Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Relazione: legge 40 fa aumentare gravidanze plurime e rischi per la madre

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Mentre il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella fornisce un bilancio positivo della legge 40 sulla procreazione assistita, la contestata norma del 2004, sottoposta l'anno successivo a un referendum che non raggiunse il quorum, arrivera' il 31 marzo all'esame della Corte Costituzionale. Martedi' prossimo, nel corso dell'udienza a palazzo della Consulta, i giudici costituzionali ascolteranno le ragioni opposte di chi ritiene illegittima la legge e chi invece la difende.
A dubitare della legittimita' delle norme sulla procreazione assistita, tanto da far ricorso all'Alta Corte, sono il Tar del Lazio, il Tar e il Tribunale di Firenze, ai quali si sono rivolte diverse coppie con problemi di fertilita' ed anche portatrici di malattie genetiche non identificabili nell'embrione dal momento che la legge 40 vieta la diagnosi pre-impianto. Le questioni sollevate dinanzi alla Corte riguardano non solo questo divieto (di fatto superato dalle linee guida del ministero della Salute dell'aprile 2008) ma numerose norme della 140, in particolare quelle che prevedono la produzione di un numero di embrioni non superiore a tre, l'obbligo del loro contemporaneo impianto e il divieto di crioconservazione degli embrioni al di fuori di limitate ipotesi (articolo 14, commi 1, 2 e 3). Impugnato anche l'art.6, comma 3, nella parte in cui prevede che la donna, una volta dato il proprio consenso alle tecniche di fecondazione assistita, non possa tornare indietro e sia obbligata all'impianto degli embrioni.
Queste norme - a detta dei giudici che si sono rivolti alla Consulta - sono in contrasto sia con l'art 3 che con l'art. 32 della Costituzione, perche' irragionevoli sotto il profilo di un giusto bilanciamento tra la tutela dell'embrione e quella della tutela di esigenza di procreazione, oltre al fatto che non terrebbero conto delle variabili quali la salute, l'eta', le esigenze sanitarie nel caso concreto, le specifiche cause di sterilita' della coppia.
Dopo aver ascoltato in udienza pubblica le parti che si sono costituite (la presidenza del Consiglio, tramite l'avvocatura dello Stato, ha chiesto che le questioni di legittimita' vengano dichiarate inammissibili o infondate) i giudici si ritireranno nel pomeriggio in camera di consiglio. Relatore della causa sara' il giudice Alfio Finocchiaro. La decisione e' attesa nel corso della settimana, salvo spaccature nel collegio tali da consigliare un aggiornamento a dopo le festivita' di Pasqua.

ROCCELLA E CATTOLICI ENTUSIASTI - "La legge 40 sulla Procreazione medica assistita funziona, lo dimostrano i dati: al contrario di altre è una legge buona, se comparata con tutti gli interessi in gioco, perchè tiene conto delle ricadute sociali, dei fattori etici e della salute delle donne". Cosí il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, commendando oggi i dati 2007 dei centri di Pma in Italia.
Grazie a questa legge, ha sottolineato Roccella, "l'Italia ha uno dei piú bassi tassi di sindrome da iperstimolazione ovarica e non c'è la compravendita degli ovociti".
Sull'alta percentuale delle gravidanze trigemine il sottosegretario ha spiegato che "quei dati confermano che nella legge non ci sono problemi, semmai ci sono da fare correzioni nelle buone pratiche".
Quanto a futuri miglioramenti della normativa, Roccella ha concluso: "Aspettiamo la sentenza della Corte Costituzionale, poi vedremo. Ma guardando questi dati non c'è l'esigenza".
"I dati resi noti oggi dal sottosegretario Roccella sono di conforto per chi, nonostante le non poche riserve piu' volte espresse sulla fecondazione artificiale in quanto tale, ha sostenuto e difeso la legge 40".
Questo il commento di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita. "Aumentano le gravidanze, aumenta la percentuale di gravidanze per ciascun ciclo, aumenta il numero dei nati vivi ed anche le coppie che si rivolgono ai centri ed il numero dei cicli sono in sensibile aumento. Dov'e' finito il presunto turismo procreatico? Dove sono le 'nefaste' conseguenze di una legge che ha introdotto almeno alcuni paletti di rispetto per gli interessi del concepito oltre a quelli dei genitori? Come non notare che questi risultati vengono raggiunti nonostante l'elevatissimo numero di Centri operativi, figli dell'era di provetta selvaggia. Tanti centri, significano minore specializzazione e minore esperienza accumulata, eppure i risultati non hanno nulla da invidiare a quelli raggiunti dagli altri centri europei. E come si diceva ai tempi del referendum, la legge difende gli interessi del bambino, ma difende anche quelli della donna. I risultati sono stati raggiunti con procedure meno invasive come dimostra che le sindromi da iperovulazione sono piu' basse che nel resto d'Europa. Di fronte all'evidenza dei numeri - conclude Carandini - sarebbe lecito attendersi qualche mea culpa da parte di chi ha osteggiato ed osteggia la legge per semplice pregiudizio ideologico. Ci sono molti spazi per lavorare insieme al fine di ridurre il ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale, sulle quali le riserve rimangono immutate".

