Lunedì 8 giugno 2026
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Respingimenti in Libia, anche la Chiesa contro il Governo

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
La 'svolta' nella lotta all'immigrazione clandestina del ministro dell'Interno Roberto Maroni, fatta di migranti rispediti in Libia ed emendamenti al pacchetto sicurezza sempre piu' restrittivi, allarma la Chiesa, che ieri  si e' fatta sentire non solo tramite le associazioni cattoliche di base che da mesi mettono in guardia da derive razziste, ma anche per mezzo di autorevoli esponenti di Cei, Vaticano e dei loro organi di informazione.
Il respingimento dei clandestini in Libia - secondo il segretario del Pontificio consiglio per i migranti, mons.
Agostino Marchetto - 'ha violato le norme internazionali sui diritti dei rifugiati'. 'La normativa internazionale, alla quale si e' appellata anche l'Onu - ha ricordato monsignor Marchetto - prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati 'rifugiati presunti''. 'Capisco che gli attuali flussi misti complicano le cose anche per i governi - ha aggiunto - ma c'e' bisogno comunque di rendere operative le norme concordate e riaffermate piu' volte nelle sedi internazionali'.
Marchetto ha poi ribadito la sua convinzione, gia' espressa piu' volte in passato, ma che ora sembra trovare maggior seguito negli ambienti ecclesiastici, che la legislazione italiana recente in materia migratoria sia macchiata da un 'peccato originale', rappresentato dalla volonta' di 'criminalizzare gli emigranti irregolari'. Convinzione che appare oggi condivisa anche dalla Cei.
Se qualche mese fa la Conferenza dei vescovi invitava a coniugare sicurezza e legalita', oggi il direttore dell'Ufficio per la pastorale degli immigrati della Cei, padre Gianromano Gnesotto, non nasconde la sua preoccupazione per una normativa che, oltre a mettere a repentaglio i diritti umani degli immigrati, rischia di mettere in discussione, piu' in generale, il riconoscimento dei diritti fondamentali, come quelli alla salute e all'istruzione, di tutti i cittadini. E parla di un 'grande snodo culturale', quello dell'accoglienza, che appare oggi 'in qualche modo terremotato' e non piu' in grado di garantire non solo le norme giuridiche ma neanche i principi della dottrina sociale della chiesa. Marchetto ne ricorda il succo: 'Una legge non deve essere solo efficace, ma anche giusta', e tutelare sempre e comunque la dignita' delle persone.
Consapevole della scarsa propensione della maggioranza a fare marcia indietro sul 'presunto' reato di clandestinita', Gnesotto azzarda una proposta, quella di introdurre quanto meno un distinguo tra chi entra nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera, e coloro che, invece, pur essendo stati 'regolari', abbiano visto il loro permesso di soggiorno non rinnovato per i motivi piu' disparati.
E mentre le associazioni cattoliche lanciano l'ennesimo appello al parlamento affinche' tenga conto dei diritti dei migranti, anche l'Osservatore romano, in un articolo di cronaca dedicato ai respingimenti il Libia, osserva con preoccupazione come 'fra i migranti possa esserci chi e' nelle condizioni di poter chiedere asilo politico' e riafferma 'la priorita' del dovere di soccorso nei confronti di chi si trova in gravi condizioni di bisogno'.
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