Venerdì 5 giugno 2026
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Rapporto 'Save the Children': condizione donne italiane e' da terzo mondo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le donne italiane partecipano alla vita politica nazionale come quelle di Bolivia, Gabon e Nepal, utilizzano la contraccezione quanto le donne del Botswana, e il loro reddito, dal raffronto con quello maschile, risulta equivalente a quello nel Benin: e' quanto emerge dal nono rapporto di Save the Children sullo 'Stato delle madri nel mondo', pubblicato ogni anno a maggio in occasione della Festa della Mamma. Il documento piazza l'Italia al diciannovesimo posto tra i Paesi in cui le madri stanno meglio, dietro a Nazioni facenti parte dell'Unione Europea come Slovacchia, Grecia ed Estonia e appena prima di Portogallo, Lituana e Lettonia. Nella pubblicazione sulla salute materno-infantile in 146 Paesi del mondo, Save the Children sottolinea come il benessere delle mamme sia "cruciale" per quello dei bambini, e ribadisce la stretta relazione tra le condizioni di vita di madri e figli. "Piu' le mamme stanno bene", si legge nel rapporto, "meglio staranno e vivranno i loro bambini". Il cosiddetto 'Indice delle Madri' e' redatto sulla base di parametri quali il rischio di mortalita' materna, la percentuale di donne che utilizzano la moderna contraccezione, l'assistenza qualificata durante il parto, l'aspettativa di vita della donna e quella di frequenza della scuola, la stima del rapporto tra reddito femminile e maschile, la tutela della maternita' e la presenza di donne nei governi nazionali. Le differenze maggiori con gli Stati che si trovano ai primi dieci posti della classifica si registrano rispetto alla salute, al ricorso alla contraccezione, alla partecipazione al governo nazionale e alle differenze di reddito con l'uomo. Un posizionamento dunque non brillante quello dell'Italia, che segnala la permanenza di una sostanziale disparita' di genere nel Belpaese. Inoltre, sempre secondo il rapporto dell'organizzazione umanitaria, esistono in Italia gruppi femminili che "non possono contare su un adeguato accesso alla salute e su condizioni di vita e opportunita' lavorative o abitative accettabili". E' il caso delle donne Rom, sule quali Save the Children ha condotto una specifica ricerca a Roma.    
Considerando i tre parametri che servono a valutare il solo benessere infantile (tasso di mortalita' sotto i 5 anni, tasso di iscrizione alla scuola materna e superiore), l'Italia spicca, seguita da Germania, Francia e Svezia. In particolare nel 2006, nel nostro paese, la mortalita' infantile ha registrato uno dei valori piu' bassi in assoluto (4 morti su 1000 nati- dati Save the Children) mentre il tasso di iscrizione alla scuola materna e alla scuola superiore si attestavano, rispettivamente, al 104% e al 99%; situazione diametralmente opposta al Niger, ultimo anche nella classifica per il benessere infantile, dove un bambino su 4 rischia di morire prima dei 5 anni, il 44% malnutrito e solo meno della meta' di essi sono iscritti a scuola.
"L'Italia, riguardo l'attenzione dedicata ai bambini, e' avanti agli Stati Uniti e seconda all'Europa del Nord- spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia- ma dobbiamo lavorare ancora a favore delle donne e delle madri e al riguardo riporto alcuni esempi: solo il 39% delle donne italiane fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi; le italiane percepiscono uno stipendio pari al 47% rispetto a quello dell'uomo mentre le svedesi hanno un salario di poco inferiore (pari all'81%) a quello maschile. Inoltre - continua il dottor Neri- anche nella partecipazione alla vita politica le possibilita' per le 'nostre' donne e' alquanto limitata: i posti occupati dalle donne nelle cariche pubbliche sfiorano il 17% .Contro il 47% della Svezia. Dati che dobbiamo riuscire a modificare, perche' solo assicurando alle madri educazione, benessere economico e possibilita' di accedere ai servizi e alle cure sanitarie, potremo garantire ai loro figli maggiori possibilita' di sopravvivere, di crescere sani e realizzati".
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