L'ESPERTO: DATI LETTI IN MANIERA DISTORTA - "Dati letti in maniera distorta". Cosi' Luca Gianaroli, presidente eletto dell'Eshre, componente del comitato scientifico del Sismer e tra i massimi esperti italiani di fecondazione assistita, commenta in un'intervista all'Agenzia Radiofonica Econews, i dati della relazione annuale al Parlamento sull'applicazione della Legge 40. "Risultano evidenti due problemi grossi", ha detto Gianaroli, "Il primo e' l'aumento delle gravidanze plurime e trigemine, che ci pongono come fanalino di coda in Europa. Ci sono solo tre Paesi degli ex Balcani che hanno piu' gravidanze trigemine delle nostre.
Faccio notare che se parliamo di un 20 per cento di gravidanze gemellari e un 3,5 per cento di gravidanze triple, vuol dire che un bambino su due che nasce appartiene a gravidanze gemellari o trigemellari, che sono un rischio elevato di complicanze per la madre, per i bambini stessi e un costo enorme per le strutture sanitarie che devono gestirle. Ci sono alcuni ospedali", ha proseguito, "dove le cure intensive neonatali non hanno piu' spazio per i neonati che nascono da concepimenti naturali. Mi sembra di capire che si e' voluto addossare la colpa ai centri, quando e' evidente che questa stortura e' dovuta all'applicazione pedissequa della legge 40 e dell'obbligo per i centri di trasferire gli embrioni generati senza poterli conservare, nonostante questo crei un rischio di salute sia per l'embrione stesso, perche' c'e' un rischio di nascita di bambini immaturi, con alterazioni, sia per la madre, che ha piu' rischi di abortire. Non e' nemmeno, dunque, una salvaguardia dell'embrione". E ha aggiunto: "L'altro problema e' che i dati sono letti in maniera positiva, ma distorta. Si parla di un aumento delle gravidanze, dei pazienti e del numero di trattamenti. In Europa noi siamo la nazione, subito prima del Montenegro, che esegue meno cicli per milione di abitanti.
L'aumento di cicli e' solo un reiterare i trattamenti che falliscono. Il dato non deve essere letto come un aumento di gravidanze o di cicli trattati. Non si parla invece in questo rapporto, e secondo me e' grave, delle coppie che sono costrette ad andare all'estero, o perche' le tecniche sono vietate in Italia o perche' il rischio di complicanze e' maggiore. C'e' un registro europeo che sta censendo queste migrazioni". E ha concluso: "I dati che noi abbiamo ricevuto sono assolutamente parziali. In tutti i Paesi europei dove c'e' un registro nazionale, i dati vengono prima discussi con i centri che li hanno generati e poi riversati attraverso i canali corretti a Parlamento e media. Spero che l'Italia torni a essere un Paese dove si puo' nascere con queste metodiche, visto che al punto in cui siamo bisogna andare all'estero per nascere e, se ho capito bene qual e' l'iter per il testamento biologico, bisognera' andare all'estero anche per morire".

