Rilasciati trafficanti di droga grazie a nuova legge che limita la 'giustizia universale'
La Corte Nazionale conferma il rilascio di trafficanti di droga secondo la nuova legge che limita la giustizia universale. La competenza dei giudici spagnoli per perseguire il narcotraffico termina dove terminano le acque territoriali, cioe' a 12 miglia nautiche dalla costa, in seguito alla riforma approvata e introdotta dal Partito popolare (Pp) per limitare la giustizia universale. L'assemblea plenaria della sezione Penale della Corte Nazionale ha deciso ieri con tredici voti a favore e tre contrari che, con la legislazione approvata in fretta e furia dal Pp ed entrata in vigore il 15 marzo, la Spagna non puo' piu' perseguire i trafficanti di droga stranieri nelle acque internazionali quando viaggiano su imbarcazioni senza bandiera spagnola o quando non e' provato che abbiano intenzione di introdurre la droga nel territorio spagnolo. Pertanto, i giudici della Corte hanno ordinato il rilascio immediato di altri 13 trafficanti marocchini in procinto di essere processati nelle prossime settimane e che erano stati arrestati il 31 maggio 2013 nelle acque internazionali del Mare di Alboran, con 16 tonnellate di hashish. Con la normativa che e' stata abrogata dal governo sarebbe stato possibile giudicarli e processarli. Dopo due ore di consultazione, l'assemblea plenaria della Corte Nazionale ha sostenuto ampiamente le argomentazioni giuridiche dedotte dai giudici Fernando Andreu e Javier Gomez Bermudez sulle ordinanze emesse in questo mese: la prima relativa alla scarcerazione di 8 narcotrafficanti agiziani e la seconda riguardante il rilascio di 5 siriani. Entrambi i giudici istruttori, nelle loro sentenze, hanno dichiarato che la modifica dell'articolo 23.4 della Legge Organica della magistratura che limita la giustizia universale li obbliga a rilasciare i sospetti arrestati. La decisione della sezione Penale della Corte, per la quale si puo' presentare ricorso davanti alla Corte Suprema, ha ricevuto tre voti contrari, tra cui quello del presidente della stessa camera, Fernando Grande-Marlaska. Questi giudici, cosi' come i pubblici ministeri, sono invece convinti che il testo della nuova legge di giustizia universale, consenta loro il perseguimento dei trafficanti in acque internazionali. Precisamente, il comma D dell'articolo 23.4 attribuisce la competenza dei tribunali spagnoli per indagare sui crimini relativi al "traffico di droghe", tra gli altri, "commessi in spazi marini nei casi previsti da trattati ratificati dalla Spagna". Secondo i tre giudici, l'utilizzo del termine generico "spazi marini" comprende sia le acque sotto la sovranita' spagnola sia quelle esterne. Tuttavia, la maggior parte dei giudici della Corte ritiene che i trattati internazionali, in particolare la Convenzione di Vienna del 1988 sul traffico di droga, non costringe la Spagna a perseguite tali reati ne' tanto meno le danno giurisdizione in acque internazionali.
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