Rapporto Caritas: 4 milioni gli immigrati, tutti indispensabili per l'Italia
I poveri, con il loro lavoro, aiutano i ricchi a diventare tali. Gli immigrati aumentano, anno dopo anno, troppo spesso sono mal visti, ma senza di loro di fatto il sistema Italia si fermerebbe. Il XVIII dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes 'Lungo le strade del futuro: importanza dell'immigrazione per l'Italia', presentato ieri a Roma, restituisce un quadro definito del fenomeno di coloro che, per vivere, passano la frontiera spesso illegalmente, lasciando il proprio paese e stabilendosi nel nostro. Gli immigrati regolari in Italia all'inizio del 2008 sfiorano ormai i 4 milioni e rappresentano il 6,7% della popolazione: una media di poco superiore a quella dell'Unione Europea, relativa al 2006. Nell'ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di circa mezzo milione di unità. Il 62,5% si trova al nord, il 25% al centro e circa il 10% al sud. La prima collettività, raddoppiata in due anni, è quella romena con 625.000 residenti e, secondo la stima del Dossier, quasi 1 milione di presenze regolari, seguita da quella albanese (402.000) e marocchina (366.000); un poco al di sopra e un poco al di sotto delle 150 mila unità si collocano, rispettivamente, le collettività cinese e ucraina. A guadagnare anche in termini percentuali sono stati gli europei (52,0%), mentre gli africani mantengono le posizioni raggiunte (23,2%) e gli asiatici (16,1%) e gli americani (8,6%) perdono almeno un punto percentuale. In Italia - stando ai dati Caritas - è immigrata una persona ogni 15 residenti, una ogni 15 studenti, quasi una ogni 10 lavoratori occupati; inoltre, in un decimo dei matrimoni celebrati in Italia, è coinvolto un partner straniero, cosí come un decimo delle nuove nascite va attribuito a entrambi i genitori stranieri. L'integrazione è nei fatti. Perch, chi ha pelle e luogo di nascita diversa è arrivato a rappresentare il 9% del Pil. Nel 2007 gli immigrati hanno assicurato un gettito fiscale di 3,7 miliardi, dei quali 3,1 per versamenti Irpef. Secondo Unioncamere, segnala il dossier, le cifre rappresentano il 9% del Prodotto interno lordo nazionale. In tre anni, inoltre, sono raddoppiate le acquisizioni di cittadinanza italiana: nel 2007 sono state 38.466. Oltre 800 mila lavoratori immigrati sono iscritti ai sindacati. L'immigrazione è dunque "sostanzialmente di segno positivo e concorre fortemente a porre rimedio alle lacune del nostro paese", che sta diventando sempre piú vecchio. Gli immigrati sono una popolazione giovane: l'80% ha meno di 45 anni, mentre sono molto pochi quelli che hanno superato i 55 anni. Inoltre, il tasso di fecondità delle donne straniere è in grado di assicurare il ricambio della popolazione (2,51 figli per donna), a differenza di quanto avviene tra le italiane (1,26 figli in media). Nel 2007, poiche' non è stata integrata la quota iniziale di 170.000 nuovi ingressi, si puó ipotizzare tenuto conto delle domande presentate - spiega il dossier Caritas-Migrantes - la presenza di almeno mezzo milione di persone già insediate in Italia e inserite nel mercato del lavoro nero, e a volte sprovviste di permesso di soggiorno. "A regolamentare i flussi in entrata non potranno essere i Centri di identificazione e di espulsione - dice la Caritas - e gli interventi repressivi, ma si richiede il supporto di interventi piú organici". Il punto oscuro, per gli immigrati, è quando si tocca il rapporto con la legge. Le denunce presentate contro cittadini stranieri da 89.390 nel 2001 sono diventate 130.458 nel 2005, su un totale di 550.990 (ultimo dato Istat disponibile). L'aumento complessivo delle denunce nel quinquennio è stato del 45,9% e nello stesso periodo l'incidenza della criminalità straniera (regolare e non) è passata dal 17,4% al 23,7%, mentre la presenza straniera regolare è raddoppiata. "Solitamente si afferma che gli stranieri abbiano un piú alto tasso di delinquenza degli italiani - spiega il rapporto Caritas-Migrantes - senza tenere conto che la popolazione straniera coinvolta nelle denunce include anche gli immigrati irregolari e le persone di passaggio, dai turisti agli uomini d'affari, non quantificabili con esattezza".
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