Venerdì 5 giugno 2026
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Ravenna. Donne del PD contro il partito per appoggio a programmi del Movimento per la Vita

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nessuna spaccatura nel Partito Democratico di Ravenna sul tema dell'aborto e della legge 194.
Bensi' un semplice confronto interno che verra' portato avanti al termine della campagna elettorale e che potrebbe sfociare nella creazione di un forum di discussione ad hoc, come quelli su cultura, sport ed economia. Il coordinatore provinciale Alberto Pagani tenta di smorzare ogni "polemica inesistente" sulla lettera, datata 27 marzo, che otto donne del partito, quasi tutte fondatrici, hanno inviato ai 21 consiglieri comunali e ai coordinatori provinciale e comunale. Motivo: contestare la decisione presa in consiglio di approvare un ordine del giorno, proposto da Lista per Ravenna, per l'adesione al "Progetto Gemma", portato avanti dal Movimento per la vita. Che consiste nel devolvere i gettoni di presenza di una seduta per le adozioni a distanza di donne incinta e in difficolta' economica.
La lettera, firmata anche da Simonetta Rizzoni, moglie del presidente della Regione Vasco Errani, critica un atto politico, "che impegna un ente istituzionale nell'adesione a un progetto che nasce da un movimento che dell'attacco alla legge 194 e alla libera scelta delle donne, ha fatto da sempre il centro ispiratore della sua iniziativa". Da un ente pubblico, prosegue, altro che "un semplice e individuale gesto di elargizione economica: ci si aspetta che si mettano in atto tutte quelle politiche di ordine sociale e culturale che nei fatti favoriscono l'affermazione della liberta' e del desiderio femminile in tutti i momenti della vita". Maternita' voluta e consapevole compresa.
Dunque "siamo deluse ed amareggiate", scrivono le otto esponenti del Pd, anche perche' l'atto e' stato sottoscritto pure dalle donne del gruppo, e in un momento di "attacco furibondo e immotivato" alla legge che ha legalizzato l'aborto. Quando si affronta il tema dell'interruzione di gravidanza i capisaldi da cui partire sono l'autodeterminazione femminile e la soggettivita' personale. Insomma non si tratta di un attacco al partito o della volonta' di polemizzare con il gruppo consigliare. La lettera esprime una posizione contraria all'odg approvato a maggioranza, con il voto contrario della sinistra piu' radicale. Ribadendo che "la liberta' femminile e' il principale parametro per misurare il grado di civilta' dei rapporti umani, dell'efficacia delle scelte in campo sociale e della democrazia politica". E si pone l'obiettivo di aprire un dibattito. La disponibilita' del Pd a discutere c'e'.
D'altronde le otto firmatarie, e con loro tante iscritte all'Udi o alle associazioni femministe, non hanno intenzione di abbassare la guardia sulla legge 194 e sull'autodeterminazione delle donne sulla maternita'. "E' una discussione interna, serena e tranquilla", ribadisce il coordinatore Pagani, che ha gia' contattato le firmatarie per un incontro a campagna elettorale conclusa. (Dire)
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