Riparte mercoledi' esame della Camera sul testamento biologico
La prossima settimana la Camera inizia l'esame del testo sul testamento biologico. Il testo, che e' stato gia' approvato dal Senato, e' all'ordine del giorno per mercoledi' della commissione Affari Sociali di Montecitorio, abbinato ad una serie di altre proposte di legge presentate da deputati di maggioranza ed opposizione sullo stesso tema.
COMMENTI
Rispetto al testo sul testamento biologico, uscito dal Senato, "si puo' ragionare sull'accanimento, ma non si puo' discutere sul principio per cui alimentazione e idratazione corrispondono a un bisogno vitale e non a un diritto contrattabile". Lo ribadisce il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, al convegno 'La persona prima di tutto' promosso dalle fondazioni Nuova Italia e Craxi.
'Il ministro del Welfare Sacconi non perde occasione per dimostrare tutta la sua arroganza nei confronti del Parlamento. Oggi lo ha fatto anche su un tema importante come il testamento biologico'. Cosi' Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
'Sacconi - continua la Turco - arriva perfino ad indicare il limite, a suo dire insuperabile, a cui il Parlamento dovra' attenersi, confondendo il libero dibattito parlamentare con oscuri salotti autoreferenziali. E' singolare che chi si fa paladino della centralita' della persona, nello stesso momento calpesti un diritto fondamentale come l'espressione, e il rispetto, del libero pensiero e della liberta' di coscienza di ognuno. Con le sue affermazioni, il ministro ha dato prova di considerare le persone che sono in Parlamento incapaci di intendere e di volere, meri esecutori di decisioni prese altrove, forse nei salotti che Sacconi frequenta, e calate d'alto sulle Camere'.
Il provvedimento sul testamento biologico come e' uscito dal Senato "non va modificato". E' l'appello del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in occasione del convegno 'La persona prima di tutto' all'auditorium parco della musica. Per Alemanno, infatti, quel testo "e' importante".
"Non e' affatto scontato" l'esito della discussione alla Camera sulle norme che regoleranno il fine vita. Ne e' convinto Beppino Englaro, che spera ancora in un 'colpo di coda' dei deputati per approdare a una legge che rispetti il piu' possibile i diritti dei malati e dei loro familiari. Il papa' di Eluana, la donna morta il 9 febbraio a Udine dopo 17 anni vissuti in stato vegetativo, non si sbilancia: "Non voglio dire niente per ora. C'e', come al solito, tanta confusione. E preferisco che il Ddl diventi legge, per esprimere giudizi su fatti certi. Quello che credo, pero', e' che l'iter della legge non sara' cosi' facile e scontato. Nonostante il centrodestra abbia i numeri per approvare il Ddl" cosi' come e' stato licenziato dal Senato, dice all'ADNKRONOS SALUTE.
Difficile, secondo Englaro, sapere fin da adesso, a pochi giorni dall'inizio della discussione in commissione Affari sociali di Montecitorio, previsto per mercoledi', come andra' a finire.
Soprattutto, aggiunge, "se le cose verranno affrontate come ha detto il presidente della Camera", Gianfranco Fini. L'ex leader di An, in occasione del congresso fondativo del Pdl, era arrivato ad avanzare dubbi sul fatto che il Ddl sul testamento biologico votato dal Senato fosse ispirato alla laicita', invitando il centrodestra a discuterne.
Il problema e' che in Parlamento "non riescono a mettersi d'accordo su niente", riflette Englaro. E in questo caso, i nodi da sciogliere sono diversi: su tutti quello dell'idratazione e alimentazione artificiali, non terapie secondo il Ddl approdato a Palazzo Madama ma sostegni vitali. Temi che hanno segnato nel profondo la famiglia Englaro. Proprio dalla storia di Eluana era scaturito il testo del decreto legge urgente, poi confluito nel Ddl sul testamento biologico.
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Rispetto al testo sul testamento biologico, uscito dal Senato, "si puo' ragionare sull'accanimento, ma non si puo' discutere sul principio per cui alimentazione e idratazione corrispondono a un bisogno vitale e non a un diritto contrattabile". Lo ribadisce il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, al convegno 'La persona prima di tutto' promosso dalle fondazioni Nuova Italia e Craxi.
'Il ministro del Welfare Sacconi non perde occasione per dimostrare tutta la sua arroganza nei confronti del Parlamento. Oggi lo ha fatto anche su un tema importante come il testamento biologico'. Cosi' Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
'Sacconi - continua la Turco - arriva perfino ad indicare il limite, a suo dire insuperabile, a cui il Parlamento dovra' attenersi, confondendo il libero dibattito parlamentare con oscuri salotti autoreferenziali. E' singolare che chi si fa paladino della centralita' della persona, nello stesso momento calpesti un diritto fondamentale come l'espressione, e il rispetto, del libero pensiero e della liberta' di coscienza di ognuno. Con le sue affermazioni, il ministro ha dato prova di considerare le persone che sono in Parlamento incapaci di intendere e di volere, meri esecutori di decisioni prese altrove, forse nei salotti che Sacconi frequenta, e calate d'alto sulle Camere'.
Il provvedimento sul testamento biologico come e' uscito dal Senato "non va modificato". E' l'appello del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in occasione del convegno 'La persona prima di tutto' all'auditorium parco della musica. Per Alemanno, infatti, quel testo "e' importante".
"Non e' affatto scontato" l'esito della discussione alla Camera sulle norme che regoleranno il fine vita. Ne e' convinto Beppino Englaro, che spera ancora in un 'colpo di coda' dei deputati per approdare a una legge che rispetti il piu' possibile i diritti dei malati e dei loro familiari. Il papa' di Eluana, la donna morta il 9 febbraio a Udine dopo 17 anni vissuti in stato vegetativo, non si sbilancia: "Non voglio dire niente per ora. C'e', come al solito, tanta confusione. E preferisco che il Ddl diventi legge, per esprimere giudizi su fatti certi. Quello che credo, pero', e' che l'iter della legge non sara' cosi' facile e scontato. Nonostante il centrodestra abbia i numeri per approvare il Ddl" cosi' come e' stato licenziato dal Senato, dice all'ADNKRONOS SALUTE.
Difficile, secondo Englaro, sapere fin da adesso, a pochi giorni dall'inizio della discussione in commissione Affari sociali di Montecitorio, previsto per mercoledi', come andra' a finire.
Soprattutto, aggiunge, "se le cose verranno affrontate come ha detto il presidente della Camera", Gianfranco Fini. L'ex leader di An, in occasione del congresso fondativo del Pdl, era arrivato ad avanzare dubbi sul fatto che il Ddl sul testamento biologico votato dal Senato fosse ispirato alla laicita', invitando il centrodestra a discuterne.
Il problema e' che in Parlamento "non riescono a mettersi d'accordo su niente", riflette Englaro. E in questo caso, i nodi da sciogliere sono diversi: su tutti quello dell'idratazione e alimentazione artificiali, non terapie secondo il Ddl approdato a Palazzo Madama ma sostegni vitali. Temi che hanno segnato nel profondo la famiglia Englaro. Proprio dalla storia di Eluana era scaturito il testo del decreto legge urgente, poi confluito nel Ddl sul testamento biologico.
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