Radicali: come levare dalla Sanita' le mani dei partiti
Dopo aver letto l'ennesima denuncia giornalistica degli ennesimi episodi di spartizione partitocratrica dei posti nelle aziende sanitarie regionali (questa volta in Piemonte e Liguria), Bruno Mellano (deputato radicale-RNP) e Giulio Manfredi (Radicali Italiani) sono cosi' intervenuti:
"Esiste un formidabile banco di prova per i politici che si accingono ad affrontare la campagna elettorale al grido "Occorre cambiare modi e contenuti della politica": le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, da cui dipendono poi gran parte delle nomine
sottostanti nelle ASR.
Fra gli ultimi provvedimenti presentati alla Camera dai deputati radicali vi è anche la Proposta di Legge n. 3419 (Mellano ed altri) su "Riforma procedure di selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere". La nostra PDL scardina completamente il meccanismo delle "nomine", ora di competenza delle giunte regionali e quindi dei partiti: la selezione dei manager delle aziende sanitarie viene affidata totalmente a una commissione costituita da cinque membri scelti fra i rappresentanti delle maggiori società di interesse nazionale nel campo del consulting manageriale, prese in considerazione in base alla media ponderata dei seguenti fattori:
fatturato, numero delle sedi sul territorio, numero personale inquadrato e a progetto. La commissione suddetta stila una graduatoria in base alla quale sono assegnati i vari posti in palio, tenendo conto anche delle indicazioni dei candidati e delle valutazioni della commissione.
Al fine di contemperare l'esigenza di avere a capo delle aziende sanitarie regionali manager senza vincoli di partito con quella di assicurare comunque una gestione sanitaria coesa e con obiettivi univoci a livello regionale, è lasciata inalterata la possibilità per la regione di non confermare i direttori regionali alla scadenza del loro incarico nonché di farli decadere in corso d'opera - motivando pubblicamente le ragioni della revoca - quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione. Si provvede alla sostituzione di uno o più direttori generali attingendo alla graduatoria.
"Esiste un formidabile banco di prova per i politici che si accingono ad affrontare la campagna elettorale al grido "Occorre cambiare modi e contenuti della politica": le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, da cui dipendono poi gran parte delle nomine
sottostanti nelle ASR.
Fra gli ultimi provvedimenti presentati alla Camera dai deputati radicali vi è anche la Proposta di Legge n. 3419 (Mellano ed altri) su "Riforma procedure di selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere". La nostra PDL scardina completamente il meccanismo delle "nomine", ora di competenza delle giunte regionali e quindi dei partiti: la selezione dei manager delle aziende sanitarie viene affidata totalmente a una commissione costituita da cinque membri scelti fra i rappresentanti delle maggiori società di interesse nazionale nel campo del consulting manageriale, prese in considerazione in base alla media ponderata dei seguenti fattori:
fatturato, numero delle sedi sul territorio, numero personale inquadrato e a progetto. La commissione suddetta stila una graduatoria in base alla quale sono assegnati i vari posti in palio, tenendo conto anche delle indicazioni dei candidati e delle valutazioni della commissione.
Al fine di contemperare l'esigenza di avere a capo delle aziende sanitarie regionali manager senza vincoli di partito con quella di assicurare comunque una gestione sanitaria coesa e con obiettivi univoci a livello regionale, è lasciata inalterata la possibilità per la regione di non confermare i direttori regionali alla scadenza del loro incarico nonché di farli decadere in corso d'opera - motivando pubblicamente le ragioni della revoca - quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione. Si provvede alla sostituzione di uno o più direttori generali attingendo alla graduatoria.
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