsi del problema'.
Sul destino dei cosiddetti embrioni 'orfani' l'Italia segua l'esempio del clero irlandese: l'invito viene da uno dei pionieri della fecondazione artificiale in Italia, Carlo Flamigni, membro del Comitato Nazionale di Bioetica.
A margine del convegno del Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali (Ies), Flamigni ha detto che nel 2002 il clero irlandese, schierato a favore delle modifiche della legge sulla fecondazione assistita a tutela dell'embrione, decise di fissare l'inizio della vita non dall'istante del concepimento ma dall'impianto in utero. 'Il clero irlandese si e' quindi schierato a favore di una posizione di personalismo relazionale, ma nessuno ha mai detto nulla ai vescovi irlandesi'.
Tre miliardi di dollari in dieci anni per la ricerca sulle cellule staminali, sia embrionali che adulte: e' il finanziamento assegnato dallo Stato della California per questa ricerca di frontiera.
Il finanziamento e' stato deciso dall'Istituto californiano per la medicina rigenerativa (Cirm), ha detto Tiziano Barberi, dell'Istituto californiano Beckman, negli Stati Uniti da dieci anni e oggi in Italia per seguire il convegno del gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali (Ies).
Nell'ambito del finanziamento californiano il laboratorio di Barberi ha appena avuto 1,6 milioni di dollari per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane muscolo-scheletriche, in vista di future applicazioni per la cura di malattie dei muscoli, come distrofie muscolari e miopatie. 'Stiamo lavorando sui topi - ha detto - e gran parte del lavoro e' ancora fatto in vitro per ottenere in modo efficiente cellule pure'.
Sull'esempio della California, anche se con finanziamenti piu' modesti, altri Stati americani come Massachusetts, Connecticut, New Jersey e New York, hanno deciso di assegnare fondi alla ricerca sulle staminali.
Perche' allora continuare a lavorare su questo filone controverso? "Anche il nipponico Shinya Yamanaka, che ha ottenuto per primo le cellule iPS - spiega la Cattaneo all'Adnkronos Salute - di recente ha affermato che il suo lavoro non sarebbe mai stato possibile senza gli studi sulle staminali embrionali. E che occorre andare avanti su questa strada per poter confrontare i risultati ottenuti con embrionali e con iPS".
Certo, anche dopo la clamorosa vicenda che ha travolto lo scienziato coreano Woo Suk Hwang, la Cattaneo ammette che "in questo campo non sono mancate le batoste: alcuni risultati si sono dissolti come neve al sole. Ma proprio per questo occorre studiare, confrontare e verificare. Per capire se, nel caso delle iPS, siamo davanti a una rivoluzione che resistera' al vaglio del tempo".
Perche' in questo campo i bluff non reggono: tutti vogliono vedere se un risultato e' riproducibile. Per questo motivo la Cattaneo chiede, per se' e per i colleghi, "liberta' di ricerca anche in Italia. Siamo i primi a chiedere regole, ma vogliamo partecipare alla loro messa a punto".
No al silenzio sui cosiddetti embrioni 'orfani', gli embrioni in sovrannumero ottenuti negli interventi di fecondazione assistita e non riconosciuti dalle coppie: lo chiede il senatore Ignazio Marino (Pd). Parlando a margine del convegno organizzato a Roma dal Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali, Marino ha fatto riferimento al diffuso interesse per le nuove tecniche molecolari per riprogrammare le cellule adulte fino a renderle pluripotenti, attivando alcuni geni. 'Un approccio che potrebbe far superare tanti problemi etici, anche se restano problemi tecnici legati all'uso di retrovirus. E' comunque una tecnica alla quale si guarda con speranza. Ma d'altra parte credo che nel metodo sperimentale sia importante poter fare paragoni e confronti, capire come disegnare protocolli sperimentali'. Di conseguenza Marino ritiene opportuno 'interrogarci per capire che cosa si vuole fare in Italia degli embrioni congelati in sovrannumero'. Sono due, ha rilevato, i destini cui potrebbero andare incontro: 'o sono condannati a morire nel freddo, oppure ad essere usati per prelevare cellule e utilizzarle per la ricerca'. Su quale delle due vie debba essere seguita, Marino ha detto: 'non so rispondere, ma so con certezza che il Paese non puo' non occuparsi del problema. Mi rifiuto di credere che la risposta sia non occuparsi del problema'.
Sul destino dei cosiddetti embrioni 'orfani' l'Italia segua l'esempio del clero irlandese: l'invito viene da uno dei pionieri della fecondazione artificiale in Italia, Carlo Flamigni, membro del Comitato Nazionale di Bioetica.
A margine del convegno del Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali (Ies), Flamigni ha detto che nel 2002 il clero irlandese, schierato a favore delle modifiche della legge sulla fecondazione assistita a tutela dell'embrione, decise di fissare l'inizio della vita non dall'istante del concepimento ma dall'impianto in utero. 'Il clero irlandese si e' quindi schierato a favore di una posizione di personalismo relazionale, ma nessuno ha mai detto nulla ai vescovi irlandesi'.
Tre miliardi di dollari in dieci anni per la ricerca sulle cellule staminali, sia embrionali che adulte: e' il finanziamento assegnato dallo Stato della California per questa ricerca di frontiera.
Il finanziamento e' stato deciso dall'Istituto californiano per la medicina rigenerativa (Cirm), ha detto Tiziano Barberi, dell'Istituto californiano Beckman, negli Stati Uniti da dieci anni e oggi in Italia per seguire il convegno del gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali (Ies).
Nell'ambito del finanziamento californiano il laboratorio di Barberi ha appena avuto 1,6 milioni di dollari per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane muscolo-scheletriche, in vista di future applicazioni per la cura di malattie dei muscoli, come distrofie muscolari e miopatie. 'Stiamo lavorando sui topi - ha detto - e gran parte del lavoro e' ancora fatto in vitro per ottenere in modo efficiente cellule pure'.
Sull'esempio della California, anche se con finanziamenti piu' modesti, altri Stati americani come Massachusetts, Connecticut, New Jersey e New York, hanno deciso di assegnare fondi alla ricerca sulle staminali.
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