Sabato 6 giugno 2026
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Rapporto su liberta' religiosa: in Italia cresce ostilita' verso religione musulmana

AMERICHE - USA
Notizia ·
In Italia arrivano sempre piu' stranieri, e "crescono i sentimenti di ostilita'", soprattutto a causa delle diversita' di culto religioso. Sono parole che arrivano da lontano, precisamente dal Bureau of democracy, human rights and labor (Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) dell'ambasciata americana in Italia, che ha pubblicato, il 14 settembre scorso, il Rapporto internazionale sulla liberta' religiosa nel 2006 nel nostro Paese. In base al dossier, secondo l'opinione di molti immigrati musulmani presenti in Italia, e' la religione a rappresentare "un ulteriore fattore di differenziazione dai cittadini italiani per nascita".
Il documento statunitense prende anche in esame l'"influenza della Chiesa cattolica nella societa'" che, si legge, "ha dato origine ad alcune polemiche, in quanto i suoi insegnamenti sono parsi influenzare i legislatori cattolici su questioni di politica pubblica". Pur sottolineando che in Italia "non esiste una religione di Stato", si rimarca che, "tuttavia, la Chiesa cattolica gode di alcuni privilegi, non concessi agli altri gruppi religiosi, che le derivano dal suo Stato sovrano e dalla sua storica autorita' politica".
Nel Rapporto americano, alla voce 'Restrizioni alla liberta' religiosa' si parla di una politica, quella del governo italiano, che "ha contribuito sostanzialmente alla libera pratica religiosa", sebbene alcuni gruppi musulmani abbiano riferito di non aver potuto costruire moschee dove recarsi a pregare. A Milano, ad esempio, "sono in corso progetti per costruire un Centro islamico piu' grande", pero', nel marzo 2007, il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, ha dichiarato che "una nuova moschea non puo' essere autorizzata".
Il documento statunitense ripercorre anche le vicende giudiziarie e le polemiche sulla presenza del crocifisso nelle aule dei tribunali e in quelle scolastiche: il 7 febbraio 2007 "il ministro della Giustizia Mastella ha dichiarato che il crocifisso e' un simbolo della cultura e dei valori italiani tradizionali, e che pertanto poteva essere esposto negli edifici pubblici". Ma, il 30 gennaio 2007, "un giudice e' stato messo sotto processo con l'accusa di non aver assolto ai propri doveri, in seguito al suo rifiuto di presiedere un'aula giudiziaria dove era esposto un crocifisso", cosi' l'imputato ha accusato il ministro di pregiudizio religioso per non aver consentito l'esposizione di un menorah (simbolo della religione ebraica, ndr).
Non mancano le segnalazioni di episodi positivi di rispetto delle liberta' religiose nel Belpaese; fra questi, le iniziative a sostegno del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, prima su tutte la visita ad Auschwitz di un gruppo di 600 studenti accompagnati dal ministro della Pubblica istruzione e del Rabbino Capo di Roma. Il 23 aprile 2007, inoltre, il ministero dell'Interno ha presentato ai 16 membri del Consiglio consultivo islamico la proposta di una Carta di valori condivisi di cittadinanza ed integrazione da applicarsi a tutti gli immigrati.
Nel 2006, poi, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che fa parte del ministero delle Pari opportunita', si legge sempre nel dossier Usa, "ha ricevuto piu' di 10.000 telefonate; sono state presentate un totale di 351 denunce formali, 218 delle quali sono state alla fine dichiarate casi legittimi di discriminazione".
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