Lunedì 8 giugno 2026
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Ratzinger: no a eutanasia e ricerca con le staminali embrionali, sono pratiche eugenetiche

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Responsabile in passato di 'inaudite violenze', l' eugenetica preoccupa Benedetto XVI anche ieri, tanto piu' che questa pratica 'odiosa' si presenta adesso 'con tratti diversi' nella selezione degli embrioni, nella discriminazione di malati e disabili, arrivando al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute. Ricevendo ieri mattina in udienza i partecipanti al convegno 'Le nuove frontiere della genetica' svoltosi in questi giorni in Vaticano, Ratzinger ha subito messo in chiaro che 'ogni discriminazione' sulla base di differenze 'riconducibili a reali o presunti fattori genetici e' un attentato contro l'intera umanita' '. Pur riconoscendo che 'non vengono riproposte ideologie eugenetiche e razziali che in passato hanno umiliato l'uomo e provocato sofferenze immani', il Papa ha denunciato che ai nostri tempi 'si insinua una nuova mentalita' che tende a giustificare una diversa considerazione della vita e della dignita' personale'. Cosi' l'eugenetica, ha avvertito Benedetto XVI, si sta ripresentando anche oggi 'discriminando chi e' disabile' o peggio 'giungendo alla selezione e al rifiuto della vita'. Mentre la vicenda di Eluana Englaro ancora scuote gli animi, fuori e dentro la Chiesa, e a Roma centinaia di persone sono scese in piazza contro il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico, il Papa ha ribadito che 'e' necessario consolidare la cultura dell'accoglienza e dell'amore che testimoniano concretamente la solidarieta' verso chi soffre, abbattendo le barriere che spesso la societa' erige discriminando chi e' disabile e affetto da patologie, o peggio giungendo alla selezione ed al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute e di perfezione fisica'. Inoltre, con un passaggio che ha implicazioni nel dibattito in corso sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, il Pontefice ha sottolineato con forza che 'se l'uomo viene ridotto ad oggetto di manipolazione sperimentale fin dai primi stadi del suo sviluppo, cio' significa che le biotecnologie mediche si arrendono all'arbitrio del piu' forte'. Insomma, si e' lamentato Ratzinger, se si diffonde una mentalita' favorevole all'eugenetica cio' che si indebolisce e' 'il rispetto che e' dovuto a ogni essere umano', anche 'in presenza di un difetto nel suo sviluppo o di una malattia genetica che potra' manifestarsi nel corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei figli la cui vita e' giudicata come non degna di essere vissuta'. In difesa della vita sono tornati oggi anche il presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco e il presidente della pontificia accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella. Bagnasco ha ribadito il suo secco rifiuto a un'eventuale 'deriva eutanasica' perche' 'una societa' civile veramente umana e' chiamata ad accogliere la vita, soprattutto, la piu' debole ed indifesa'. Da parte sua mons. Fisichella, preoccupato dal 'delicato momento storico presente che vede un radicale cambiamento nei concetti fondamentali della vita', ha ribadito 'il valore costitutivo, inviolabile e indisponibile' della vita personale.    
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