Lunedì 8 giugno 2026
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Redi (Irccs) su Obama e staminali: in Italia politici ignoranti e impreparati

U.E. - ITALIA
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"La dimostrazione del profondo senso di responsabilita' della comunita' scientifica". E' raggiante il genetista Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione Irccs S'Matteo di Pavia, alla notizia del via libera della Food and Drug Administration alla sperimentazione sull'uomo della prima cura a base di staminali embrionali. "Gli scienziati - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - non sono degli irresponsabili. E se l'ente statunitense ha concesso il suo ok e' chiaro che sono stati superati dall'azienda Geron i problemi sul controllo della proliferazione delle staminali. Insomma - chiarisce - i ricercatori devono essere riusciti a ingegnerizzare le cellule embrionali in modo da poterle spegnere se, una volta nell'organismo da curare, iniziano a differenziarsi in maniera non corretta".

Dunque in buona sostanza, rileva il genetista, "e' stato trovato il loro interruttore. E questa scoperta avvicina il momento in cui tante patologie, non solo quelle neurologiche su cui inizieranno i test, potranno essere trattate con successo". Redi pensa ai danni dell'infarto, al diabete e a molte altre malattie croniche. "In questo caso dire che e' iniziata una nuova era non e' abusare di questa espressione un po' logora".

Lo scienziato italiano non si nasconde neppure dietro la portata politica della straordinaria notizia. "Le evidenze che le staminali embrionali differenziate potessero essere efficaci erano note da tempo. Nonostante quanto sostengano in Italia i politici, ignoranti e impreparati". I riferimenti chiari sono al divieto che esiste nel nostro Paese di usare le staminali embrionali per la ricerca, a meno di non importare dall'estero le linee cellulari. Un divieto che, ricorda Redi, "ormai resta in vigore solo da noi e in Austria, Germania e Irlanda. Con la differenza che questi altri Paesi investono nella ricerca sulle altre staminali cifre di molti zeri superiori a quelle stanziate da noi, paragonabili ai premi minori della lotteria di Capodanno".

Lo scienziato si scaglia contro "gli interventi censori, soprattutto dopo questa grande prova di maturita' della comunita' scientifica internazionale". E attacca: "Tra le societa' occidentali e' rimasta solo l'Italia a non aver capito che le nazioni moderne sono basate sulla conoscenza. Gli altri Paesi si sono rimboccati le maniche, noi ci limitiamo a formare bravi ricercatori che pero' costringiamo a fare le valigie. Consoliamoci con la riflessione sull'universalita' della scienza, che portera' anche da noi i risultati ottenuti altrove. Ma - conclude Redi - dovremo pagarli a caro prezzo. La Geron, sia chiaro, non e' certo un ente benefico".
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