Reato di clandestinità, l'Arizona a caccia degli 'anchor babies'
Li chiamano Anchor Babies, una definizione mutuata dai boat people vietnamiti che a cavallo tra gli anni ‘80 e’90, a decine di migliaia, su piccole scialuppe, cercavano di scappare dallo loro terra per approdare in altri Paesi e rifarsi una vita. Secondo il Double-Tounge Dictionary si tratta di “bambini nati da immigrati irregolari negli Stati Uniti, il cui status permette loro di scegliere la cittadinanza americana e di “trasmetterla” anche ai propri genitori”.Gli Anchor babies sono diventati ora l’obiettivo (il nemico?) numero uno di Russell Pearce, l’architetto della legge sull’immigrazione dell’Arizona, la più controversa legislazione sul tema che sia mai stata adottata negli States.
Secondo l’esponente repubblicano, gli Anchor Babies del suo Stato non possono e non devono avere la cittadinanza. La loro presenza, di fatto, può permettere a molti immigrati irregolari di diventare cittadini degli Stati Uniti. Per questo ha iniziato la sua battaglia, partendo proprio dalla legge SB1070.
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