Domenica 7 giugno 2026
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'Rete194' e Arcidonna contro le Regioni che boicottano accesso all'aborto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'E' la seconda volta che viene rimandata la discussione sulla legge sull'aborto, e' legittimo pensare che non si voglia parlare di questo argomento prima delle elezioni'. Lo hanno affermato le donne della 'rete194', giunte stamani in Consiglio regionale dove era in programma una discussione sull'aborto stimolata dalla presentazione di diverse interrogazioni e interpellanze.
L'assenza dell'assessore regionale Claudio Montaldo ha spinto invece l'Assemblea a rinviare ancora la discussione.
Le donne della 'rete194' hanno intanto annunciato che stanno inviando una lettera questionario a tutte le candidate e i candidati delle liste che si presentano in Liguria per le elezioni politiche per chiedere di esprimersi in merito a questo tema.
In particolare vengono poste sei domande relative alla legge, agli obiettori di coscienza, alla pillola del giorno e si chiede di dichiarare se, nel caso di elezione al Parlamento, agiranno conseguentemente rispetto alle risposte date.
Le risposte verranno inserite sul blog della rete ('http://rete194.wordpress.com') dove ognuno potra' verificare le risposte (o il silenzio) dei candidati.
L'iniziativa, hanno spiegato le promotrici, vuol far emergere in modo chiaro e preciso le opinioni dei futuri parlamentari liguri in merito alla Legge 194, opinioni 'che riteniamo essenziale conoscere al fine di poter valutare con chiarezza le persone candidate'.

'E' una decisione cinica e strumentale quella presa dalla Regione Lombardia e dalla Regione Sicilia, che non hanno votato le linee guida messe a punto dal ministro della Salute per una migliore applicazione della legge 194'. Lo ha detto Valeria Ajovalasit, presidente nazionale di Arcidonna, commentando il veto posto ieri nel corso della Conferenza Unificata dalle regioni Lombardia e Sicilia sul documento contenente le nuove linee guida per l'applicazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza. 'Cinica perche' non tiene conto della situazione drammatica in cui versano oggi le strutture pubbliche per l'interruzione di gravidanza, dove la mancanza di medici non obiettori sta rendendo impossibile una corretta applicazione della legge e, conseguentemente, sta mettendo a rischio la salute di migliaia di donne. Strumentale, perche' e' ovvio che la decisione di non votare il testo sia stata fatta per raccogliere piu' voti possibili in vista della campagna elettorale. Non c'e' nessuna motivazione etica e questo rende ancora piu' vergognosa la scelta fatta da Formigoni e Cuffaro'.
'Il testo introduce misure in linea con quanto prescrive la legge e necessarie a evitare alle donne che decidono di abortire ulteriori traumi psicologici e inutili rischi per la loro salute'.
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