Rinviata l'approvazione della carta blu
L'adozione definitiva della "carta blu" europea, di un permesso di lavoro per gli immigrati altamente qualificati, è stata rinviata all'otto dicembre per cercare di incorporare alcune delle raccomandazioni del Parlamento europeo, ha annunciato ieri la Presidenza francese dell'Ue.
Il testo, su cui è già stato un accordo di principio tra gli Stati membri dell'Ue avrebbe dovuto essere finalmente approvato nel corso di una riunione dei ministri europei degli Interni giovedi' a Bruxelles. Ma il Parlamento europeo ha emesso una serie di raccomandazioni e obiezioni (non vincolanti) in una risoluzione approvata il 20 novembre.
"Gli Stati non sono tenuti a rispettare questi emendamenti, ma noi non prendiamo il voto del Parlamento alla leggera e vedremo se i miglioramenti sono possibili", ha assicurato un rappresentante della Presidenza francese.
"Ma sulla soglia di reddito (uno dei principali obiezioni dei deputati), non vi è spazio per regolare il testo", ha ammonito.
I candidati per questo permesso di lavoro devono infatti avere un contratto di lavoro che prevede un salario minimo di almeno 1,5 volte il salario medio lordo del paese ospitante (che nella Ue oscilla tra i 325 e i 4.000 euro). I deputati hanno chiesto che la soglia sia portata a 1,7 volte il salario lordo medio.
"Gli Stati membri sembrano paradossalmente piú aperti rispetto al Parlamento, che chiedendo di aumentare la soglia di reddito, è piú restrittivo", ha detto la Presidenza francese.
L'adozione formale della "carta blu" è stata dunque rinviata all'otto dicembre, in una nuova riunione ministeriale europea.
Questo documento compete con la "Green card" americana, nel senso che mira a rendere l'Ue piú attraente per i laureati di paesi terzi e consentire agli Stati di soddisfare le loro esigenze manodopera altamente qualificata.
La carta varrà al massimo quattro anni, ma non sarà l'equivalente della carta verde, perche' i permessi di lavoro varranno solo nello Stato in cui saranno rilasciati. La Germania, in particolare, vuole mantenere il controllo della sua selezione in materia di immigrazione e si rifiuta di adottare un titolo europeo.
Nell'incontro di giovedi prossimo i ministri della Ue, tuttavia, cercheranno di accordarsi su un unico permesso di soggiorno e di lavoro per i migranti. Ma esiste "un piccolo numero di paesi di blocco", ha riconosciuto la Presidenza francese. La Germania e l'Austria sono i due piú ostili al progetto, ha chiarito la fonte europea.
Il testo, su cui è già stato un accordo di principio tra gli Stati membri dell'Ue avrebbe dovuto essere finalmente approvato nel corso di una riunione dei ministri europei degli Interni giovedi' a Bruxelles. Ma il Parlamento europeo ha emesso una serie di raccomandazioni e obiezioni (non vincolanti) in una risoluzione approvata il 20 novembre.
"Gli Stati non sono tenuti a rispettare questi emendamenti, ma noi non prendiamo il voto del Parlamento alla leggera e vedremo se i miglioramenti sono possibili", ha assicurato un rappresentante della Presidenza francese.
"Ma sulla soglia di reddito (uno dei principali obiezioni dei deputati), non vi è spazio per regolare il testo", ha ammonito.
I candidati per questo permesso di lavoro devono infatti avere un contratto di lavoro che prevede un salario minimo di almeno 1,5 volte il salario medio lordo del paese ospitante (che nella Ue oscilla tra i 325 e i 4.000 euro). I deputati hanno chiesto che la soglia sia portata a 1,7 volte il salario lordo medio.
"Gli Stati membri sembrano paradossalmente piú aperti rispetto al Parlamento, che chiedendo di aumentare la soglia di reddito, è piú restrittivo", ha detto la Presidenza francese.
L'adozione formale della "carta blu" è stata dunque rinviata all'otto dicembre, in una nuova riunione ministeriale europea.
Questo documento compete con la "Green card" americana, nel senso che mira a rendere l'Ue piú attraente per i laureati di paesi terzi e consentire agli Stati di soddisfare le loro esigenze manodopera altamente qualificata.
La carta varrà al massimo quattro anni, ma non sarà l'equivalente della carta verde, perche' i permessi di lavoro varranno solo nello Stato in cui saranno rilasciati. La Germania, in particolare, vuole mantenere il controllo della sua selezione in materia di immigrazione e si rifiuta di adottare un titolo europeo.
Nell'incontro di giovedi prossimo i ministri della Ue, tuttavia, cercheranno di accordarsi su un unico permesso di soggiorno e di lavoro per i migranti. Ma esiste "un piccolo numero di paesi di blocco", ha riconosciuto la Presidenza francese. La Germania e l'Austria sono i due piú ostili al progetto, ha chiarito la fonte europea.
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