Venerdì 5 giugno 2026
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Ratzinger: politiche 'eque' per gli immigrati

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Politiche 'eque' per gli immigrati, sia a livello di Stati che di comunita' internazionale. Garantire 'ricongiungimenti familiari', 'lavoro' e 'dignita'' a chi lascia la propria terra, e 'promuovere il piu' possibile occupazione nei Paesi di origine'. Lavorare per la 'integrazione degli immigrati nella societa''. Il Papa torna a mettere l'immigrazione al centro delle sue preoccupazioni. E lo fa ricevendo il nuovo ambasciatore delle Filippine presso la Santa Sede, signora Cristina Castaner-Ponce Enrile, per la presentazione delle lettere credenziali. Al nuovo rappresentante diplomatico del Paese piu' cattolico dell'Asia Benedetto XVI ricorda inoltre, come e' solito fare in queste circostanze, la disponibilita' della Chiesa a collaborare con lo Stato per il bene comune 'nella consapevolezza della rispettiva autonomia e competenza di Chiesa e Stato. In realta' potremmo dire che la distinzione tra religione e politica e' una specifica conquista del cristianesimo e uno dei suoi contributi storici e culturali fondamentali'. 'Le politiche interne e internazionali volte a regolare l'immigrazione - ha dunque detto papa Ratzinger - devono essere basate su criteri di equita' ed equilibrio, e c'e' bisogno di una particolare cura per facilitare la riunificazione delle famiglie'. 'Nello stesso tempo - ha proseguito - devono essere promosse per quanto possibile maggiori opportunita' di lavoro per le persone nei loro paesi di origine'. Uno dei primi incitamenti papali e per 'i capi di governo': 'devono fronteggiare molte sfide per assicurare l'integrazione degli immigrati nella societa', in un modo che riconosca la loro dignita' umana e che assicuri loro l'opportunita' di guadagnarsi una vita decente, rispettando il tempo del riposo e del culto'. Inoltre la 'giusta cura dei migranti e la costruzione di una solidarieta' del lavoro richiede a governi, agenzie umanitarie, gente di fede e a tutti i cittadini di cooperare con prudenza e paziente determinazione'. Riferendosi infine specificamente alle Filippine, Benedetto XVI ha osservato che 'una riforma agraria accuratamente pianificata puo' fare bene a una societa', instillando un senso di responsabilita' collettiva e stimolando l'iniziativa individuale, dando la possibilita' a una nazione di dare da mangiare ai suoi cittadini e di espandere la sua partecipazione ai mercati internazionali, aumentando le opportunita' di crescita nel processo di globalizzazione'.   
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