Giovedì 8 ottobre 2026
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I raid USA non fermano le narcolance dalla Guajira

AMERICHE - COLOMBIA
Notizia ·

A un anno dall'inizio dei bombardamenti statunitensi contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti nei Caraibi, il traffico di cocaina dalla penisola colombiana de La Guajira continua senza sosta. È quanto emerge da un'inchiesta condotta sul campo da OCCRP (Organized Crime and Corruption Reporting Project) insieme alla testata colombiana 360-grados.co, che ha ricostruito cosa è cambiato, un anno dopo, lungo le coste da cui partono le cosiddette "narcolance".

 

Come riporta OCCRP, i giornalisti hanno raccolto testimonianze dirette lungo la striscia desertica della Guajira, dove per gli abitanti è ormai familiare una sequenza di eventi inquietante: prima il ronzio acuto dei droni, poi il boato delle esplosioni. Un residente, descritto come un commerciante locale, ha raccontato ai reporter che nei giorni successivi agli attacchi il mare restituisce taniche, pezzi di scafo e, talvolta, anche corpi. Questo tratto di Mar dei Caraibi è stato teatro, nell'ultimo anno, di circa venti attacchi mortali contro motoscafi sospettati di trasportare droga. L'operazione militare, nota come Southern Spear, è stata lanciata il 2 settembre dello scorso anno e, secondo l'inchiesta, è da tempo uscita dai riflettori mediatici nonostante prosegua.

 

Sulla spiaggia di Puerto López, punto di partenza abituale per le imbarcazioni dirette verso Repubblica Dominicana, Curaçao e Aruba, i cronisti hanno trovato i resti carbonizzati di barche colpite dagli attacchi. Ma secondo i residenti, le funzionarie e gli esperti del settore interpellati — quasi tutti in forma anonima per ragioni di sicurezza — i raid non hanno in alcun modo ridotto le partenze dalla regione. Una funzionaria amministrativa locale ha dichiarato di non aver notato alcun calo nel flusso di motoscafi nell'ultimo anno, un'osservazione condivisa da molte altre fonti sentite sul posto.

 

I trafficanti, quando un pilota (i cosiddetti lancheros) viene arrestato o ucciso, lo sostituiscono con rapidità. Un giovane lanchero intervistato a Riohacha, capoluogo della Guajira, ha raccontato con disinvoltura che un suo amico era partito in mare la notte precedente, segno di quanto l'attività prosegua normalmente nonostante il rischio.

 

Il quadro emerso dall'inchiesta è confermato anche da fonti istituzionali statunitensi. Un rapporto pubblicato a luglio dall'organizzazione per i diritti umani Washington Office on Latin America ha rilevato che le prove disponibili indicano un impatto minimo o nullo della campagna militare sulla quantità di cocaina che raggiunge gli Stati Uniti. Anche la DEA e funzionari del Pentagono, secondo quanto riportato, hanno riconosciuto che gli attacchi non hanno inciso né sul prezzo né sulla disponibilità della droga sul mercato americano. Al contrario, le organizzazioni criminali avrebbero sviluppato nuove tattiche per aggirare i controlli, come il pagamento di funzionari locali per ottenere in anticipo informazioni sulla posizione delle navi da guerra statunitensi prima di far salpare i carichi.

 

L'inchiesta ricostruisce anche le vicende di alcune delle persone uccise negli attacchi, come i casi di due uomini la cui famiglia ha cercato invano un risarcimento dal proprietario del carico di droga, mentre la procura locale ha confermato di non aver mai aperto fascicoli di indagine a loro carico né di averli mai associati a organizzazioni criminali note. Il Comando Sud statunitense, interpellato dai giornalisti sulla metodologia usata per identificare gli obiettivi dei raid, non ha fornito dettagli specifici.

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