Ridefinito il trattamento della pre-leucemia
Uno studio di ricercatori di Austria, Germania, Giappone, Usa e Spagna, guidato dagli esperti del laboratorio di Citogenetica del Servizio di Patologia del Hospital del Marr di Barcelona, conferma “i buoni risultati di un trattamento sconsigliato per anni per un tipo di leucemia con effetti indesiderati che ora sarebbero respinti”.Il lavoro, pubblicato sulla rivista “Leukemia”, e' stato fatto su 541 persone con la sindrome mielodisplasica (SMD), conosciuta come preleucemia. Ed e' il piu' grande mai fatto in materia.
Le sindromi mielodisplasiche sono un gruppo di malattie del sangue e del midollo osseo dove i malati presentano un basso numero di cellule sanguigne sane. Se le cellule staminali del midollo osseo, responsabili di fabbricare le cellule del sangue, hanno un difetto e funzionano in modo anomalo, sono impossibilitate a convertirsi in globuli bianchi, rossi o piastrine e, col tempo, si puo' sviluppare una leucemia mieloide acuta (LMA).
“I risultati di questo gruppo di esperti suppongono un prima e un dopo per i pazienti infetti da questa malattia”, cosi' che non solo la ridefiniscono, ma “confermano i buoni risultati di un trattamento che fino ad ora era sconsigliato a causa degli effetti indesiderati che ora, invece, sono respinti”.
Francesc Solé, coordinatore dello studio e anche del gruppo di esperti “Cytogenetics MDS Group” (MDS Foundation), fa sapere che solo un anno fa sconsigliava l'uso di questo farmaco per il sospetto che provocasse una maggiore evoluzione della leucemia acuta, con la conseguenza che per questi malati non c'erano trattamenti. I pazienti trattati con Lenalidomida non sono piu' malati di coloro che soffrono di SMD e non seguono alcun trattamento. Anzi, i malati di SMD migliorano molto le alterazioni sanguigne fino al punto che il 70% di essi, dopo due mesi, puo' avere trasfusioni continue.
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