Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Rispetto codice strada. La fotografia del ministero

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Mentre il Nord e' perfettamente integrato alle medie continentali, il Sud e' ancora indietro anche nel rispetto di semplici regole del codice della strada come l'uso di cinture di sicurezza e casco. Se in un decennio e' aumentata l'educazione stradale tra automobilisti e motociclisti, sono ancora forti i divari territoriali. Lo dicono le rilevazione del sistema Ulisse, l'osservatorio attivato nel 2000 da ministero Trasporti e Istituto Superiore di Sanita'.
Il 64% degli italiani indossa la cintura di sicurezza alla guida nelle aree urbane. I comportamenti sono pero' molto differenti nelle diverse Regioni: in Lombardia l'81,2% degli automobilisti e dei passeggeri di fianco al conducente mette la cintura; in Calabria (38,8%), Basilicata (37,9), Molise (36,2) il dato e' piu' che dimezzato. E ancora in Campania la cintura e' un'abitudine solo per la meta' degli automobilisti (51,5%, ma 10 anni fa la metteva solo uno su 10), nel Lazio la mettono in due su tre (68,1%). Cosi' mentre il Nord si colloca esattamente sulla media europea (si attesta infatti al 78%), il Sud e' ancora anni indietro, perche' fa poco meglio che 10 anni fa, quando non esisteva ancora la patente a punti e il 30% degli automobilisti metteva la cintura al volante. La situazione ha avuto un picco virtuoso con l'introduzione della patente a punti, nell'estate del 2003, quando piu' del 70% rispettavano la regola, ma poi negli anni il dato si e' poi assestato.
Discorso simile per l'uso del casco: e' obbligatorio dal 2000 e puo' ridurre, dice l'Oms, fino al 39% la mortalita' e dimezzare le lesioni, ma non e' ancora un dispositivo usato da tutti. In citta' lo indossano 9 italiani su 10 (89,8%), ma mentre al Nord lo mettono praticamente tutti (il 99,9%), al Centro il 93,1%, e al Sud c'e' ancora una persona su 4, rileva Ulisse, che non lo mette. In Campania si protegge la testa solo il 73%.
In via sperimentale Ulisse ha compiuto anche una rilevazione sull'uso del cellulare al volante: circa il 9% non rinuncia a telefonare in auto, nonostante studi epidemiologici indichino che aumenti di 4 volte il rischio di incidente stradale. 'Tra l'altro - spiega Marco Giusti, responsabile dell'osservatorio - non c'e' tanta differenza tra l'uso in mano e il viva voce: il rischio e' congnitivo perche' il telefono e' un potente strumento di distrazione'.
'Si verificano 580 incidenti stradali al giorno che provocano la morte di 11 persone: i numeri sono migliorati, ma non sono ancora buoni', ha sottolineato Mario Ciaccia viceministro ai Trasporti. 'Nel 2030 la incidentalita' stradale sara' la quinta casa di morte nel mondo, oggi e' la nona. E con ogni euro investito in salute avremmo un risparmio in termini di costi sociali di 20', ha aggiunto: 'Sul tema della circolazione stradale e sul rispetto delle regole si deve proseguire sulla strada tracciata negli anni'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →