Lunedì 8 giugno 2026
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Reato clandestinità, anche la Virginia lo vuole

AMERICHE - USA
Notizia ·
Dopo l'Arizona, anche la Virginia dichiara guerra agli immigrati clandestini. L'attorney general Ken Cuccinelli, il repubblicano che nei mesi scorsi ha fatto ricorso contro la costituzionalita' della riforma sanitaria, ha infatti stabilito, con un parere legale, che la polizia dello stato potra' controllare i sospetti clandestini e arrestarli se trovati sprovvisti della necessaria documentazione.
Proprio come prescrive la legge entrata in vigore la scorsa settimana in Arizona nella misura che pero' e' stata bloccata dal giudice federale Susan Bolton poche ore prima dell'entrata in vigore.
La mossa di Cucinelli conferma del resto come i repubblicani intendano usare la questione dell'immigrazione, confortati dai sondaggi a pochi mesi dalle elezioni di mid term, come principale arma di offensiva politica contro l'amministrazione e la maggioranza democratica al Congresso.
Secondo Cucinelli infatti una legge statale del 2008, che prevede che venga controllato lo status di immigrazione di tutte le persone arrestate o sospettate di altri crimini, puo' essere applicata anche in tutti i casi in cui qualcuno viene fermato dalla polizia stradale o per un posto di blocco.
"Le forze di sicurezza della Virginia hanno l'autorita' di fare gli stessi controlli previsti dalla nuova legge dell'Arizona - si legge nel parere scritto da Cucinelli lo scorso 30 luglio -cosi' se i poliziotti hanno il sospetto di essere di fronte ad un'infrazione della legge, questi possono fermare e controllare una persona sospettata di aver violato un crimine federale", cioe' la permanenza negli Stati Uniti senza documenti.
Un parere che e' stato criticato da Claire Guthrie Gastanaga, ex vice attorney general della Virginia, che ora si batte per i diritti degli immigrati. "L'attorney general non ha servito l'interesse dei cittadini della virginia con questa opinione legale tesa a fare il gioco della sua agenda politica piuttosto che interpretare correttamente la legge" ha detto, riporta oggi il sito del Washington Post.

PALIN, OBAMA SENZA 'COJONES' CON ILLEGALI
- Obama non ha gli attributi per lottare contro i clandestini. E' l'ennesimo attacco dell'ex candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Sarah Palin, all'inquilino della Casa Bianca.
Stavolta pero' l'ex governatrice dell'Alaska, certamente ispirata dalla polemica sull'immigrazione lungo i confini con il Messico, ha usato la parola originale in spagnolo, di facile traduzione.
'La governatrice dell'Arizona Jan Brewer ha i cojones', non come Obama che non e' in grado di garantire a tutti gli americani la sicurezza dei nostri confini nazionale e permettere l'immigrazione legale, quella che ha costruito il nostro Paese. Se lui non fara' rispettare la legge - ha concluso Palin - ci saranno piu' Stati che sull'esempio dell'Arizona, lo faranno al suo posto'.
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OBAMA, UN 'RATTOPPO' NON PUO' FUNZIONARE
- Sull'immigrazione un 'rattoppo' di leggi diverse da Stato a Stato decise soltanto per 'farsi belli' non puo' funzionare .
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, respinge in questi termini le critiche di coloro che, come l'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin, lo accusano di non avere il coraggio di fare una vera riforma dell'immigrazione.
Intervistato nell'ambito del programma 'Early Show' della CBS, Obama ha commentato cosi' le ultime polemiche seguite al caso Arizona: 'Capisco il senso di frustrazione della gente dell'Arizona. Ma non possiamo affrontare questo tema in termini demagogici. E soprattutto non possiamo permetterci un 'rattoppo' di cinquanta diversi Stati, in cui chiunque voglia farsi bello se ne esce dicendo 'Io sono contro gli immigrati e voglio provare a vedere se riesco a risolvere il problema da solo''. Secondo Obama, se tutti procedessero in questo modo ne deriverebbe un 'rattoppo' disordinato di regole disomogenee tra loro.
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