Sabato 6 giugno 2026
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Relazione Ivass. Garantire stabilita'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La vigilanza assicurativa, in Italia come in altri Paesi, riguarda due diversi campi: il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione; la tutela del consumatore di servizi assicurativi. "È nostro obiettivo rafforzare l'uno e l'altra, in modo da garantire stabilità al mercato e protezione al cittadino nel suo rapporto con le imprese e gli intermediari": ha detto oggi, a Palazzo Koch nel corso della relazione sull'attività svolta dall'Ivass, il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi, il quale presiede l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Il controllo si esercita in Italia su 137 imprese assicurative, molte delle quali appartengono a uno dei 33 gruppi presenti sul mercato; i primi 10 gruppi occupano tre quarti del mercato. Ai fini della tutela del consumatore, ha spiegato Rossi, il controllo si esercita anche su circa 250 mila intermediari (agenti, mediatori e altre figure) iscritti nel Registro unico. "Un numero molto più alto - ha aggiunto il presidente Ivass - di quello che si osserva negli altri Paesi europei". La tutela degli assicurati e la vigilanza sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti delle imprese e degli intermediari, l'altro campo d'azione della vigilanza assicurativa, è un compito, ha specificato il presidente Rossi, "cui il legislatore italiano ha da tempo attribuito pari dignità rispetto a quello della vigilanza prudenziale, sottolineando l'intreccio fra le due funzioni". Nel caso delle banche e degli altri intermediari finanziari, ha poi aggiunto, soltanto nel 2010 la legge ha esteso gli ambiti di intervento della Banca d'Italia al presidio della correttezza dei rapporti con la clientela, in aggiunta alla verifica della trasparenza delle condizioni negoziali e ai compiti tradizionali, molto più antichi, di supervisione prudenziale sulla stabilità degli intermediari.
"La tutela degli assicurati nei loro rapporti con gli interlocutori professionali - ha precisato Rossi - deve restare un obiettivo centrale dell'Ivass, anche alla luce del vincolo, posto in capo alle imprese assicurative, a contrarre polizze per la copertura obbligatoria della responsabilità civile nella conduzione di autoveicoli". Il presidente ha dato due cifre: nel 2012 31 mila reclami e oltre 5 mila provvedimenti sanzionatori per oltre 50 milioni di euro. "All'inizio del 2013 - ha aggiunto - abbiamo definito un piano ispettivo. Abbiamo avviato 11 nuovi accertamenti in loco, in aggiunta ai 9 disposti l'anno precedente e ancora in corso. Per le ispezioni più complesse, quelle presso le società coinvolte nel progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Fondiaria-Sai, abbiamo costituito gruppi misti Ivass-Banca d'Italia, guidati da risorse con esperienze consolidate". Il presidente ha anche ricordato che le compagnie assicurative italiane lo scorso anno hanno prodotto utili per quasi 6 miliardi; che il loro patrimonio di vigilanza era alla fine dello scorso anno pari al doppio dell'ammontare richiesto nel ramo vita, a 2,8 volte nel ramo danni; in sostanza valori simili a quelli antecedenti la crisi dell'eurozona. "Sul fronte della tutela del consumatore - ha detto - abbiamo sul tavolo dei dossier di più lunga lena, che ancora attendono una soluzione: spicca fra tutti quello delle tariffe nel settore Rc auto".
"Nell'interesse dei consumatori onesti e dell'intero sistema - ha avvertito Rossi - è necessario individuare soluzioni rapide e durature. Le tariffe possono e debbono scendere, senza pregiudicare la solvibilità delle compagnie, se vengono messi in campo gli opportuni presidi. L'Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi". Resta alta l'attenzione dell'Ivass sulle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti, per verificare la correttezza delle pratiche di vendita da parte delle imprese assicurative e dei loro partner bancari; un tema, anche di natura concorrenziale, comune ad altri Paesi europei. Le assicurazioni, ha continuato il presidente Ivass, rivestono nella nostra economia un'importanza spesso sottovalutata: "Le banche tendono ad assorbire in Italia gran parte dell'attenzione che i media e l'opinione pubblica riservano alla finanza, specialmente in questi anni dominati dalle ripercussioni della crisi globale". Il divario dimensionale fra assicurazioni e banche è in effetti cospicuo: alla fine del 2012 gli attivi delle compagnie assicurative italiane ammontavano a poco più di 600 miliardi, mentre quelli delle banche superavano i 4 mila. "Ma le assicurazioni - ha sottolineato - sono oggi il principale investitore istituzionale del Paese. Il portafoglio detenuto dalle compagnie a copertura delle riserve tecniche del ramo danni e di quelle tradizionali del ramo vita è investito in titoli pubblici per oltre il 60%". La struttura finanziaria del Paese deve evolvere verso un assetto che veda ridotta la dipendenza delle imprese dal credito bancario e accresciuto il ruolo dei mercati come canali di finanza esterna per il sistema produttivo. È tutto il sistema che deve aprirsi e adattarsi al nuovo. "Una delle precondizioni - ha concluso Rossi - è la crescita degli investitori istituzionali, in primis fondi pensione e assicurazioni".
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