Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Ricerca: 62% decessi in rianimazione segue sospensione cure

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il 62% dei decessi nelle rianimazioni italiane sono provocati da un intervento attivo del medico definito 'desistenza terapeutica', cioe' uno stop alle cure che potrebbero essere considerate un accanimento terapeutico e che non ha nulla a che vedere con l'eutanasia.
Lo rivela uno studio condotto in 84 unita' di rianimazione italiane dall'epidemiologo Guido Bertolini, dell'istituto Mario Negri di Milano, che verra' presentato domani al 61/o Congresso nazionale degli anestesisti e rianimatori della Siaarti, in corso a Torino.
L'intervento del rianimatore si traduce nella sospensione del sostegno alle funzioni vitali o nella mancata attivazione di ulteriori aiuto, come la dialisi, ma in ogni caso, ha tenuto a sottolineare Bertolini non si tratta di eutanasia. Nello studio sono state analizzate 3800 schede di pazienti deceduti nelle terapie intensive ed e' stato eseguito un approfondimento su 6 unita' di rianimazione in cui sono state indagate le dinamiche decisioni che hanno portato i medici alla decisione di interrompere le cure. Nella quasi totalita' dei casi riferiti, secondo lo studio, la decisione di interrompere la cura avviene in pieno accordo con la famiglia del paziente e, in rarissimi casi, con il paziente stesso. Rari i casi in cui il medico valuta autonomamente di non continuare nelle cure prestate perche' questo non cambierebbe l'evoluzione naturale della malattia. Secondo le statistiche italiane nelle rianimazioni muore il 20% dei pazienti ricoverati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →