Lunedì 8 giugno 2026
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Razzismo e xenofobia. Hammarberg: denuncia medici viola diritti umani

U.E.
Notizia ·
"In Italia c'e' un approccio punitivo verso i clandestini, che non rappresenta una buona soluzione al problema". Lo afferma ai microfoni di "Radio 24" Thomas Hammarberg, commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, commentando il rapporto con cui l'organismo critica il Governo italiano. "La proposta che i medici possano denunciare gli immigrati alle autorita' ritengo - spiega Hammarberg - che violi gli standard raggiunti in Europa" e "puo' avere conseguenze negative, anche perche' le persone che hanno malattie o problemi di salute possono non presentarsi alle strutture mediche, con effetti potenziali di contagio".
Questa disposizione, sostiene il commissario - rappresenta una violazione dei diritti umani degli individui: non e' stata ancora testata dalla Corte Europea dei Diritti Umani ma - azzarda - se vi arrivasse sottoforma di caso giuridico, sono sicuro che il Tribunale la giudicherebbe inaccettabile".
Inoltre "ci sono aspetti del pacchetto sicurezza sul piano generale non in linea con le tendenze europee: ad esempio la norma che criminalizza coloro che affittano una stanza o un appartamento ad immigrati irregolari". Per Hammarberg, "un Paese ha il diritto di decidere se accettare o meno le richieste di immigrati che non hanno diritto all'asilo, ma un approccio che li criminalizza e' infelice".

AMNESTY, DA TEMPO SEGNALIAMO DERIVE XENOFOBE -
Le autorita' italiane prendano in seria considerazione il giudizio del Consiglio d'Europa sui 'progressi insufficienti' fatti nel nostro Paese nella lotta al razzismo: e' la raccomandazione della sezione italiana di Amnesty International.
'Le preoccupazioni espresse dal commissario Hammarberg - dice all'Ansa Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty - meritano di essere considerate con attenzione da parte delle autorita' italiane. Da tempo, Amnesty International segnala il pericolo che dichiarazioni, linguaggi e provvedimenti di natura discriminatoria possano non solo comportare una minore tutela per i diritti di gruppi di persone gia' vulnerabili (come migranti, richiedenti asilo e minoranze etniche) ma anche dare un segnale di via libera ad atti di natura violenta e xenofoba'. Di particolare importanza, sottolinea Amnesty International, e' anche la richiesta al governo italiano affinche' rinunci a procedere, sulla base del ricevimento di mere rassicurazioni diplomatiche, a espulsioni verso paesi in cui si pratica la tortura: 'una prassi - dice Noury - piu' volte denunciata da Amnesty International e dalla Corte europea dei diritti umani, e che, oltre a mettere a rischio l'incolumita' di singole persone, procura un danno grave al divieto assoluto di tortura'.
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