Rete. Accordo Agcom-Telecom a rischio rinvio. L'Ue ribadisce: deve passare al vaglio della Commissione
Agcom trasmetta al piu' presto a Bruxelles 'la notifica formale' della decisione per la separazione funzionale della rete Telecom, o 'rischiera' di essere attaccabile, sotto il profilo giuridico'. E' questo in sostanza il contenuto di una nuova lettera del commissario Ue ai media Viviane Reding all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, secondo quanto si apprende da fonti comunitarie. A questo punto e' probabile un rinvio dell'entrata in vigore delle nuove regole prevista per il primo gennaio 2009.
'Reding ha inviato una nuova lettera -hanno spiegato le fonti- in cui fa una prima valutazione della decisione sulla separazione. Nella missiva il commissario afferma che la misura italiana e' di tipo regolamentare e dunque se non sara' notificata formalmente in modo completo alla Commissione europea e a tutti i regolatori dei Paesi membri, non sara' legale'.
Dal momento della notifica formale Bruxelles e le Authority nazionali competenti hanno 30 giorni di tempo per esprimere la loro valutazione, 'in questo periodo la misura italiana non puo' essere applicata', ha aggiunto la fonte sottolineando dunque che 'l'Agcom dovra' notificare formalmente la misura, che altrimenti sarebbe attaccabile, sotto il profilo legale'.
"Dopo un esame preliminare delle vostre misure da parte dei servizi della Commissione europea - si legge nella lettera di Reding al presidente Agcom Corrado Calabro' di cui Aki-Adnkronos possiede una copia - sono giunta alla conclusione che gl impegni cosi' come sono stati accettati dall'Agcom costituiscono una modifica significativa dei rimedi gia' esistenti o nuovi obblighi che vanno chiaramente al di la' della semplice funzione di migliorare la competitivita' e i rimedi esistenti".
Da qui la richiesta di Bruxelles. "Chiedo inoltre ad Agcom di notificare formalmente e pienamente questa misura alla Commissione in linea con l'articolo 7 della direttiva quadro, in modo da poter fare una completa valutazione della portata e della natura in linea con la trasparenza comunitaria e le procedure disattese".
Alla luce di cio', prosegue Reding, "chiedo ad Agcom di non applicare la misura fino a quando saranno in corso tali procedure. Vorrei inoltre chiederle di confermare, insieme alla notifica, che la data di entrata in vigore e' stata posticipata in modo da rispettare le procedure".
Reding osserva dunque che "e' nell'interesse della certezza giuridica di tutte le compagnie coinvolte che le norme Ue sulla trasparenza e le richieste disattese siano pienamente rispettate durante questi importanti sviluppi, che potrebbero avere implicazioni per altri paesi Ue e altri operatori di Tlc del mercato interno".
A livello tecnico vi potrebbe essere un incontro dopo le Feste.
"I miei servizi - conclude Reding - sono a disposizione per un incontro tecnico agli inizi di gennaio". A quanto si apprende da fonti Ue, la valutazione di Bruxelles, dopo la notifica formale, potrebbe aprire due strade. In base alla prima, e meno problematica, opzione la Commissione potrebbe considerare la misura per la separazione funzionale della rete Telecom come un rimedio "normale e dunque inviare ad Agcom una lettera di commenti con l'eventuale richiesta di piccole modifiche".
Se cosi' fosse, calendario alla mano, la misura potrebbe entrare in vigore a febbraio. Seconda ipotesi: Bruxelles potrebbe giudicare la decisione Agcom come "un rimedio eccezionale e in questo caso e' possibile che l'approvazione della misura spetti alla Commissione europea".
'Reding ha inviato una nuova lettera -hanno spiegato le fonti- in cui fa una prima valutazione della decisione sulla separazione. Nella missiva il commissario afferma che la misura italiana e' di tipo regolamentare e dunque se non sara' notificata formalmente in modo completo alla Commissione europea e a tutti i regolatori dei Paesi membri, non sara' legale'.
Dal momento della notifica formale Bruxelles e le Authority nazionali competenti hanno 30 giorni di tempo per esprimere la loro valutazione, 'in questo periodo la misura italiana non puo' essere applicata', ha aggiunto la fonte sottolineando dunque che 'l'Agcom dovra' notificare formalmente la misura, che altrimenti sarebbe attaccabile, sotto il profilo legale'.
"Dopo un esame preliminare delle vostre misure da parte dei servizi della Commissione europea - si legge nella lettera di Reding al presidente Agcom Corrado Calabro' di cui Aki-Adnkronos possiede una copia - sono giunta alla conclusione che gl impegni cosi' come sono stati accettati dall'Agcom costituiscono una modifica significativa dei rimedi gia' esistenti o nuovi obblighi che vanno chiaramente al di la' della semplice funzione di migliorare la competitivita' e i rimedi esistenti".
Da qui la richiesta di Bruxelles. "Chiedo inoltre ad Agcom di notificare formalmente e pienamente questa misura alla Commissione in linea con l'articolo 7 della direttiva quadro, in modo da poter fare una completa valutazione della portata e della natura in linea con la trasparenza comunitaria e le procedure disattese".
Alla luce di cio', prosegue Reding, "chiedo ad Agcom di non applicare la misura fino a quando saranno in corso tali procedure. Vorrei inoltre chiederle di confermare, insieme alla notifica, che la data di entrata in vigore e' stata posticipata in modo da rispettare le procedure".
Reding osserva dunque che "e' nell'interesse della certezza giuridica di tutte le compagnie coinvolte che le norme Ue sulla trasparenza e le richieste disattese siano pienamente rispettate durante questi importanti sviluppi, che potrebbero avere implicazioni per altri paesi Ue e altri operatori di Tlc del mercato interno".
A livello tecnico vi potrebbe essere un incontro dopo le Feste.
"I miei servizi - conclude Reding - sono a disposizione per un incontro tecnico agli inizi di gennaio". A quanto si apprende da fonti Ue, la valutazione di Bruxelles, dopo la notifica formale, potrebbe aprire due strade. In base alla prima, e meno problematica, opzione la Commissione potrebbe considerare la misura per la separazione funzionale della rete Telecom come un rimedio "normale e dunque inviare ad Agcom una lettera di commenti con l'eventuale richiesta di piccole modifiche".
Se cosi' fosse, calendario alla mano, la misura potrebbe entrare in vigore a febbraio. Seconda ipotesi: Bruxelles potrebbe giudicare la decisione Agcom come "un rimedio eccezionale e in questo caso e' possibile che l'approvazione della misura spetti alla Commissione europea".
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