Repubblica Ceca. Si' ai lavoratori romeni e bulgari
La Repubblica ceca ha deciso di non applicare restrizioni temporanee all'ingresso per i lavoratori romeni e bulgari, quando questi due paesi entreranno nell'Ue a partire dal primo gennaio 2007. Lo rende noto la rappresentanza permanente di Praga presso l'Ue, rilevando che la liberta' di movimento fa parte della piena appartenenza all'Ue ed e' necessaria per garantire un buon funzionamento del mercato interno.
Con la Repubblica ceca diventano sei i paesi che hanno finora annunciato di tenere aperte le frontiere all'ingresso dei lavoratori bulgari e romeni: Polonia, Finlandia, Slovacchia, Estonia e Lettonia. Spagna, Olanda, Danimarca e Austria hanno annunciato che imporranno una moratoria agli ingressi, cosi' come faranno Gran Bretagna e Irlanda. Questi ultimi due paesi avevano, invece, deciso di tenere le porte aperte in occasione dell'allargamento a dieci del 2004.
Stando ai dati della Commissione Ue il numero di lavoratori che si sono spostati dai dieci nuovi ai quindici vecchi paesi dell'Ue rappresentano meno dell'1% della manodopera, escluse (Austria 1,4%) e Irlanda (3,8% nel 2005).
Con la Repubblica ceca diventano sei i paesi che hanno finora annunciato di tenere aperte le frontiere all'ingresso dei lavoratori bulgari e romeni: Polonia, Finlandia, Slovacchia, Estonia e Lettonia. Spagna, Olanda, Danimarca e Austria hanno annunciato che imporranno una moratoria agli ingressi, cosi' come faranno Gran Bretagna e Irlanda. Questi ultimi due paesi avevano, invece, deciso di tenere le porte aperte in occasione dell'allargamento a dieci del 2004.
Stando ai dati della Commissione Ue il numero di lavoratori che si sono spostati dai dieci nuovi ai quindici vecchi paesi dell'Ue rappresentano meno dell'1% della manodopera, escluse (Austria 1,4%) e Irlanda (3,8% nel 2005).
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