Sabato 6 giugno 2026
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Regione E. Romagna discute su linee guida legge 194 e rapporto con associazioni cattoliche

U.E. - ITALIA
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Le 'Linee di indirizzo per i piani di zona per la salute ed il benessere sociale per la piena applicazione della legge 194/78' approdano in commissione Politiche sociali e politiche per la salute della regione Emilia Romagna, illustrate dall'assessore Giovanni Bissoni. Al centro del dibattito, in particolare, 'la collaborazione delle formazioni sociali di base e delle associazioni di volontariato laico-cattolico alla realizzazione di interventi sociali e assistenziali rivolti alle donne che si trovano in situazioni di difficolta' sociali o relazionali'. Donatella Bortolazzi (Pdci), rilevando i punti positivi del testo (riduzione dei tempi di attesa, maggiore informazione e riservatezza), ha auspicato "l'esclusione di quelle associazioni che sono contrarie ai fini dichiarati dalla legge".  Anche per Daniela Guerra (Verdi) "le associazioni che collaborano devono condividere i principi della 194. Preoccupazione anche per la presenza sempre piu' numerosa di medici obiettori nelle strutture pubbliche". Per Mauro Bosi (Pd) "tanto rumore per nulla. La Regione - ha detto - applica la legge 194, la quale, per i due terzi, riguarda la tutela della gravidanza".  Gabriella Ercolini (Pd) ha auspicato "un ventaglio piu' ampio di associazioni e, nella stesura definitiva, una modifica al titolo del testo". "La partecipazione delle sole associazioni laico-cattoliche e' discriminatoria e inaccettabile" ha detto Paolo Zanca (Sdi), mentre Renato Delchiappo (Prc) ha fatto presente che nel testo "emerga con maggiore chiarezza l'esclusione delle associazioni di volontariato dalle strutture pubbliche". Gianni Varani (Fi-Pdl), pur mantenendo la sua contrarieta' alla direttiva sull'aborto, ha giudicato positiva l'apertura di Bissoni al volontariato. "Ma se poi si cancella, per motivi di compromesso, il termine cattolico, allora - ha sottolineato - e' un arretramento dell'assessore".    


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