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 ITALIA - ITALIA - Rapporto Salute. Alcool: 1mln e 300mila giovani consumatori a rischio
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12 dicembre 2012 10:28
 
Nel 2010 la prevalenza dei consumatori a rischio per il consumo di alcool (maggiori di 11 anni) è pari al 25,4% tra i maschi e al 7,3% tra le femmine, per un totale di oltre 8 milioni e 600 mila persone.
Queste statistiche sono contenute nella "Relazione sullo stato sanitario del Paese 2011" presentata oggi a Roma.

QUASI 9 MILIONI CONSUMATORI DI ALCOOL Circa 1 milione e 300 mila giovani fra gli 11 e i 25 anni presentano rischi collegati al consumo fuori pasto o al binge drinking (assunzione di 5 o più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve). Più di 3 milioni di anziani non si attengono alla moderazione del modello mediterraneo e circa 390 mila minori al di sotto dell'età legale non rispettano la prescrizione di totale astensione dal consumo alcolico.
Nell'Italia Nord orientale e Nord occidentale si concentra la maggior parte di consumo a rischio e nella popolazione maschile dell'Italia Nord-orientale si riscontrano i valori massimi nazionali per i consumi fuori pasto, il binge drinking e il complesso dei consumi a rischio.
Le attuali politiche di prevenzione del ministero della Salute sono inserite nel Pnp 2010-2012 con l'obiettivo prioritario di ridurre le diverse categorie di consumatori di alcool a rischio.
Le Regioni, inoltre, continuano il loro impegno per il contrasto dei problemi collegati all'alcool e hanno curato, in particolare, la programmazione delle attività di trattamento e prevenzione, adottando sempre più frequentemente un modello di approccio intersettoriale e interdisciplinare.

DROGA: EROINA QUELLA PIÙ CONSUMATA La Relazione evidenzia come nel corso del 2010 siano state rilevate le attività di 486 Servizi pubblici per le dipendenze, su 525 attivi (92,6%). Risultano essere stati presi in carico 177.227 pazienti con problemi di droga.
La sostanza d'abuso per cui la richiesta di trattamento è più diffusa è l'eroina (70,1% dei pazienti), seguita dalla cocaina (15,2%) e dai cannabinoidi (9,2%).
L'8,7% del totale dei pazienti presi in carico dai Servizi pubblici è stato trattato presso le strutture riabilitative (trend decrescente rispetto agli anni precedenti) e il 62,9% dei pazienti è stato sottoposto a programmi farmacologici integrati.
Il Piano di azione nazionale antidroga 2010-2013 - come dice la Relazione - mira a rafforzare gli interventi di prevenzione basati su prove di efficacia, diretti alla popolazione generale, ai target più vulnerabili e a rischio comportamentale della popolazione giovanile.

AUMENTA IL CONSUMO DI TABACCO TRINCIATO Sul problema del fumo, la Global youth tabacco survey, promossa dal Centro di controllo delle malattie (Ccm), ha evidenziato che il 46% degli intervistati (ragazzi di 13, 14 e 15 anni) ha fumato almeno una volta nella vita e il 92% ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendere le sigarette, nonostante il divieto di vendita ai minori di 16 anni.
Nel 2010 le vendite di sigarette sono diminuite del 2,4% rispetto al 2009 ma è aumentato il consumo del 32% di tabacco trinciato, che ha un costo inferiore rispetto alle sigarette e per questo più appetibile per i giovani consumatori.
Dal 2004 al 2011 sono stati attivati diciassette progetti Ccm per il contrasto al tabagismo, che hanno, tra l'altro, facilitato l'inserimento della lotta al fumo negli atti istituzionali di programmazione di tutte le Regioni. Sono, inoltre, stati sperimentati a livello locale, modelli di intervento per la prevenzione tra i giovani, il rafforzamento della rete di operatori socio-sanitari, lo sviluppo di programmi di comunità e nei luoghi di lavoro.
Per la promozione di stili di vita salutari del Pnp 2010-2012 (Piano nazionale della prevenzione), sedici Regioni hanno presentato, nei propri piani territoriali, progetti di prevenzione del tabagismo (40 progetti su 153 complessivi).
DATI SUL GIOCO D'AZZARDO Per quanto riguarda i soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico, la Relazione sulle tossicodipendenze ha stimato che i soggetti affetti da gioco d'azzardo problematico siano circa 700 mila, di cui 300 mila quelli patologici. Nel 2011, limitatamente alle Regioni/Province autonome che hanno trasmesso i dati, sono risultati in trattamento per gioco d'azzardo patologico 4.687 soggetti, di cui 82% maschi.

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