Razzismo, approvato testo finale Durban 2
La Conferenza dell'Onu sul razzismo (Durban 2) ha approvato ieri a Ginevra il documento finale per ribadire la lotta alla xenofobia e all'intolleranza, ma all'ombra del boicottaggio di alcuni Paesi e degli attacchi contro Israele sferrati ieri dal presidente iraniano Mahumud Ahmadinejad.
Il testo finale - al centro di profonde controversie, non giustificate secondo l'Onu - e' stato approvato per acclamazione, con tre giorni di anticipo rispetto al calendario della Conferenza, boicottata da nove paesi occidentali, tra cui l'Italia e gli Stati Uniti, che proseguira' fino a venerdi'.
Con la rapida approvazione del documento, le Nazioni Unite hanno voluto voltare pagina all'indomani dell'intervento 'totalmente inaccettabile' del presidente iraniano, che ha definito Israele (senza mai citarne il nome) un 'regime razzista', scatenando una pioggia di critiche. Ancora oggi, anche il presidente Usa Barack Obama ha biasimato le affermazioni di Ahmadinejad su Israele, sostenendo pero' di voler continuare il tentativo di dialogare con Teheran.
Per l'Alto commissario delle Nazioni Unite, Navy Pillay, l'adozione del documento e' 'un successo', dopo tante controversie e le affermazioni di Ahmadinejad: 'E' la risposta giusta', ha detto in una conferenza stampa. 'Il fatto che il documento sia stato adottato da tutti gli Stati (membri dell'Onu) tranne dieci e' la nostra risposta, quello che chiamerei un successo', ha aggiunto. Pillay ha sottolineato che la dichiarazione approvata riafferma il ruolo positivo della liberta' di espressione e non contiene nessun riferimento alla 'diffamazione delle religioni'. 'E' un'iniziativa importante che mira a favorire le discussioni su questioni ardentemente dibattute', ha aggiunto. Pillay ha inoltre espresso l'auspicio che i Paesi rimasti fuori dalla Conferenza si uniscano presto alla comunita' internazionale per combattere il razzismo.
Il presidente della conferenza, il keniota Amos Wako, ha definito l'approvazione un risultato 'storico'. Positiva anche la reazione della Francia, tra i 23 Paesi dell'Ue che hanno scelto di partecipare alla Conferenza, pur avendo abbandonato la sala ieri in segno di protesta contro le parole del capo di Stato iraniano. 'E' stata tutt'altro che una sconfitta, piuttosto e' stato l'inizio di un successo', ha detto il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner. Il capo della diplomazia francese ha spiegato che la scelta di non boicottare la conferenza e' stata compiuta in apprezzamento delle frasi contenute nella dichiarazione finale. Nel testo 'figura tutto quello che desideriamo, tutto quello che i paesi occidentali vogliono', ha aggiunto Kouchner, citando l'antisemitismo, la discriminazione delle persone, la liberta' d'espressione. 'Si parla del genocidio, dell'olocausto, dei diritti delle donne, della tratta degli esseri umani, degli ammalati di Aids e delle persone handicappate', ha sottolineato.
Il testo finale, negoziato fino all'ultimo la settimana scorsa, e' stato al centro di un braccio di ferro tra il gruppo dei Paesi musulmani ed i Paesi occidentali, a causa delle divergenze sulla questione medio-orientale e la diffamazione delle religioni. Come chiedevano gli occidentali, il testo adottato non menziona Israele ne' il concetto di diffamazione delle religioni. Il paragrafo sull'Olocausto e' stato invece mantenuto malgrado le richieste dell'Iran.
La Conferenza di Ginevra e' chiamata a valutare l'attuazione degli obiettivi posti dalla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza, tenutasi a Durban, in Sudafrica, nel 2001. La Conferenza del 2001 era stata abbandonata da Usa e Israele, in segno di protesta per i toni antisemiti dei dibattiti.
La Conferenza di Durban II e' boicottata da 10 Paesi: Israele, Canada, Usa, Italia, Olanda, Germania, Polonia, Australia, Nuova Zelanda e Repubblica Ceca.
