Ratzinger ai malati terminali: soffrite fino alla fine
Con grande umilta', Benedetto XVI si e' rivolto dal sagrato della Basilica di Notre Dame du Rosaire di Lourdes, ai malati presenti oggi nel Santuario e a quelli di tutto il mondo, in particolare a quelli piu' gravi o che vivono devastanti invalidita', per incoraggiarli a non volgere le spalle alla vita, a non rinunciare cioe' alla speranza per cadere nella tentazione dell'eutanasia. "Lo sappiamo - ha esordito - purtroppo la sofferenza prolungata rompe gli equilibri meglio consolidati di una vita, scuote le piu' ferme certezze della fiducia e giunge a volte a far addirittura disperare del senso e del valore della vita. Vi sono combattimenti che l'uomo non puo' sostenere da solo, senza l'aiuto della grazia divina. Vorrei dire umilmente - ha scandito - a coloro che soffrono e a coloro che lottano e sono tentati di voltare le spalle alla vita: volgetevi a Maria. Nel sorriso della Vergine si trova misteriosamente nascosta la forza per proseguire il combattimento contro la malattia e in favore della vita. Presso di lei si trova ugualmente la grazia di accettare senza paura ne' amarezza il congedo da questo mondo, nell'ora voluta da Dio". "Come Gesu' ha pianto cosi' - ha ricordato il Pontefice - anche Maria ha certamente pianto davanti al corpo torturato del Figlio. La sua riservatezza, tuttavia, ci impedisce di misurare l'abisso del suo dolore; la profondita' di questa afflizione e' soltanto suggerita dal simbolo tradizionale delle sette spade. Quando la parola non sa piu' trovare espressioni adeguate, s'afferma il bisogno di una presenza amorevole: cerchiamo allora la vicinanza non soltanto di coloro che condividono il nostro stesso sangue o che ci sono legati con i vincoli dell'amicizia, ma la vicinanza anche di coloro che ci sono intimi per il legame della fede. Chi potrebbe esserci - si e' chiesto Papa Ratzinger - di piu' intimo di Cristo e della sua santa Madre, l'Immacolata? Piu' di chiunque altro - ha concluso - essi sono capaci di comprenderci e di cogliere la durezza del combattimento ingaggiato contro il male e la sofferenza".
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