Rapporto Iulm: boom della musica digitale nel 2008
La musica digitale segna nel 2008 un boom e, con il suo +35% rispetto al 2007, con un volume di affari che ha raggiunto i 38 milioni di euro. Un ammontare che gia' rappresenta circa l'1% di tutto il fatturato musicale italiano che e' di 3,9 miliardi di euro (meno 4%), che include anche le vendite di strumenti musicali e di apparecchi elettronici audio. Se il boom della musica digitale era atteso, inaspettato e' la tenuta, anzi il leggero aumento delle vendite dei 'vecchi' cd (piu' 0,5%), che si attestano a 499 milioni di euro. Sono i dati del Rapporto 2009 sull'economia della musica in Italia, realizzato dalla Fondazione Universita' Iulm di Milano e coordinato dal professore Luca Barbarito. Secondo Luca Nicotra (Segretario dell'associazione radicale "Agorà Digitale) e Marco Beltrandi (Deputato Radicale eletto nelle liste del PD), i dati confermano che Internet e la possibilita' di scaricare musica dalla rete non danneggiano gli affari, anzi auspicano una regolamentazione le file sharing.
Di seguito il comunicato.
La propaganda dei grandi attori del mercato dell'audiovisivo cerca ogni giorno di convincerci di una realtà che i dati continuano a smentire. Anche lo studio pubblicato oggi dalla fondazione IULM, mostra un mercato della musica sostanzialmente stabile nonostante la crisi economica, con un dato di crescita nella vendita dei CD e un grande incremento nel settore digitale. Dove sono oggi i proclami di quelli che si strappano i capelli per il danno inferto dal file sharing illegale all'industria della musica? Scommettiamo che non avranno il coraggio di commentare dei dati che mostrano come il problema non è quello dei cosiddetti pirati, bensì quello di convincere le grandi major a seguire le regole del mercato, ad esempio abbassando il costo dei CD, o adattandosi alle nuove tecnologie e alle conseguenti aspettative dei cittadini-consumatori.
Dietro la difesa di una regolamentazione del diritto d'autore bloccata quantomeno al secolo scorso, c'è la richiesta di poter agire fuori dal mercato e fuori dal tempo. Per colpa di chi difende lo status quo stiamo combattendo una guerra contro una intera generazione. Una guerra inutile e dannosa, per la cui vittoria, ci chiedono di sacrificare il diritto alla tutela dei dati personali in rete, e il diritto al giusto processo, con la possibilità di scollegare interi nuclei familiari da internet.
Come radicali e come associazione Agorà Digitale, chiediamo da tempo di seguire un'altra strada, quella della legalizzazione del file sharing, che rappresenta un'enorme possibilità di sviluppo economico e culturale nel paese. Per questo è stato depositato alla Camera un disegno di legge presentato da Marco Beltrandi e sottoscritto dall'intera delegazione radicale che descrive un percorso realistico di regolamentazione. Ci appelliamo, al presidente e ai membri della commissione cultura, dove il ddl è bloccato ormai da troppo tempo, e a tutte le forze politiche, affinchè il testo venga calendarizzato al più presto.
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