Mercoledì 10 giugno 2026
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Riforma sull'aborto, i teologi contro i vescovi

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il premier Jose' Luis Rodriguez Zapatero ha annunciato di voler presentare in Parlamento entro la fine dell'anno le leggi sull'aborto e la libertà religiosa, oltre a quelle sul settore audiovisivo e sula ricerca scientifica.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo Zapatero, che ha parlato davanti ai gruppi parlamentari socialisti delle Cortes e del Parlamento europeo, ha sottolineato che la priorità dell'esecutivo è quella di combattere la crisi economica ma che il governo non ha dimenticato gli altri impegni elettorali.
"Occorre sviluppare una strategia integrale per la creazione di posti di lavoro, al quale subordinare l'azione di tutti i settori del governo: dare priorità a tutte quelle iniziative, pubbliche o private, che generino occupazione", ha concluso Zapatero.

TEOLOGI CONTRO I VESCOVI SU RIFORMA - A qualche settimana dal lancio da parte dei vescovi spagnoli di una durissima campagna contro la riforma della legge sull'aborto messa in cantiere dal governo Zapatero, una parte del mondo cattolico frena le ostilita' temendo un 'discredito' della Chiesa cattolica in Spagna, a loro dire troppo condizionata dall''ingiusto potere della curia romana sul collegio episcopale'.
Il quotidiano della sinistra spagnola El Pais scrive oggi che diversi teologi e cattolici di base spagnoli hanno espresso il loro dissenso nei confronti dei vescovi in due distinti documenti, di cui pubblica ampi stralci. Il primo, firmato da 300 persone e intitolato 'Di fronte alla crisi della Chiesa' afferma che 'la perdita di credibilita' della istituzione cattolica sta raggiungendo livelli preoccupanti. Questo discredito puo' essere una scusa per molti che non vogliono credere, pero' e' anche causa di dolore e sconcerto per molti credenti'. Il manifesto punta il dito in particolare contro una presunta 'infedelta' al Concilio Vaticano II' e alle riforme che questo esigeva, dettato, a giudizio degli estensori, dalla paura di osare e dall''ingiusto potere della curia romana sul collegio episcopale'. Fra i firmatari figurano teologi progressisti come Juan Masia, Juan Jose' Tamayo o Julio Lois, presidente della Associazione Giovanni XXIII, il gesuita Juan Antonio Estrada, il domenicano Quintin Garcia, il francescano Jose' Arregui. 'Siamo consapevoli - hanno sottolineato - che questo scritto e' un procedimento straordinario, ma lo e' anche la causa che lo motiva'. Il secondo documento, presentato dalla 'Chiesa di Base di Madrid' e al quale secondo El Pais avrebbero aderito 'migliaia di fedeli', afferma che 'le opinioni della gerarchia sull'aborto non rappresentano l'opinione di tutta la comunita' cattolica'.'L'aborto - prosegue - non e' un tema esclusivamente cristiano: per regolarlo l'etica civica, comune a tutti i cittadini, deve passare prima della morale religiosa, specifica di ogni fede' e 'nessuno dovrebbe fare di questo tema tanto profondamente umano una bandiera politica o religiosa'.
La bozza all'esame del parlamento prevede che la donna possa decidere liberamente se abortire o meno nelle prime 14 settimane. La legge attuale non depenalizza l'aborto ma lo consente in tre casi, su indicazione medica: stupro, malformazione del feto, rischio per la salute psicofisica della madre. Circa 100 mila persone hanno partecipato il 29 marzo a Madrid ad una marcia contro l'aborto.
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