Roma. Convegno "La dimensione popolare della Riproduzione Assistita"
In questo momento la via italiana alla procreazione medicalmente assistita sta dando frutti al di sopra delle aspettative e, dal punto di vista clinico, non ha nulla da invidiare alle strutture di altri paesi europei. Lo ha detto il prof. Massimo Moscarini direttore del Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura dell'Universita' "La Sapienza" aprendo a Roma il convegno "La dimensione popolare della Riproduzione Assistita", organizzato da Bioroma.
"Uno degli scopi di questo convegno - ha aggiunto il prof. Mauro Schimberni, docente alla II facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' "La Sapienza" - e' affrontare e approfondire il tema della dimensione popolare della fecondazione assistita che non e' piu' un problema di nicchia, ma riguarda tutti i ceti. E inoltre trattare il tema del fattore maschile che incide al 50% sulle problematiche della riproduzione".
"Ritengo che la legge 40 sia confusa e contraddittoria - afferma la prof.ssa Monica Toraldo di Francia, docente di Bioetica all'Universita' degli Studi di Firenze e membro del Comitato Nazionale di Bioetica - perche' sentita come legge che riguardava una piccola parte della popolazione. Non c'e' stata informazione precedente alla ideologizzazione del programma. Il dibattito mediatico non ha informato ma messo in luce le contrapposizioni, ignorando la parte empirica, creando equivoci, come appunto l'idea che la PMA riguardi una piccola parte della popolazione. Invece, c'e' grande curiosita' su questo tema". E aggiunge: "Il risultato della legge 40 e' rimettere sotto tutela la madre trattata come una minorenne, oggetto di pratiche invasive".
"Inoltre la legge 40 puo' essere aggirata. Oggi c'e' il turismo riproduttivo verso quei paesi europei piu' aperti e questo comporta l'accentuarsi delle disuguaglianze, perche' sappiamo quanto puo' venire a costare di piu'. Chi non puo' permettersi questa spesa deve rinunciare alla genitorialita' riproponendo cosi' un modello di societa' gerarchica mentre il nostro sistema sanitario e' legalitario. Bisogna rendersi conto che oggi il ricorso alla PMA e' un fenomeno quasi di massa e molti tabu' sono caduti".
"Quello che mi preoccupa e' la progressiva ideologizzazione della procreazione i soggetti sono diventati gli ovuli, gli embrioni, gli zigoti e si perde, cosi', la complessita' del processo procreativo. Le nuove tecnologie riproduttive si inquadrano in uno sfondo che prevede tre linee di tendenza rivoluzionarie. La prima e' la contraccezione che nel corso degli anni ha separato il concetto di sessualita' da quello della riproduzione. Poi le tecnologie della PMA hanno reso possibile la separazione della procreazione dalla sessualita'. Infine lo spostamento del confine fra caso e scelta: cio' che un tempo era un destino, una lotteria biologica, ora e' programmabile.
"Uno degli scopi di questo convegno - ha aggiunto il prof. Mauro Schimberni, docente alla II facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' "La Sapienza" - e' affrontare e approfondire il tema della dimensione popolare della fecondazione assistita che non e' piu' un problema di nicchia, ma riguarda tutti i ceti. E inoltre trattare il tema del fattore maschile che incide al 50% sulle problematiche della riproduzione".
"Ritengo che la legge 40 sia confusa e contraddittoria - afferma la prof.ssa Monica Toraldo di Francia, docente di Bioetica all'Universita' degli Studi di Firenze e membro del Comitato Nazionale di Bioetica - perche' sentita come legge che riguardava una piccola parte della popolazione. Non c'e' stata informazione precedente alla ideologizzazione del programma. Il dibattito mediatico non ha informato ma messo in luce le contrapposizioni, ignorando la parte empirica, creando equivoci, come appunto l'idea che la PMA riguardi una piccola parte della popolazione. Invece, c'e' grande curiosita' su questo tema". E aggiunge: "Il risultato della legge 40 e' rimettere sotto tutela la madre trattata come una minorenne, oggetto di pratiche invasive".
"Inoltre la legge 40 puo' essere aggirata. Oggi c'e' il turismo riproduttivo verso quei paesi europei piu' aperti e questo comporta l'accentuarsi delle disuguaglianze, perche' sappiamo quanto puo' venire a costare di piu'. Chi non puo' permettersi questa spesa deve rinunciare alla genitorialita' riproponendo cosi' un modello di societa' gerarchica mentre il nostro sistema sanitario e' legalitario. Bisogna rendersi conto che oggi il ricorso alla PMA e' un fenomeno quasi di massa e molti tabu' sono caduti".
"Quello che mi preoccupa e' la progressiva ideologizzazione della procreazione i soggetti sono diventati gli ovuli, gli embrioni, gli zigoti e si perde, cosi', la complessita' del processo procreativo. Le nuove tecnologie riproduttive si inquadrano in uno sfondo che prevede tre linee di tendenza rivoluzionarie. La prima e' la contraccezione che nel corso degli anni ha separato il concetto di sessualita' da quello della riproduzione. Poi le tecnologie della PMA hanno reso possibile la separazione della procreazione dalla sessualita'. Infine lo spostamento del confine fra caso e scelta: cio' che un tempo era un destino, una lotteria biologica, ora e' programmabile.
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