Ratzinger elogia morte Giovanni Paolo II, ma rimangono dubbi su suo rifiuto nutrizione
Forti della testimonianza di papa Wojtyla i cristiani difendano sempre la vita, specie negli anziani e nei malati, contrastando l'eutanasia, 'allarmante sintomo di una cultura di morte'. Un appello del Papa contro l'eutanasia, per le cure palliative e per un sostegno sia medico che affettivo agli anziani, si e' incrociato ieri con l'ultima fase della vita del predecessore, oggetto di una recente polemica giornalistica secondo cui a Giovanni Paolo II sarebbe stata praticata l'eutanasia. Le parole di Benedetto XVI -solo un accenno, che pero' e' la sua prima presa di posizione su questo delicato tema- sono giunte durante l'udienza che ha concesso ai partecipanti alla Conferenza internazionale del Pontificio consiglio per la pastorale della salute, intitolata 'La pastorale nella cura dei malati anziani'. 'Cure palliative' ma anche 'concreta capacita' di amare', ha chiesto dunque papa Ratzinger, contro la 'mentalita' efficientista' che tende spesso ad emarginare anziani e malati 'quasi fossero soltanto un peso e un problema per la societai'. 'Gli anziani in particolare debbono essere aiutati a percorrere in modo consapevole e umano l'ultimo tratto della esistenza terrena'. E nella sollecitudine verso gli anziani 'e' necessario coinvolgere anche le famiglie' perche', anche in casi di ospedalizzazione, 'non venga meno il legame del paziente con i suoi cari e con il proprio ambiente'.
Il Papa ha quindi sottolineato che Giovanni Paolo II 'specialmente durante la malattia ha offerto un'esemplare testimonianza di fede e di coraggio'. Egli comunque 'in piu' occasioni' 'ha esortato gli scienziati e i medici ad impegnarsi nella ricerca per prevenire e curare le malattie legate all'invecchiamento, senza mai cedere alla tentazione di ricorrere a pratiche di abbreviamento della vita anziana e ammalata, pratiche che risulterebbero essere di fatto forme di eutanasia'.
'La tentazione dell'eutanasia -ha quindi affermato il Papa, citando dalla Evangelium vitae di Wojtyla- appare come uno dei sintomi piu' allarmanti della cultura della morte che avanza soprattutto nella societa' del benessere'. Per una coincidenza il tema delle cure prestate a Giovanni Paolo II nella fase finale della sua vita e' stato affrontato oggi anche dal 'ministro della Cultura' del Papa, mons. Gianfranco Ravasi, che ha invece sottolineato il rifiuto del papa defunto dell'accanimento terapeutico. 'Quando un malato si sta avviando alla fine della vita vanno evitati gli esami eccessivi e le cure troppo invasive. Ricordiamoci anche -ha detto Ravasi- della scelta fatta da Giovanni Paolo II'.
E' noto da atti e dichiarazioni del suo medico personale, il professor Renato Buzzonetti, che papa Wojtyla rifiuto' di essere nuovamente ricoverato al Gemelli, a pochi giorni dalla morte. Da qui il dubbio, sollevato da alcuni, che a Wojtyla fossero state sospese alimentazione e ventilazione, praticando una forma di eutanasia. La 'testimonianza di fede e coraggio' di cui ha parlato Benedetto XVI esclude che per Wojtyla si possa parlare di eutanasia.
"Papa Benedetto XVI si dimostra, una volta di piu', l'unico baluardo contro la cultura della morte imperante nella nostra societa'". Ad affermarlo e' Isabella Bertolini, vice presidente dei Deputati di Forza Italia.
Secondo Bertolini, il Pontefice "con coraggio denuncia i pericoli di un mondo decadente, incapace di affrontare le sfide e che quindi sceglie comode scorciatoie, travestite di un pericoloso e malconcepito senso di pieta', come nel caso dell'eutanasia, vista come cessazione delle sofferenze umane. Noi invece siamo convinti che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo". "Troppo spesso- osserva la parlamentare azzurra- agitando lo spauracchio dell'accanimento terapeutico, si vuole far credere che l'unica soluzione per i malati terminali sia quella di staccare la spina.
L'alternativa, invece, per noi sono le cure palliative e l'assistenza fisica e morale di coloro che soffrono". Bertolini conclude promettendo: "ci batteremo perche' il Parlamento non approvi un provvedimento, come quello del testamento biologico, che possa surrettiziamente arrivare a legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese".
Il Papa ha quindi sottolineato che Giovanni Paolo II 'specialmente durante la malattia ha offerto un'esemplare testimonianza di fede e di coraggio'. Egli comunque 'in piu' occasioni' 'ha esortato gli scienziati e i medici ad impegnarsi nella ricerca per prevenire e curare le malattie legate all'invecchiamento, senza mai cedere alla tentazione di ricorrere a pratiche di abbreviamento della vita anziana e ammalata, pratiche che risulterebbero essere di fatto forme di eutanasia'.
'La tentazione dell'eutanasia -ha quindi affermato il Papa, citando dalla Evangelium vitae di Wojtyla- appare come uno dei sintomi piu' allarmanti della cultura della morte che avanza soprattutto nella societa' del benessere'. Per una coincidenza il tema delle cure prestate a Giovanni Paolo II nella fase finale della sua vita e' stato affrontato oggi anche dal 'ministro della Cultura' del Papa, mons. Gianfranco Ravasi, che ha invece sottolineato il rifiuto del papa defunto dell'accanimento terapeutico. 'Quando un malato si sta avviando alla fine della vita vanno evitati gli esami eccessivi e le cure troppo invasive. Ricordiamoci anche -ha detto Ravasi- della scelta fatta da Giovanni Paolo II'.
E' noto da atti e dichiarazioni del suo medico personale, il professor Renato Buzzonetti, che papa Wojtyla rifiuto' di essere nuovamente ricoverato al Gemelli, a pochi giorni dalla morte. Da qui il dubbio, sollevato da alcuni, che a Wojtyla fossero state sospese alimentazione e ventilazione, praticando una forma di eutanasia. La 'testimonianza di fede e coraggio' di cui ha parlato Benedetto XVI esclude che per Wojtyla si possa parlare di eutanasia.
"Papa Benedetto XVI si dimostra, una volta di piu', l'unico baluardo contro la cultura della morte imperante nella nostra societa'". Ad affermarlo e' Isabella Bertolini, vice presidente dei Deputati di Forza Italia.
Secondo Bertolini, il Pontefice "con coraggio denuncia i pericoli di un mondo decadente, incapace di affrontare le sfide e che quindi sceglie comode scorciatoie, travestite di un pericoloso e malconcepito senso di pieta', come nel caso dell'eutanasia, vista come cessazione delle sofferenze umane. Noi invece siamo convinti che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo". "Troppo spesso- osserva la parlamentare azzurra- agitando lo spauracchio dell'accanimento terapeutico, si vuole far credere che l'unica soluzione per i malati terminali sia quella di staccare la spina.
L'alternativa, invece, per noi sono le cure palliative e l'assistenza fisica e morale di coloro che soffrono". Bertolini conclude promettendo: "ci batteremo perche' il Parlamento non approvi un provvedimento, come quello del testamento biologico, che possa surrettiziamente arrivare a legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese".
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