ALTRI COMMENTI

'Non si puo' continuare a dire che la legge 40 e' una buona legge quando i dati dimostrano palesemente il contrario'. Questa la replica di Antonio Palagiano, capogruppo Italia dei Valori (Idv) in Commissione Affari Sociali.
'L'analisi dei dati presentati - ha spiegato Palagiano - ci dice che la sterilita' in Italia e' in aumento, visto l'incremento delle coppie che si rivolgono ai centri di Procreazione, e che i tassi di gravidanza restano comunque tra i piu' bassi d'Europa e del resto del mondo. La legge in materia di procreazione assistita - ha concluso Palagiano - dovra' essere modificata il prima possibile per assicurare alle donne italiane, agli embrioni e ai nascituri le stesse possibilita' e le stesse garanzie del resto d'Europa'.

La Corte costituzionale prenda atto dei dati negativi sull'applicazione della legge 40 in Italia. E' quanto chiede l'associazione Coscioni.
In particolare, l'associazione punta il dito sui dati relativi alle gravidanze trigemine, che in Italia raggiungono percentuali di gran lunga superiori al resto d'Europa (3,5% contro 0,8%). "Il 31 marzo - scrive in una nota Filomena Gallo, vice segretario dell'associazione Coscioni e presidente di Amica Cicogna - la Corte Costituzionale e' chiamata pronunciarsi su alcuni articoli della legge 40 tra i quali quello che impone l'impianto di tutti gli embrioni prodotti e che causa gravidanze trigemine".
"Speriamo che questo ulteriore dato sia utile alla Corte, poiche' determina un danno alle gestanti e ai nascituri non ottemperando alla tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, come enunciato all'articolo 1 della legge 40, non garantendo il fine di cui all'articolo 1 del medesimo provvedimento sulla soluzione dei problemi riproduttivi derivanti da sterilita' e infertilita', e creando un insanabile contrasto - conclude - con gli articoli 2 e 32 della Costituzione".

'Il terzo Rapporto sulla Procreazione medicalmente assistita conferma solo un fatto: che la legge 40 e' sbagliata. Proprio il contrario di quello che afferma Eugenia Roccella'. Lo dice la senatrice del Pd Vittoria Franco, responsabile nazionale Pari Opportunita' del Pd.
'Il dato relativo all'incidenza di parti trigemellari, che vede l'Italia maglia nera in Europa - sottolinea Vittoria Franco - basterebbe da solo a sottolineare quanto la concezione stessa di questa legge sia sbagliata perche' non tutela la salute delle donne e dei bambini. Si tratta di un dato molto negativo, conseguenza diretta del divieto di congelare gli ovuli fecondati che la legge ha introdotto. Il ricorso all'impianto di tutti gli embrioni prodottti implica gravidanze piu' difficili e parti piu' pericolosi. Il numero dei cicli e' poi aumentato in proporzione piu' delle coppie che ricorrono alla procreazione. Questo vuol dire che, sempre a causa dei divieti normativi, le donne devono sottoporsi a piu' cicli per avere figli, con conseguenze negative per la loro salute. C'e' poi una vistosa lacuna che inficia la validita' stessa della relazione - conclude Vittoria Franco - Non si prende in considerazione il turismo procreativo.
Eppure varie indagini hanno confermato che proprio la legge 40 ha costretto molte coppie, specie se portatrici di malattie ereditarie, a rivolgersi a centri all'estero. Non consentire l'accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie portatrici di malattie ereditarie e' un limite inaccettabile che va sicuramente superato'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →