Lunedì 8 giugno 2026
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Ricercatrici ricorrono al Tar contro bando ministeriale che esclude le staminali embrionali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Tre ricercatrici hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il Bando del ministero del Welfare, che destina 8 milioni di euro a progetti di ricerca sulle staminali, escludendo gli studi sulle embrionali umane. Emanato a fine febbraio, aveva immediatamente scatenato qualche polemica. Oggi finisce, come annunciato allora, in Tribunale. E non solo. La vicenda e' protagonista di un articolo sulla prestigiosa rivista Nature, che gia' altre volte si e' interessata alle sorti della ricerca in Italia.

A rivolgersi al Tar sono state Elisabetta Cerbai, farmacologa dell'universita' di Firenze; Elena Cattaneo, direttore del Centro interdipartimentale di ricerca sulle cellule staminali dell'universita' Statale di Milano, e Silvia Garagna, biologa all'universita' di Pavia. Il ricorso e' stato presentato il 24 giugno dall'avvocato Vittorio Angiolini, specializzato in bioetica e diritti umani, legale della famiglia Englaro durante la tormentata vicenda di Eluana.

"E' innanzitutto una questione di principio", spiega all'ADNKRONOS SALUTE Cerbai, che precisa: "La ricerca sulla staminali embrionali in Italia non e' fuorilegge. La legge 40 vieta la manipolazione dell'embrione, cosa che nessuno di noi si sogna di fare.
Escludere gli studi sulle embrionali dalla partecipazione al bando", e dunque dai finanziamenti, "in modo aprioristico, ci sembra una pesante interferenza alla liberta' di ricerca. Chiediamo - sottolinea - di poter presentare i progetti. Poi possono essere scartati se non ritenuti interessanti, ma prima vanno valutati".
"Il finanziamento della ricerca sulle staminali, a cura del ministero della Salute, ha una storia turbolenta", si legge sull'articolo di Nature, che ripercorre la vicenda. A partire dalla Commissione di esperti nominata dal viceministro Ferruccio Fazio, allora sottosegretario alla Salute, per emanare un bando trasparente. Nel testo formulato dagli scienziati non ci sarebbero distinzioni fra i diversi tipi di staminali, ma quando il bando viene reso pubblico, dopo la Conferenza Stato-Regioni del 26 febbraio, un'aggiunta' esclude i progetti di ricerca sulle cellule embrionali.

Fazio - ricostruisce ancora Nature - afferma che la modifica e' stata voluta e aggiunta dalle Regioni, ma l'assessore alla Salute della Toscana, coordinatore degli assessori regionali alla Sanita', Enrico Rossi, obietta che nessuna aggiunta e' stata fatta o chiesta dalle Regioni.

"E' un intervento a gamba tesa - commenta ora Cerbai - di cui nessuno si e' voluto assumere la responsabilita', spiegandone le motivazioni. Ci appelliamo dunque contro questo criterio di esclusione di progetti di ricerca, che e' inaccettabile perche', a giudizio di noi scienziati e del nostro ufficio legale, non rientra nelle competenze di un ministro o di un'autorita' amministrativa come la Stato-Regioni. La politica decide gli obiettivi strategici di ricerca, ma non puo' individuare anche come raggiungerli o che cosa e' meglio fare. Questo dovrebbe lasciarlo decidere agli scienziati". Il ricorso al Tar dovrebbe essere discusso a breve, le ricercatrici sperano entro il termine del 20 luglio fissato dal bando per la presentazione dei progetti. E sono ottimiste: "Ci aspettiamo di vincere", conclude Cerbai su Nature. In caso contrario, comunque, continueranno la loro battaglia.

COMMENTI

Appoggiamo il ricorso dei ricercatori per la ricerca sulla cellule staminali di derivazione embrionale di cui la prestigiosa rivista scientifica Nature che da' conto. Lo dice l'Associazione radicale 'Luca Coscioni' per la liberta' di ricerca scientifica. "Il ricorso dei ricercatori italiani - si legge in una nota dell'Associazione - conferma quanto paventato da tempo: l'esplicita esclusione, dal bando sulla ricerca sulle cellule staminali, di quelle derivate da embrioni e' una scelta contro la scienza e contro la legge e il silenzio del Governo e' inaccettabile". L'Associazione appoggera' quindi in ogni sede la scelta dei ricercatori italiani di far ricorso contro "chi vuole impedire il finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali di derivazione embrionale". Lo scorso marzo con Elena Cattaneo e Giulio Cossu "promuovemmo, insieme a Marco Cappato e Marco Pannella, una conferenza stampa di denuncia in tal senso e presentammo una interrogazione parlamentare - conclude la nota - a firma dei senatori Poretti e Perduca, ma ancora oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte del Governo su questa scabrosa vicenda".
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