Sabato 6 giugno 2026
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Relatore ddl biotestamento: con nostra legge, niente più casi Englaro

U.E. - ITALIA
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 Oggi proseguiremo la votazione degli oltre 2.700 emendamenti presentati, lasciando ampia possibilita' di discussione, ma entro fine gennaio io spero che il testo sul testamento biologico sia pronto per andare in Aula, altrimenti significherebbe che qualcuno non vuole questa legge. E' quanto afferma, intervenendo al convegno 'Testamento biologico. Verita' e menzogne', il relatore della legge sul testamento biologico in commissione Affari sociali della Camera, l'ultracattolico Domenico Di Virgilio (Pdl), ricordando che uno slittamento oltre gennaio porterebbe ad un rinvio 'sine die' causa la vigilia delle elezioni regionali. 'Ma siamo in una fase cosi' avanzata di discussione degli emendamenti e del testo unificato - aggiunge Di Virgilio - che non credo che ci sara' un tentativo di rinviare la legge'. 

"Mi auguro non si voglia mettere in dubbio che su questioni etiche nel Pd vada riconosciuta la liberta' di coscienza". Lo ha detto,interpellato a margine del convegno 'testamento biologico: menzogne e verita', Enzo Carra. Ai cronisti, il deputato Pd ha anche aggiunto: "mi pare che nel partito ci sia una visione prevalente, ma ci sono situazioni in cui e' naturale che vi siano anche posizioni diverse".

 "La valutazione generale su questo ddl e' alquanto positiva". Cosi' il presidente della commissione affari giuridici della Cei(Conferenza episcopale Italiana), Monsignor Mogavero, a proposito del biotestamento, cosi' come licenziato dal Senato e ora adottato come testo base dalla commissione Affari Sociali della Camera. E non c'è da stupirsi, visto che il testo del ddl è stato redatto anche dall'Opus Dei.
Al convegno "testamento biologico: menzogne e verita'" organizzato dalla fondazione presieduta da Enzo Carra, monsignor Mogavero e' intervenuto anche su uno dei punti piu' controversi del provvedimento: "Non si puo' assolutamente sostenere - ha detto - che idratazione e alimentazione siano trattamenti terapeutici. Altrimenti dovremmo considerarci tutti malati terminali sin dal primo giorno della nostra vita".
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