Il testo approvato (16 pagine per un totale di 143 articoli) ribadisce l'impegno a 'prevenire, combattere e debellare il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza'. Il documento si sofferma su numerosi aspetti del razzismo, dell'intolleranza quali i diritti delle minoranze e dei popoli indigeni, la lotta alla xenofobia e la discriminazione nei confronti di immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, donne o ancora i rom.
Il testo finale - al centro di profonde controversie, non giustificate secondo l'Onu - e' stato approvato per acclamazione, con tre giorni di anticipo rispetto al calendario della Conferenza, boicottata da nove paesi occidentali, tra cui l'Italia e gli Stati Uniti, che proseguira' fino a venerdi'.
Con la rapida approvazione del documento, le Nazioni Unite hanno voluto voltare pagina all'indomani dell'intervento 'totalmente inaccettabile' del presidente iraniano, che ha definito Israele (senza mai citarne il nome) un 'regime razzista', scatenando una pioggia di critiche. Ancora oggi, anche il presidente Usa Barack Obama ha biasimato le affermazioni di Ahmadinejad su Israele, sostenendo pero' di voler continuare il tentativo di dialogare con Teheran.
Per l'Alto commissario delle Nazioni Unite, Navy Pillay, l'adozione del documento e' 'un successo', dopo tante controversie e le affermazioni di Ahmadinejad: 'E' la risposta giusta', ha detto in una conferenza stampa. 'Il fatto che il documento sia stato adottato da tutti gli Stati (membri dell'Onu) tranne dieci e' la nostra risposta, quello che chiamerei un successo', ha aggiunto. Pillay ha sottolineato che la dichiarazione approvata riafferma il ruolo positivo della liberta' di espressione e non contiene nessun riferimento alla 'diffamazione delle religioni'. 'E' un'iniziativa importante che mira a favorire le discussioni su questioni ardentemente dibattute', ha aggiunto. Pillay ha inoltre espresso l'auspicio che i Paesi rimasti fuori dalla Conferenza si uniscano presto alla comunita' internazionale per combattere il razzismo.
Il presidente della conferenza, il keniota Amos Wako, ha definito l'approvazione un risultato 'storico'. Positiva anche la reazione della Francia, tra i 23 Paesi dell'Ue che hanno scelto di partecipare alla Conferenza, pur avendo abbandonato la sala ieri in segno di protesta contro le parole del capo di Stato iraniano. 'E' stata tutt'altro che una sconfitta, piuttosto e' stato l'inizio di un successo', ha detto il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner. Il capo della diplomazia francese ha spiegato che la scelta di non boicottare la conferenza e' stata compiuta in apprezzamento delle frasi contenute nella dichiarazione finale. Nel testo 'figura tutto quello che desideriamo, tutto quello che i paesi occidentali vogliono', ha aggiunto Kouchner, citando l'antisemitismo, la discriminazione delle persone, la liberta' d'espressione. 'Si parla del genocidio, dell'olocausto, dei diritti delle donne, della tratta degli esseri umani, degli ammalati di Aids e delle persone handicappate', ha sottolineato.
Il testo finale, negoziato fino all'ultimo la settimana scorsa, e' stato al centro di un braccio di ferro tra il gruppo dei Paesi musulmani ed i Paesi occidentali, a causa delle divergenze sulla questione medio-orientale e la diffamazione delle religioni. Come chiedevano gli occidentali, il testo adottato non menziona Israele ne' il concetto di diffamazione delle religioni. Il paragrafo sull'Olocausto e' stato invece mantenuto malgrado le richieste dell'Iran.
La Conferenza di Ginevra e' chiamata a valutare l'attuazione degli obiettivi posti dalla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza, tenutasi a Durban, in Sudafrica, nel 2001. La Conferenza del 2001 era stata abbandonata da Usa e Israele, in segno di protesta per i toni antisemiti dei dibattiti.
La Conferenza di Durban II e' boicottata da 10 Paesi: Israele, Canada, Usa, Italia, Olanda, Germania, Polonia, Australia, Nuova Zelanda e Repubblica Ceca.
Il testo approvato (16 pagine per un totale di 143 articoli) ribadisce l'impegno a 'prevenire, combattere e debellare il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza'. Il documento si sofferma su numerosi aspetti del razzismo, dell'intolleranza quali i diritti delle minoranze e dei popoli indigeni, la lotta alla xenofobia e la discriminazione nei confronti di immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, donne o ancora i rom.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti