Rapporto Caritas su cosa pensano gli italiani degli immigrati
Il 'tallone di Achille', del sistema dell'integrazione degli immigrati tipicamente italiano, consiste 'nelle prassi amministrative insoddisfacenti, nelle coperture finanziarie insufficienti e nella eccessiva contrapposizione dei partiti sul tema dell'immigrazione, che ha esercitato un pesante effetto negativo sulla popolazione, dividendola tra favorevoli e contrari agli immigrati'. Lo sostiene la Caritas che questa mattina a Roma, nella relazione su 'L'integrazione degli immigrati: l'esperienza italiana a confronto con quella tedesca', tenuta da Franco Pittau e di Luca Di Sciullo, ha rilevato, infatti, che il 41% degli italiani ritiene che gli immigrati siano maggiormente coinvolti in attivita' criminali, mentre solo il 14% pensa il contrario. I piu' fiduciosi in un buon livello di inserimento si mostrano i romani (46,5%) e, specialmente, con il 49,3% delle risposte, i napoletani.
L'analisi condotta dalla Caritas sulle principali indagini condotte nell'ultimo triennio, consente di evidenziare un atteggiamento fondamentalmente positivo della popolazione immigrata insediatasi in Italia. I rapporti di vicinato con gli italiani solitamente vanno bene, e pero' per il 30% degli intervistati si tratta di una cordiale indifferenza. Nella giornata di confronto tra dati tedeschi e italiani, e' emerso che il 54% dei tedeschi, contro il 40% degli italiani, ritiene che gli immigrati lavorino piu' duramente degli autoctoni, eppure e' noto che proprio in Italia sono moltissimi i diplomati e i laureati che sono occupati come manovali o, comunque, in mansioni non qualificate. Sempre tra gli italiani, il 41% ritiene che gli immigrati siano maggiormente coinvolti in attivita' criminali, mentre solo il 14% pensa il contrario. L'immigrato, quindi, ha un piu' elevato tasso di criminalita'? Lo pensa addirittura il 58% degli intervistati in un'altra indagine, in cui l'opinione espressa e' che la violenza e' in crescita a causa principalmente degli immigrati, la cui presenza avrebbe causato la diminuzione dei livelli di sicurezza.
L'analisi condotta dalla Caritas sulle principali indagini condotte nell'ultimo triennio, consente di evidenziare un atteggiamento fondamentalmente positivo della popolazione immigrata insediatasi in Italia. I rapporti di vicinato con gli italiani solitamente vanno bene, e pero' per il 30% degli intervistati si tratta di una cordiale indifferenza. Nella giornata di confronto tra dati tedeschi e italiani, e' emerso che il 54% dei tedeschi, contro il 40% degli italiani, ritiene che gli immigrati lavorino piu' duramente degli autoctoni, eppure e' noto che proprio in Italia sono moltissimi i diplomati e i laureati che sono occupati come manovali o, comunque, in mansioni non qualificate. Sempre tra gli italiani, il 41% ritiene che gli immigrati siano maggiormente coinvolti in attivita' criminali, mentre solo il 14% pensa il contrario. L'immigrato, quindi, ha un piu' elevato tasso di criminalita'? Lo pensa addirittura il 58% degli intervistati in un'altra indagine, in cui l'opinione espressa e' che la violenza e' in crescita a causa principalmente degli immigrati, la cui presenza avrebbe causato la diminuzione dei livelli di sicurezza.
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