Relazione Dipartimento per le politiche antidroga 2017
E' stata pubblicata, con ritardo jurassico la relazione del Dipartimento per le Politiche antidroga. La Relazione annuale 2017 sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia è il documento ufficiale governativo redatto, ai sensi dell'art. 131 del D.P.R. n. 309/90, dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tale Relazione, contenente i dati dell'anno 2016, è frutto di una concertazione tra i Ministeri competenti e gli Enti cui la legge assegna compiti di prevenzione e contrasto in materia di droga e rispecchia le indicazioni dell'Osservatorio Europeo per le droghe e tossicodipendenze European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA).
Dichiarazione di Riccardo Magi e Antonella Soldo, segretario e presidente di Radicali Italiani
E’ stata oggi pubblicata sul sito del Dipartimento Antidroga la “Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia”. Da una prima lettura, i dati confermano l’impotenza del regime proibizionista rispetto al dilagare del mercato criminale delle droghe sedicenti “proibite”.
A fronte di un maggior numero di operazioni antidroga, sono diminuiti i quantitativi totali di sostanze sequestrate (stiamo parlando del 8-10% delle sostanze in circolazione); il 91,4% del totale dei sequestri riguarda la cannabis; l’80,4% delle segnalazioni alle Prefetture riguarda consumatori di cannabis. Il 34,1% dei detenuti è dietro le sbarre per reati droga-correlati; in un anno si spendono in Italia oltre 14 miliardi di euro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.
Il sistema antidroga, oltre a essere impotente, non è in grado neppure di spendere i soldi stanziati.
Sul Supplemento Ordinario n. 40 alla Gazzetta Ufficiale del 24/07/2017 è stato pubblicato il “Conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’anno 2016. Consultando la relazione del “Centro di responsabilità 14 Politiche Antidroga”, si scopre che per il “sistema di allerta” relativo alle nuove droghe circolanti nel mercato, erano stati stanziati nel 2016 ben 1.632.176,17 euro ma sono stati impegnati e spesi solamente 30.283,17 euro (1,86% del totale) Con questi risultati: nel corso del 2016, le segnalazioni pervenute al Sistema Nazionale di Allerta Precoce sono state solamente 15. Insomma, la montagna tecno/burocratica ha partorito il topolino.
Si scopre pure che erano stati stanziati 145.000 euro per la tenuta della sesta conferenza nazionale sulle politiche antidroga, che, ai sensi del DPR 309/90, dovrebbe tenersi ogni tre anni (l’ultima fu fatta da Berlusconi nel 2009); ma non sono stati spesi perché “l’organo di indirizzo politico-amministrativo ha stabilito di non dar luogo alla Conferenza triennale sui problemi connessi alla tossicodipendenza nell’anno 2016”. Per porre fine a questa protratta violazione della legge, il 31 luglio scorso un cartello di associazioni (Antigone, Forum Droghe, Lega Italiana Lotta all’AIDS (LILA), Associazione Luca Coscioni e Società della Ragione) hanno inviato una diffida formale al premier Gentiloni.
Mentre il proibizionismo continua ad accumulare fallimenti, la nostra lotta antiproibizionista va avanti: nelle piazze con le nostre disobbedienze civili e i corsi di coltivazione di cannabis che stiamo conducendo in giro per l’Italia, e in parlamento con la legge di iniziativa popolare “Legalizziamo” con la quale, nonostante l’affossamento del ddl cannabis legale, abbiamo conquistato, grazie alle firme di quasi 70 mila cittadini, un’altra preziosa occasione per una riforma urgente che il paese attende da tempo.
Dichiarazione di Riccardo Magi e Antonella Soldo, segretario e presidente di Radicali Italiani
E’ stata oggi pubblicata sul sito del Dipartimento Antidroga la “Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia”. Da una prima lettura, i dati confermano l’impotenza del regime proibizionista rispetto al dilagare del mercato criminale delle droghe sedicenti “proibite”.
A fronte di un maggior numero di operazioni antidroga, sono diminuiti i quantitativi totali di sostanze sequestrate (stiamo parlando del 8-10% delle sostanze in circolazione); il 91,4% del totale dei sequestri riguarda la cannabis; l’80,4% delle segnalazioni alle Prefetture riguarda consumatori di cannabis. Il 34,1% dei detenuti è dietro le sbarre per reati droga-correlati; in un anno si spendono in Italia oltre 14 miliardi di euro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.
Il sistema antidroga, oltre a essere impotente, non è in grado neppure di spendere i soldi stanziati.
Sul Supplemento Ordinario n. 40 alla Gazzetta Ufficiale del 24/07/2017 è stato pubblicato il “Conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’anno 2016. Consultando la relazione del “Centro di responsabilità 14 Politiche Antidroga”, si scopre che per il “sistema di allerta” relativo alle nuove droghe circolanti nel mercato, erano stati stanziati nel 2016 ben 1.632.176,17 euro ma sono stati impegnati e spesi solamente 30.283,17 euro (1,86% del totale) Con questi risultati: nel corso del 2016, le segnalazioni pervenute al Sistema Nazionale di Allerta Precoce sono state solamente 15. Insomma, la montagna tecno/burocratica ha partorito il topolino.
Si scopre pure che erano stati stanziati 145.000 euro per la tenuta della sesta conferenza nazionale sulle politiche antidroga, che, ai sensi del DPR 309/90, dovrebbe tenersi ogni tre anni (l’ultima fu fatta da Berlusconi nel 2009); ma non sono stati spesi perché “l’organo di indirizzo politico-amministrativo ha stabilito di non dar luogo alla Conferenza triennale sui problemi connessi alla tossicodipendenza nell’anno 2016”. Per porre fine a questa protratta violazione della legge, il 31 luglio scorso un cartello di associazioni (Antigone, Forum Droghe, Lega Italiana Lotta all’AIDS (LILA), Associazione Luca Coscioni e Società della Ragione) hanno inviato una diffida formale al premier Gentiloni.
Mentre il proibizionismo continua ad accumulare fallimenti, la nostra lotta antiproibizionista va avanti: nelle piazze con le nostre disobbedienze civili e i corsi di coltivazione di cannabis che stiamo conducendo in giro per l’Italia, e in parlamento con la legge di iniziativa popolare “Legalizziamo” con la quale, nonostante l’affossamento del ddl cannabis legale, abbiamo conquistato, grazie alle firme di quasi 70 mila cittadini, un’altra preziosa occasione per una riforma urgente che il paese attende da tempo.
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