Riprende in commissione Affari costituzionali l'esame della riforma sull'immigrazione
Da questa mattina la Affari Costituzionali riprende il lungo confronto sul ddl governativo 1607 e delle numerose proposte connesse nel testo unificato 24 contenente varie modifiche alla legge sulla cittadinanza anche per prevedere il riconoscimento di questa qualifica ad extracomunitari che stabilmente risiedono e lavorano in Italia e ai loro discendenti fissando obblighi di giuramento di fedelta' alla Costituzione italiana e di accettazione dei suoi fondamentali principi. Il progetto normativo, al vaglio anche della Bilancio per gli aspetti finanziari connessi alle modifiche previste, e' da molti mesi in fase preparatoria ed ormai si dovrebbe procedere alla stretta conclusiva per assicurare il passaggio in aula gia' programmato entro fine mese, ma destinato ad un prevedibile slittamento.
IMMIGRATI: altro impegno di ampia portata per la stessa Commissione sara' per tutta la settimana anche il ddl 2976, ormai varato da alcuni mesi dal Consiglio dei Ministri e connesso a numerose pdl, di delega al Governo per la modifica della disciplina sulla immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero. Il progetto normativo, sul quale permangono forti contrasti tra maggioranza ed opposizione, punta ad una profonda revisione della legge Fini-Bossi varata nella scorsa legislatura.
RIFUGIATI: per molti aspetti connesse alle norme di revisione della Fini-Bossi sono anche gli schemi di decreto legislativo - al vaglio della Affari Costituzionali, della Giustizia e di altre Commissioni sia alla Camera sia al Senato - che attuano direttive comunitarie sull'attribuzione a cittadini di Paesi terzi o di apolidi della qualifica di rifugiato e sulle norme minime nelle procedurte applicate dagli stati membri della UE per il riconoscimento o la revoca dello status di rifugiato in modo da delineare un quadro normativo il piu' possibile omogeneo in materia all'interno dell'Unione Europea.
SFRUTTAMENTO IRREGOLARI: la Giustizia oggi riprende la messa a punto del ddl 2784, gia' approvato dal Senato, contenente varie misure per contrastare lo sfruttamento dell'attivita' lavorativa di immigrati irregolari. Il dibattito ha gia' fatto emergere la disponibilita' - anche dei rappresentanti del Governo - ad apportare varie modifiche per evitare che le forti sanzioni previste nei confronti del datore di lavoro che sfrutta gli extracomunitari si traducano in una paralisi per un mese dell'attivita' dell'impresa con evidente danno per gli altri lavoratori utilizzati.
IMMIGRATI: altro impegno di ampia portata per la stessa Commissione sara' per tutta la settimana anche il ddl 2976, ormai varato da alcuni mesi dal Consiglio dei Ministri e connesso a numerose pdl, di delega al Governo per la modifica della disciplina sulla immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero. Il progetto normativo, sul quale permangono forti contrasti tra maggioranza ed opposizione, punta ad una profonda revisione della legge Fini-Bossi varata nella scorsa legislatura.
RIFUGIATI: per molti aspetti connesse alle norme di revisione della Fini-Bossi sono anche gli schemi di decreto legislativo - al vaglio della Affari Costituzionali, della Giustizia e di altre Commissioni sia alla Camera sia al Senato - che attuano direttive comunitarie sull'attribuzione a cittadini di Paesi terzi o di apolidi della qualifica di rifugiato e sulle norme minime nelle procedurte applicate dagli stati membri della UE per il riconoscimento o la revoca dello status di rifugiato in modo da delineare un quadro normativo il piu' possibile omogeneo in materia all'interno dell'Unione Europea.
SFRUTTAMENTO IRREGOLARI: la Giustizia oggi riprende la messa a punto del ddl 2784, gia' approvato dal Senato, contenente varie misure per contrastare lo sfruttamento dell'attivita' lavorativa di immigrati irregolari. Il dibattito ha gia' fatto emergere la disponibilita' - anche dei rappresentanti del Governo - ad apportare varie modifiche per evitare che le forti sanzioni previste nei confronti del datore di lavoro che sfrutta gli extracomunitari si traducano in una paralisi per un mese dell'attivita' dell'impresa con evidente danno per gli altri lavoratori utilizzati.
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