Domenica 7 giugno 2026
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Riparte la richiesta di prestiti e mutui. Bankitalia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Riparte la domanda di prestiti dopo più di due anni di cali. Per la prima volta dal terzo trimestre del 2022 le richieste delle imprese sono aumentate alla fine del 2024, spinte dalla necessità di finanziamenti per investimenti fissi, scorte e capitale circolante, oltre che dal ribasso degli ultimi mesi dei tassi di interesse dopo i tagli della Banca Centrale Europea. Ad evidenziarlo è l’ultima indagine sul credito bancario dell’area euro, i cui dati italiani sono stati resi noti da Bankitalia, secondo cui anche le richieste di mutui hanno registrato un marcato incremento, confermando il trend di risalita già intrapreso da qualche mese. 

Secondo Bankitalia «nel quarto trimestre del 2024 i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono stati lievemente allentati» e l’effetto «positivo della pressione concorrenziale e della maggiore tolleranza del rischio ha più che compensato l’impatto negativo della maggiore percezione del rischio». A sostenere le richieste, oltre ai tassi più bassi praticati, sono stati anche i minori margini applicati dalle banche. 

Per quanto riguarda i mutui invece i «criteri di offerta sui prestiti per l’acquisto di abitazioni sono stati lievemente irrigiditi, mentre sono rimasti invariati quelli sui prestiti per il consumo». Nell’ultimo semestre dello scorso anno, inoltre, da Via Nazionale evidenziano che «la quota di crediti deteriorati e gli altri indicatori della qualità del credito non hanno esercitato alcun impatto sulle politiche di offerta, e gli effetti dovrebbero essere nulli anche nel semestre in corso».

Le previsioni per il 2025
Dopo l’inversione di tendenza dell’ultima parte dello scorso anno, per i primi tre mesi del 2025 Bankitalia stima un aumento della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie «in tutti i comparti». Per il trimestre in corso gli intermediari si attendono al contempo un lieve allentamento dei criteri per il credito alle imprese e un leggero irrigidimento di quelli per il credito al consumo, mentre «i criteri applicati ai mutui rimangono invariati». 

L’Italia e il confronto con l’area euro 
Si allentano le condizioni creditizie in Italia, ma non nel resto dell’Eurozona. Guardando all’analisi complessiva sul credito bancario nell’intera area euro pubblicata dalla Bce, si nota come alcune banche del blocco abbiano dato una stretta alle condizioni creditizie per le aziende nel quarto trimestre 2024, una tendenza «propria delle banche in Germania e Francia in un contesto di maggiore incertezza politica», mentre «le condizioni creditizie si sono al contrario allentate in Italia». Francoforte spiega che il dato complessivo per l’area euro denota la stretta maggiore iniziata dal 2023. 
(Milano Finanza del 28/01/2025)

 
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