Giovedì 11 giugno 2026
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Rapporto: banda larga solo in citta', rischio spaccatura Paese

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Con un bacino di 20 milioni di utilizzatori di internet l'Italia guarda con fiducia alla sfida dello sviluppo dei collegamenti di nuova generazione a larga banda, accorcia le distanze nelle classifiche dei Paesi europei, ma lancia un allarme: lo sviluppo di internet 'veloce' non e' ancora omogeneo, resta condizionato 'innanzitutto da logiche di redditivita' degli investimenti', con investimenti e nuove infrastrutture dove ci sono piu' clienti, nelle grandi citta', a discapito delle altre aree del Paese. E' il quadro che emerge dal rapporto curato dalla societa' di consulenza Between per l'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni: una istantanea aggiornata sul 'processo di sviluppo della banda larga'.
Serve, viene sottolineato, 'un intervento di sistema'.
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Altrimenti 'si intravede non solo una spaccatura in due del Paese tra le aree a maggiore potenziale e quelle meno attrattive ma anche uno sviluppo ritardato delle infrastrutture di rete piu' innovative'.
Sotto accusa anche il ruolo degli 'operatori alternativi' entrati in un mercato che, con la liberalizzazione avviata dieci anni fa, usciva lentamente dal monopolio. L'ex monopolista resta un baluardo quanto ad ampiezza della diffusione di servizi, con l'obiettivo di portare la tecnologia Adsl al 99% di copertura delle linee telefoniche nel 2010. Quanto ai concorrenti che avrebbero dovuto spingere lo sviluppo con l'arma della concorrenza, rileva il rapporto di Between, 'i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato' puntando cosi' solo sul '50% della popolazione', quella 'concentrata nelle aree urbane maggiori'.
SVILUPPO E OBIETTIVI. A fine 2007 erano circa 10,1 milioni gli accessi a larga banda in Italia, con una copertura dei servizi ADSL 'sostanzialmente raddoppiata' rispetto al 2001.
Lo sviluppo della larga banda nei prossimi anni sara' sostenuto da prezzi in calo: la stima per il 2010 e' di oltre 14 milioni di accessi, l'85% per la clientela residenziale. Il bacino di tutti gli utilizzatori di internet e' intanto salito da 14 milioni nel 2002 a circa 20 milioni nel 2007.
CLASSIFICHE EUROPEE. L'Italia e' tredicesima in Europa, su 25 Paesi, per numero di accessi internet a larga banda rispetto al numero di abitanti. Ai primi posti Danimarca, Finlandia e Olanda, (oltre 35%), seguiti da Svezia, Lussemburgo e Regno Unito, con valori compresi tra il 26% e il 31%. Confrontando i cinque paesi maggiori la penetrazione della banda larga nel Regno Unito e' pari al 26% della popolazione, contro il 25% della Francia, il 24% della Germania, il 19% della Spagna ed il 17% (meno di 6 ogni 100 abitanti) dell'Italia. Che comunque, con 10 milioni di accessi, per dimensioni e' il quarto mercato dopo Germania (20 milioni), Regno Unito e Francia (oltre 15 milioni).
Il rischio di un Paese spaccato in due emerge anche dai confronti con il resto di Europa. L'Italia e' in linea con i Paesi piu' avanzati 'per quanto concerne le aree urbane e sub-urbane', rileva Between, 'mentre permane un divario significativo nelle aree rurali'. Nel 2007 l'ADSL ancora non raggiungeva il 6% della popolazione.
CORRE LA LARGA BANDA SU TELEFONINO. A fine 2007 la copertura della tecnologia UMTS ha raggiunto il 90% della popolazione: considerando anche la sua evoluzione 'ad alta velocita'' HDSPA nella prima parte del 2008 il numero di collegamenti internet a larga banda mobile 'ha superato il milione': la base clienti superera' gli accessi broadband di rete fissa nel giro di 3-5 anni, con un numero di terminali che superera' i 15 milioni in un triennio. In questo caso il nostro Paese e' 'nella condizione di diventare un caso di successo'.
FAMIGLIE E IMPRESE. Il 49% delle famiglie italiane ha un pc, di queste il 39% ha un accesso internet e per il 33% e' un collegamento a larga banda. Dati 2006, quando per le aziende internet veloce aveva raggiunto il 35% delle imprese piu' piccole (1-2 addetti), il 75% delle medio-piccole (3 e piu' addetti), e la 'sostanziale saturazione del mercato nelle medie e grandi imprese (oltre i 50 addetti)'.
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