Mercoledì 10 giugno 2026
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Regione Veneto formera' immigrati nei loro Paesi d'origine

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' positivo il giudizio che, trasversalmente, danno le forze politiche in Consiglio regionale del Veneto alla notizia che nei prossimi mesi arriveranno in regione i primi immigrati formati professionalmente nei loro Paesi d'origine. Il Veneto, infatti, e' stata la prima Regione ad attuare l'articolo della Bossi-Fini che prevede questa possibilita'.
'Si tratta della coerenza nel predicare bene e razzolare in maniera altrettanto positiva - ha detto il vicepresidente della Giunta, il leghista Luca Zaia - ed e' l'ulteriore dimostrazione che i Veneti non sono razzisti, che quando parlano di immigrazione lo fanno a ragion veduta'. Per questo, ha detto Zaia, sono state contestate le normative nazionali 'che prevedevano l'apertura senza criterio delle frontiere'. Questa iniziativa, di cui si occupava oggi 'Il Gazzettino', e' per Zaia 'la dimostrazione provata che il percorso guidato e accompagnato da' garanzia anche di rispetto della dignita' umana'.
'E' abbastanza ovvio che il Veneto sia la prima regione a ususfruire di immigrati che arrivano gia' formati - ha sottolineato Gianfranco Bettin (Verdi) - perche' e' forse la regione che ne domanda di piu' e che da piu' tempo si dedica con una certa razionalita' alla migliore integrazione della forza lavoro'. Bettin ha rilevato che bisognerebbe estendere la cosa anche alle altre regione, ma intervenire anche sull'integrazione sociale, 'che e' il vero punto dolens'; in particolare, oltre a casa, lavoro e ricongiungimento familiare, e' necessario per Benettin dare a queste persone una serie di diritti 'tra i quali quello alla partecipazione civica locale, introducendo il diritto di voto amministrativo' per chi e' qui dopo un periodo di permanenza. Pietrangelo Petteno' (Rc) ha ricordato che 'la nuova legge sull'immigrazione per il Veneto, che abbiamo depositato qualche settimana fa, prevede questa possibilita'', che va rafforzata, perche' il fenomeno dell'immigrazione c'e', 'va regolato, normato, gestito e quindi il Veneto, che ha una preponderanza di presenza leghista sia in Giunta che in Consiglio, deve attuare queste iniziative, cosa cha va fatta con il buon senso, con la testa e non solo con la pancia'.
L'importanza che gli immigrati arrivino in Veneto conoscendo gia' la lingua e la nostra cultura e' stata sottolineata dal capogruppo di Fi, Remo Sernagiotto, 'anche perche' quando vengono in Italia a fare le badanti, le infermiere, sono a contatto con le persone che soffrono, e se non conoscono un po' il percorso di questa gente e' molto difficile che riescano a dare una servizo adeguato'. 'Questo era un percorso virtuoso', ha proseguito Sernagiotto, contestando i criteri piu' permissivi della legge Amato-Ferrero che, ha detto, 'credo faccia un danno piu' agli immigrati che a noi'.
Secondo Nereo Laroni (Nuovo Psi), l'iniziativa e' 'un primo approdo che tende a bloccare un esodo che e' assolutamente incontrollato e che sta creando una serie di problemi di integrazione che sono sotto gli occhi di tutti'. Laroni ha rilevato la necessita' di creare 'un equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro', sottolineando che con questo metodo gli immigrati stranieri 'hanno un loro posto di lavoro, fonti di reddito certo e quindi perfettamente compatibili con un assetto equilibrato della nostra societa', senza traumi come quelli della criminalita''.
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