Rete-ultimo miglio. Agcom: Telecom deve fare di piu'
La vicenda del riassetto della normativa di accesso alla rete infrastrutturale di Telecom Italia e' alle battute finali. Ieri l'Autorita' per le Comunicazioni ha formulato la richiesta di nuove integrazioni degli 'impegni' di Telecom, con precise richieste su diverse materie, e ha dato tempo fino all'8 di dicembre alla societa' per dare una risposta.
Con ogni probabilita' l'11 di dicembre il consiglio dell' autorita' presieduta da Corrado Calabro', dovrebbe dire la parola definitiva alle nuove norme che regoleranno l'accesso alla rete di trasmissione di Telecom Italia, dopo aver ricevuto la risposta della societa'.
Sono ben 13 le richieste formulate dall'Autorita' a Telecom. Quelle piu' importanti riguardano la governance di Open Access (la struttura aziendale creata da Telecom per gestire l'accesso alle infrastrutture) e il capitolo della Ngn, la rete di nuova generazione in fibra ottica in via di realizzazione.
Anzi forse e' quest'ultima la vera' novita' introdotta dall' Agcom.
L'Autorita' ha annunciato la costituzione di un "Comitato Ngn", presieduto dall'Autorità e composto da tutti gli operatori, con la richiesta a Telecom Italia di aderire nell'ambito degli impegni. Il Comitato sarà chiamato a formulare i piani per la transizione e lo sviluppo dell'NGN da sottoporre alla stessa Autorità. Dovranno essere altresí presentate al vaglio dell'Autorità linee guida per la migrazione degli operatori alla NGN.
Spettera', secondo le richieste dell'Agcom, a Open Access formulare un'offerta per l'accesso alle infrastrutture passive, cavi e canaline agli altri operatori. In sostanza obiettivo dell'Autorita' e' quello di creare le condizioni per permettere agli operatori alternativi di essere in condizioni di creare loro infrastrutture a larga banda.
Per quanto riguarda i servizi sulla Ngn, la partita e' rinviata ad una successiva analisi di mercato. Telecom dovrà includere nel perimetro degli impegni tutti i prodotti all'ingrosso dell'accesso su rete Ngn là dove essa sarà dichiarata titolare di significativo potere di mercato.
Piu' in generale l'Agcom chiede che "gli impegni di Telecom Italia in materia di NGN dovranno essere in sintonia con la raccomandazione comunitaria sulle reti di nuova generazione". Ma la normativa e' ancora in forma di bozza e al suo interno non si parla di servizi sulla banda larga.
A parte la novita' del 'capitolo Ngn', le nuove richieste dell' Agcom riguardano Open Access: sulla governance della struttura che sara' guidata da un board di 5 membri (3 indicati dall' Agcom) l'Autorita' ha rivendicato piena voce in capitolo sul regolamento e ha chiesto che l'organo al vertice di Open Access "sia assistito da staff e budget adeguati".Telecom Italia non potrà modificare Open Access in modo rilevante senza preventiva approvazione dell'Autorità; inoltre dovrà produrre una contabilità separata sulla stessa Open Access. L'Autorità ha voluto inoltre chiarire che il carattere complementare e non sostitutivo del board di Open Access, rispetto alle prerogative dell'Autorità.
L'Autorita' ha annunciato la creazione di un secondo organismo, una sorta di Ota (Office of the Telecoms Adjudicator) ossia un organo preposto alla soluzione delle controversie tra Telecom Italia e gli altri operatori mutuato dall'esperienza inglese.
Un aspetto sicuramente qualificante della decisione odierna dell' Agcom, riguarda una misura per garantire la piena parità di trattamento tra operatori alternativi e divisioni interne di Telecom Italia.
Alla societa' viene chiesto che i contratti interni di servizio fra le direzioni commerciali e le direzioni wholesale contengano anche le condizioni economiche, ossia i cosiddetti transfer charge.
Infine Telecom Italia dovrà semplificare i processi aziendali per la gestione dei reclami degli utenti sui servizi a sovrapprezzo.
(Di Marco Signoretti, Apcom)
Con ogni probabilita' l'11 di dicembre il consiglio dell' autorita' presieduta da Corrado Calabro', dovrebbe dire la parola definitiva alle nuove norme che regoleranno l'accesso alla rete di trasmissione di Telecom Italia, dopo aver ricevuto la risposta della societa'.
Sono ben 13 le richieste formulate dall'Autorita' a Telecom. Quelle piu' importanti riguardano la governance di Open Access (la struttura aziendale creata da Telecom per gestire l'accesso alle infrastrutture) e il capitolo della Ngn, la rete di nuova generazione in fibra ottica in via di realizzazione.
Anzi forse e' quest'ultima la vera' novita' introdotta dall' Agcom.
L'Autorita' ha annunciato la costituzione di un "Comitato Ngn", presieduto dall'Autorità e composto da tutti gli operatori, con la richiesta a Telecom Italia di aderire nell'ambito degli impegni. Il Comitato sarà chiamato a formulare i piani per la transizione e lo sviluppo dell'NGN da sottoporre alla stessa Autorità. Dovranno essere altresí presentate al vaglio dell'Autorità linee guida per la migrazione degli operatori alla NGN.
Spettera', secondo le richieste dell'Agcom, a Open Access formulare un'offerta per l'accesso alle infrastrutture passive, cavi e canaline agli altri operatori. In sostanza obiettivo dell'Autorita' e' quello di creare le condizioni per permettere agli operatori alternativi di essere in condizioni di creare loro infrastrutture a larga banda.
Per quanto riguarda i servizi sulla Ngn, la partita e' rinviata ad una successiva analisi di mercato. Telecom dovrà includere nel perimetro degli impegni tutti i prodotti all'ingrosso dell'accesso su rete Ngn là dove essa sarà dichiarata titolare di significativo potere di mercato.
Piu' in generale l'Agcom chiede che "gli impegni di Telecom Italia in materia di NGN dovranno essere in sintonia con la raccomandazione comunitaria sulle reti di nuova generazione". Ma la normativa e' ancora in forma di bozza e al suo interno non si parla di servizi sulla banda larga.
A parte la novita' del 'capitolo Ngn', le nuove richieste dell' Agcom riguardano Open Access: sulla governance della struttura che sara' guidata da un board di 5 membri (3 indicati dall' Agcom) l'Autorita' ha rivendicato piena voce in capitolo sul regolamento e ha chiesto che l'organo al vertice di Open Access "sia assistito da staff e budget adeguati".Telecom Italia non potrà modificare Open Access in modo rilevante senza preventiva approvazione dell'Autorità; inoltre dovrà produrre una contabilità separata sulla stessa Open Access. L'Autorità ha voluto inoltre chiarire che il carattere complementare e non sostitutivo del board di Open Access, rispetto alle prerogative dell'Autorità.
L'Autorita' ha annunciato la creazione di un secondo organismo, una sorta di Ota (Office of the Telecoms Adjudicator) ossia un organo preposto alla soluzione delle controversie tra Telecom Italia e gli altri operatori mutuato dall'esperienza inglese.
Un aspetto sicuramente qualificante della decisione odierna dell' Agcom, riguarda una misura per garantire la piena parità di trattamento tra operatori alternativi e divisioni interne di Telecom Italia.
Alla societa' viene chiesto che i contratti interni di servizio fra le direzioni commerciali e le direzioni wholesale contengano anche le condizioni economiche, ossia i cosiddetti transfer charge.
Infine Telecom Italia dovrà semplificare i processi aziendali per la gestione dei reclami degli utenti sui servizi a sovrapprezzo.
(Di Marco Signoretti, Apcom)
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