Rapporto sulla pirateria di programmi informatici
Il nuovo studio realizzato da Business Software Alliance (BSA) e Istituto IDC sulla pirateria dei software segnala che, nel 2008, i piu' virtuosi nell'uso di programmi informatici sono stati gli Usa (con solo il 20% di copie pirata), seguiti da Giappone e Lussemburgo (21%) mentre la media Ue e' del 35%. Insieme al Lussemburgo, tra i virtuosi della comunita' europea si piazza bene l'Austria (24%).
Al lato opposto della graduatoria ci sono Armenia, Bangladesh, Georgia e Zimbabwe -tutti Stati in cui la pirateria supera il 90%.
Dei 110 Paesi analizzati, 57 hanno segnato una riduzione del fenomeno, 16 un aumento. Considerato il maggior accesso informatico globale, l'incremento del danno economico e' calcolato in 5,1 dollari Usa, per complessivi 53 miliardi.
Come gia' nel 2005, l'Economist critica il metodo utilizzato da IDC e giudica esagerati i risultati. Inoltre, BSA si definisce come "organizzazione no-profit per il sostegno delle finalita' del software", chiaro dunque il suo intento di fare piazza pulita dei programmi illegali.
Al lato opposto della graduatoria ci sono Armenia, Bangladesh, Georgia e Zimbabwe -tutti Stati in cui la pirateria supera il 90%.
Dei 110 Paesi analizzati, 57 hanno segnato una riduzione del fenomeno, 16 un aumento. Considerato il maggior accesso informatico globale, l'incremento del danno economico e' calcolato in 5,1 dollari Usa, per complessivi 53 miliardi.
Come gia' nel 2005, l'Economist critica il metodo utilizzato da IDC e giudica esagerati i risultati. Inoltre, BSA si definisce come "organizzazione no-profit per il sostegno delle finalita' del software", chiaro dunque il suo intento di fare piazza pulita dei programmi illegali.
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