Ratzinger: Paesi ricchi non aiutano i Paesi poveri se approvano eutanasia e aborto
"Nei Paesi economicamente piu' sviluppati, le legislazioni contrarie alla vita sono molto diffuse e hanno ormai condizionato il costume e la prassi, contribuendo a diffondere una mentalita' antinatalista che spesso si cerca di trasmettere anche ad altri Stati come se fosse un progresso culturale". E' l'allarme lanciato da Benedetto XVI che, nella sua terza enciclica "Caritas in veritate", ricorda come il tema del "rispetto per la vita" non possa essere "disgiunto dalle questioni relative allo sviluppo dei popoli". Si tratta, spiega , "di un aspetto che negli ultimi tempi sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, obbligandoci ad allargare i concetti di poverta' e di sottosviluppo alle questioni collegate con l'accoglienza della vita, soprattutto la' dove essa e' in vario modo impedita". Il Pontefice definisce poi "preoccupanti" sia le legislazioni che "prevedono l'eutanasia" sia "le pressioni di gruppi nazionali e internazionali che ne rivendicano il riconoscimento giuridico".
"Non solo la situazione di poverta' provoca ancora in molte regioni alti tassi di mortalita' infantile, ma perdurano in varie parti del mondo pratiche di controllo demografico da parte dei governi, che spesso diffondono la contraccezione e giungono a imporre anche l'aborto", denuncia il Papa che punta il dito contro "alcune Organizzazioni non governative che operano attivamente per la diffusione dell'aborto, promuovendo talvolta nei Paesi poveri l'adozione della pratica della sterilizzazione, anche su donne inconsapevoli". Vi e' inoltre, lamenta Papa Ratzinger, "il fondato sospetto che a volte gli stessi aiuti allo sviluppo vengano collegati a determinate politiche sanitarie implicanti di fatto l'imposizione di un forte controllo delle nascite".
Per il Papa teologo, "l'apertura alla vita e' al centro del vero sviluppo". "Quando una societa' s'avvia verso la negazione e la soppressione della vita - ricorda - finisce per non trovare piu' le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell'uomo. Se si perde la sensibilita' personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono". Inoltre, conclude Benedetto XVI, "se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell'uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale".
"Non solo la situazione di poverta' provoca ancora in molte regioni alti tassi di mortalita' infantile, ma perdurano in varie parti del mondo pratiche di controllo demografico da parte dei governi, che spesso diffondono la contraccezione e giungono a imporre anche l'aborto", denuncia il Papa che punta il dito contro "alcune Organizzazioni non governative che operano attivamente per la diffusione dell'aborto, promuovendo talvolta nei Paesi poveri l'adozione della pratica della sterilizzazione, anche su donne inconsapevoli". Vi e' inoltre, lamenta Papa Ratzinger, "il fondato sospetto che a volte gli stessi aiuti allo sviluppo vengano collegati a determinate politiche sanitarie implicanti di fatto l'imposizione di un forte controllo delle nascite".
Per il Papa teologo, "l'apertura alla vita e' al centro del vero sviluppo". "Quando una societa' s'avvia verso la negazione e la soppressione della vita - ricorda - finisce per non trovare piu' le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell'uomo. Se si perde la sensibilita' personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono". Inoltre, conclude Benedetto XVI, "se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell'uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti