Ritardi su conservazione cordone ombelicale? Sacconi: tutta colpa delle elezioni anticipate
"In questi mesi sono state intraprese tutte le iniziative necessarie per l'individuazione delle strategie e degli strumenti idonei a valutare le modalita' di applicazione della nuova normativa introdotta dalla legge 31 del 2008. Ma, a causa delle elezioni anticipate, e dell'insediamento del nuovo governo, ci sono stati ritardi inevitabili nei passaggi istituzionali previsti dalla normativa vigente". Cosi' il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, nel corso del 'question time' nell'aula del Senato, spiega le ragioni per le quali non si e' ancora completata, attraverso un decreto attuativo (previsto entro il 30 giugno 2008), la legge sulla conservazione autologa dei cordoni ombelicali. E anzi si e' reso necessario un rinvio. Questo atto, avrebbe consentito l'istituzione di una rete di banche per la raccolta del sangue del cordone ombelicale e contemporaneamente di incrementare la disponibilita di cellule staminali del cordone ombelicale ai fini di trapianto, sempre attraverso la raccolta autologa e conservazione da parte di strutture pubbliche o private autorizzate dalle regioni e dalle province autonome. Ebbene, spiega il ministro, i ritardi ci sono stati proprio "per quanto riguarda i requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici minimi da sottoporre e condividere con le regioni e con le province autonome". A questo, dice, "si accompagna il recepimento delle direttive dell'Unione europea degli anni 2006 e 2007 attualmente in corso e che riguardano anche la raccolta del sangue del cordone ombelicale".
Vista la situazione ecco che, prosegue Maurizio Sacconi, "si e' resa necessaria una proroga dell'ordinanza per permettere di prendere in esame e di valutare tutti gli aspetti riguardanti i rapporti con le regioni e la situazione delle strutture gia' esistenti, al fine di valutare al meglio la fattibilita' della raccolta autologa, solidale ed allogenica nel territorio italiano, in armonia con l'intera normativa vigente".
Una risposta, quella del ministro del Lavoro, che non soddisfa affatto Donatella Poretti, radicale eletta nelle liste del Pd: "La scelta di prolungare questa follia non e' tecnica, tantomeno scientifica e lo sa bene. E' tutta politica. Mi chiedo quale miope politica sia quella di vietare la possibilita' di conservare il cordone ombelicale, che potrebbe essere una cura anche per altri bambini".
Secondo Poretti, inoltre, "il colpo mortale alla donazione, come le ha suggerito il quotidiano dei vescovi invitandola a non applicare la legge, e' cio' che lei ha inferto prorogando questa ordinanza anomala, rispetto all'Europa, fino a febbraio 2009".
In precedenza, altri senatori intervenuti in aula, avevano lamentato proprio l'impossibilita' nel nostro Paese di donare e conservare il cordone ombelicale. "Ci sono ospedali in cui il sabato e la domenica e' impossibile fare la donazione", ha detto Gianpaolo Vallardi della Lega, mentre Giuseppe Astore dell'Idv, ha evidenziato la contraddizione per la quale "si puo' conservare il cordone ombelicale rivolgendosi a banche estere. Ecco, vorremmo non vedere piu' cordoni ombelicali gettati nei rifiuti".
Alle dichiarazioni rese note oggi a Palazzo Madama durante il question time rivolto al Ministro Sacconi sul tema della conservazione autologa dei cordoni ombelicali, arriva la precisazione di chi opera da anni nel settore privato garantendo la conservazione all'estero, in Inghilterra, delle staminali ematopoietiche prelevate dal sangue cordonale. "Il Ministro Sacconi - dichiara la dott.ssa Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank, la bio banca delle cellule staminali - dovrebbe sapere che a livello internazionale un terzo dei trapianti avviene tra consanguinei, vale a dire a livello familiare. Dunque le evidenze scientifiche ci sono e come per sostenere che la conservazione privata ad uso familiare ha un suo indiscusso valore medico scientifico. Questo tralasciando considerazioni seppur importanti sul dato giuridico del diritto soggettivo a decidere cosa fare del cordone ombelicale e del suo prezioso contenuto biologico. Sebbene il reitero dell'ordinanza che vieta le banche private in Italia ma ne consente l'operatività per esportare all'estero continua a garantire un servizio anche alle famiglie italiane, prima o poi, anche l'Italia dovrà adeguarsi ad altri paesi europei e non e agli Stati Uniti dove, lo ricordo, dal 2007 si contano 10mila trapianti con una percentuale di successo del 63% per uso familiare e del 28% per uso eterologo. Una percentuale di sicuro interesse che attesta a più del doppio le possibilità di successo nell'uso intra-familiare delle staminali a scopo di trapianto rispetto all'uso eterologo. Così come la sinergia tra sistema pubblico e privato ha fatto crescere anche la cultura della donazione del cordone."
Vista la situazione ecco che, prosegue Maurizio Sacconi, "si e' resa necessaria una proroga dell'ordinanza per permettere di prendere in esame e di valutare tutti gli aspetti riguardanti i rapporti con le regioni e la situazione delle strutture gia' esistenti, al fine di valutare al meglio la fattibilita' della raccolta autologa, solidale ed allogenica nel territorio italiano, in armonia con l'intera normativa vigente".
Una risposta, quella del ministro del Lavoro, che non soddisfa affatto Donatella Poretti, radicale eletta nelle liste del Pd: "La scelta di prolungare questa follia non e' tecnica, tantomeno scientifica e lo sa bene. E' tutta politica. Mi chiedo quale miope politica sia quella di vietare la possibilita' di conservare il cordone ombelicale, che potrebbe essere una cura anche per altri bambini".
Secondo Poretti, inoltre, "il colpo mortale alla donazione, come le ha suggerito il quotidiano dei vescovi invitandola a non applicare la legge, e' cio' che lei ha inferto prorogando questa ordinanza anomala, rispetto all'Europa, fino a febbraio 2009".
In precedenza, altri senatori intervenuti in aula, avevano lamentato proprio l'impossibilita' nel nostro Paese di donare e conservare il cordone ombelicale. "Ci sono ospedali in cui il sabato e la domenica e' impossibile fare la donazione", ha detto Gianpaolo Vallardi della Lega, mentre Giuseppe Astore dell'Idv, ha evidenziato la contraddizione per la quale "si puo' conservare il cordone ombelicale rivolgendosi a banche estere. Ecco, vorremmo non vedere piu' cordoni ombelicali gettati nei rifiuti".
Alle dichiarazioni rese note oggi a Palazzo Madama durante il question time rivolto al Ministro Sacconi sul tema della conservazione autologa dei cordoni ombelicali, arriva la precisazione di chi opera da anni nel settore privato garantendo la conservazione all'estero, in Inghilterra, delle staminali ematopoietiche prelevate dal sangue cordonale. "Il Ministro Sacconi - dichiara la dott.ssa Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank, la bio banca delle cellule staminali - dovrebbe sapere che a livello internazionale un terzo dei trapianti avviene tra consanguinei, vale a dire a livello familiare. Dunque le evidenze scientifiche ci sono e come per sostenere che la conservazione privata ad uso familiare ha un suo indiscusso valore medico scientifico. Questo tralasciando considerazioni seppur importanti sul dato giuridico del diritto soggettivo a decidere cosa fare del cordone ombelicale e del suo prezioso contenuto biologico. Sebbene il reitero dell'ordinanza che vieta le banche private in Italia ma ne consente l'operatività per esportare all'estero continua a garantire un servizio anche alle famiglie italiane, prima o poi, anche l'Italia dovrà adeguarsi ad altri paesi europei e non e agli Stati Uniti dove, lo ricordo, dal 2007 si contano 10mila trapianti con una percentuale di successo del 63% per uso familiare e del 28% per uso eterologo. Una percentuale di sicuro interesse che attesta a più del doppio le possibilità di successo nell'uso intra-familiare delle staminali a scopo di trapianto rispetto all'uso eterologo. Così come la sinergia tra sistema pubblico e privato ha fatto crescere anche la cultura della donazione del cordone."
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