Domenica 7 giugno 2026
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Rapporto Ocse: Italia seconda solo agli Usa per nuovi arrivi di immigrati

MONDO
Notizia ·
Tra i paesi dell'Ocse l'Italia registra il secondo maggior incremento sul numero di immigrati: +28% con cui sono balzati a 2 milioni 400 mila nel 2004, l'ultimo anno su cui sono disponibili dati comparativi. Solo gli Stati Uniti, con un +34%, hanno mostrato un tasso di crescita superiore, l'Italia si è invece piazzata davanti ad un polo di attrazione globale quale è la Gran Bretagna, che sempre nel 2004 ha registrato un +24%. In testa agli arrivi nel bel Paese si confermano romeni, albanesi e marocchini, aggiunge l'Ocse nel suo International Migration Outlook, l'ultimo rapporto globale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Per l'Italia l'Ocse rileva anche un netto aumento sulle riunificazioni familiari, e un'impennata (+42%) sulle nascite di figli di immigrati: questi ormai rappresentano quasi un decimo di tute le nascite nella penisola. All'opposto il numero di studenti extracomunitari che scelgono l'Italia "resta basso", relativamente pochi sono i richiedenti asilo, ed è raro ottenere la cittadinanza.
Nel 2004 - dice l'Ocse - nei paesi membri hanno fatto ingresso tra i 3 e i 3 milioni e mezzo di immigrati (temporanei inclusi) con un generale incremento del 15%, cifre da cui sono stati tenuti fuori alcuni stati membri quali Turchia, Repubblica Ceca o Polonia, caratterizzati da forti flussi in uscita. Se in Usa, Italia e Gb si assiste a forti aumenti degli immigrati, altri paesi mostrano tendenze opposte: i cali più forti hanno riguardato Finlandia (-25%), Germania (-15%) e Nuova Zelanda (-14%).
Per l'immigrazione "l'Italia resta un importante paese di arrivi e in testa si confermano romeni, albanesi e marocchini", dice l'Ocse nel capitolo dedicato alla penisola. In netto aumento le riunificazioni familiari: +23% nel 2004 e che rappresentano il 60% dei visti di lungo periodo. "Nel 2004 - nota ancora l'Ocse - la popolazione di immigrati in Italia è aumentata significativamente, da circa 2 milioni di unità a 2 milioni 400 mila, il maggior aumento ha riguardato i romeni, ma anche gli ucraini sono molto aumentati, soprattutto le donne".
E intanto cresce anche il numero di figli di immigrati, con un balzo del 42% nel 2004 da coppie con entrambi i genitori stranieri: ormai rappresentano il 9% delle nascite totali in Italia. "L'acquisizione di cittadinanza resta poco comune, a causa degli stringenti requisiti previsti".
In Italia "la forza lavoro di immigrati continua a crescere", e continua anche il fenomeno dell'immigrazione illegale, sebbene la presenza di irregolari appare in declino". Ad incidere sono state anche le maxiregolarizzazioni, lanciate nel 2002 e "concluse a inizio 2004 con circa 650.000 nuovi permessi di soggiorno". Inoltre l'Italia ha avviato strette cooperazioni con Albania, Turchia ed Egitto, che hanno consentito "un calo degli sbarchi in Puglia e Calabria". Ora "il principale canale dell'immigrazione clandestina resta la rotta Libia-Sicilia".
In Generale l'Ocse nota che "l'immigrazione è balzata in cima all'agenda dei paesi membri, ma la sua gestione è complicata".
Tra i vari aspetti del fenomeno vi è quello della "selezione", ovvero una politica di scelta sulle caratteristiche delle persone da lasciar entrare da parte degli stati d'ingresso. "Non è semplice e non è sempre possibile", si legge: in alcuni paesi viene effettuata su questioni legate alla lingua, le professionalità, l'educazione o l'età, in altri - dice il rapporto - la fanno le imprese.
"Un'altra sfida è sul numero di ingressi, abbassarlo non è semplice, alcuni tentano di stabilire quote. Una soluzione può arrivare dai permessi di lavoro temporanei, ma se il numero di permessi viene tenuto basso a fronte di una domanda elevata - avverte l'Ocse - ci sono elevati rischi di irregolarità".
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