Relazione droga Parlamento. Interviene la Fict
"Di fronte al dramma di una ragazza che muore di ecstasy nessuno si può sentire assolto, nessuno può dire: io non c'entro. È una società intera che deve interrogarsi sulle proprie responsabilità". Cosi afferma Luciano Squillaci, Presidente della FICT:"Ribadisco un concetto che abbiamo più volte enunciato: dobbiamo sconfiggere questa tendenza sociale e culturale a normalizzare tutto, questa sorta di resa generalizzata, di triste accettazione che certifica la sconfitta contro le dipendenze e il disagio". "C'è voluta la morte di Adele, l'ennesimo caso eclatante, per risollevare l'attenzione al problema dei giovani e della droga, per svegliare la popolazione e i media dal sonno profondo e anestetico." "Mi addolora affermarlo ma abbiamo perso il senso di responsabilità civile e sociale, abbiamo perso la percezione del senso di comunità. Dietro la notizia, dietro i commenti di noi esperti del settore, si nasconde il male più oscuro: la rassegnazione, giustificazione ed anticamera del disimpegno".
E' stata pubblicata la relazione annuale al parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. I dati riportati ci confermano quello che vediamo nei nostri 600 servizi. La droga è un grande business in continua evoluzione: in un anno si spendono oltre 14 miliardi di euro per l'acquisto di sostanze, di cui, si legge nella relazione, il 43% attribuibile al consumo di cocaina, il 28,2% di cannabis, il 16,2% di eroina.
La cannabis è la sostanza psicoattiva più diffusa che tocca adulti e giovanissimi. Le NPS (new psychoactive substances) giocano un ruolo molto importante grazie anche all'uso di internet, addirittura molti giovani hanno assunto sostanze senza sapere di cosa si tratti. I sequestri riguardano soprattutto i derivati della cannabis e le droghe sintetiche (ecstasy e analoghi). "Dati e numeri che ci aiutano a ricordare e a riportare al centro i volti dei nostri ragazzi, spesso vittime inconsapevoli, ignari delle conseguenze."
"Ed è questa mancanza di consapevolezza che preoccupa maggiormente, perchè porta il giovane a non riconoscere la realtà ed a sottovalutare i rischi e le conseguenze delle proprie azioni. Una inconsapevolezza che è figlia di una società che sembra aver perso il senso del limite. Questo dovrebbe smuovere la coscienza del mondo degli adulti". "La prevenzione, intesa in termini di percorsi educativi strutturati e non di interventi "spot" nelle scuole, è l'unico mezzo efficace. Abbiamo bisogno di intensificare attività educative capaci di mostrare stili di vita virtuosi ed alternativi e che vadano ad informare e a prevenire le dipendenze dalle sostanze, l'assunzione di droghe e di farmaci sconosciuti, i danni dell'alcol, del fumo e del gioco d'azzardo. E' triste leggere nel testo della Relazione che i progetti che mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi per la salute derivanti dalla pratica di comportamenti a rischio sono passati dal 65,9% del 2007 al 67,4% del 2011 al 61,5% nell'ultimo anno."
"Mi chiedo allora come facciamo a contrastare la dipendenza da sostanza, la morte, la rovina del futuro dei nostri ragazzi se non investiamo sull'educazione, sulla cultura del benessere?"
E' stata pubblicata la relazione annuale al parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. I dati riportati ci confermano quello che vediamo nei nostri 600 servizi. La droga è un grande business in continua evoluzione: in un anno si spendono oltre 14 miliardi di euro per l'acquisto di sostanze, di cui, si legge nella relazione, il 43% attribuibile al consumo di cocaina, il 28,2% di cannabis, il 16,2% di eroina.
La cannabis è la sostanza psicoattiva più diffusa che tocca adulti e giovanissimi. Le NPS (new psychoactive substances) giocano un ruolo molto importante grazie anche all'uso di internet, addirittura molti giovani hanno assunto sostanze senza sapere di cosa si tratti. I sequestri riguardano soprattutto i derivati della cannabis e le droghe sintetiche (ecstasy e analoghi). "Dati e numeri che ci aiutano a ricordare e a riportare al centro i volti dei nostri ragazzi, spesso vittime inconsapevoli, ignari delle conseguenze."
"Ed è questa mancanza di consapevolezza che preoccupa maggiormente, perchè porta il giovane a non riconoscere la realtà ed a sottovalutare i rischi e le conseguenze delle proprie azioni. Una inconsapevolezza che è figlia di una società che sembra aver perso il senso del limite. Questo dovrebbe smuovere la coscienza del mondo degli adulti". "La prevenzione, intesa in termini di percorsi educativi strutturati e non di interventi "spot" nelle scuole, è l'unico mezzo efficace. Abbiamo bisogno di intensificare attività educative capaci di mostrare stili di vita virtuosi ed alternativi e che vadano ad informare e a prevenire le dipendenze dalle sostanze, l'assunzione di droghe e di farmaci sconosciuti, i danni dell'alcol, del fumo e del gioco d'azzardo. E' triste leggere nel testo della Relazione che i progetti che mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi per la salute derivanti dalla pratica di comportamenti a rischio sono passati dal 65,9% del 2007 al 67,4% del 2011 al 61,5% nell'ultimo anno."
"Mi chiedo allora come facciamo a contrastare la dipendenza da sostanza, la morte, la rovina del futuro dei nostri ragazzi se non investiamo sull'educazione, sulla cultura del benessere?"
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